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Defenüda zivica | 06.05.2010 | 13:08

Difesa civica: Presentata la Relazione 2009

Presentata questa mattina dalla Difensora civica Burgi Volgger la Relazione sull'attività del 2009. 3.194 i casi trattati.

La Difensora Civica presenta la relazioneZoomansichtLa Difensora Civica presenta la relazione

La Difensora civica Burgi Volgger ha presentato questa mattina, prima ai capigruppo (presenti il presidente Dieter Steger, i capigruppo di SVP, Elmar Pichler Rolle, e UfS, due  consiglieri dei Freiheitlichen, tra cui Sigmar Stocker, il consigliere Hans Heiss e la consigliera della SüdTiroler Freiheit, il segretario questore Georg Pardeller ed i rappresentanti degli assessori Bizzo e Tommasini) e poi alla stampa, la Relazione sull’attività svolta nel 2009 dal suo Ufficio.

Nella relazione, Burgi Volgger pone l’accento su alcuni temi di evidente interesse per le cittadine ed i cittadini che nel 2009 si sono rivolti alla Difesa civica. Nell’anno della crisi economica,  si è intensificata la tendenza che vede sempre più persone appartenenti alle fasce socialmente deboli rivolgersi alla Difesa civica per verificare la possibilità di usufruire di un qualsiasi sostegno sociale. Questo riguarda per lo più gruppi sociali costituiti da disoccupati da lungo tempo, migranti, genitori singoli, pensionate sole e famiglie con molti figli.

Molti anziani, si dice nella relazione, ricevono una pensione che non copre nemmeno il minimo vitale di 588 €, e cresce la (fondata) preoccupazione  per la sicurezza del posto di lavoro. La provincia di Bolzano ha una fitta rete di sostegno sociale, tuttavia le richieste alla Difesa civica dimostrano che la varietà degli interventi sociali creano nel cittadino una certa confusione: i molteplici enti competenti prevedono requisiti variabili per l’accesso ad essi, a volte contrastanti tra loro. “Risulta sempre più importante fissare regole eque per una gestione mirata delle prestazioni sociali”, sostiene Burgi Volgger, che nel corso della presentazione ha proposto di elaborare un modello per un’unica prestazione sociale minima, come previsto in Austria, e nella relazione invita a non ritardare ulteriormente il varo della prevista legge sull’immigrazione. Accade infatti spesso che i cittadini locali sostengano che agli stranieri viene concesso tutto, mentre questi sospettano che dietro ad ogni imposizione da parte delle istituzioni ci sia un’angheria inflitta a loro solo perché stranieri: una legge sull’immigrazione  potrebbe stabilire chiare regole, facendo corrispondere alle misure di integrazione una volontà di integrazione e di conoscenza della cultura e della lingua locali.

È il sospetto che un intervento non è stato gestito in maniera corretta a spingere molti a rivolgersi alla Difesa civica, e non solo nel caso di prestazioni negate, dalle agevolazioni nell’edilizia alla classificazione corretta per quanto riguarda le prestazioni di cura. Nei Comuni, una parte consistente dei reclami alla Difesa civica riguarda presunti abusi edilizi dei vicini. I cittadini, inoltre, desiderano avere informazioni puntuali su progetti edilizi nella loro zona e la conseguente sanzione di opere abusive.

Nello scorso anno sono stati 3.194 le cittadine ed i cittadini che si sono rivolti alla Difesa civica, un numero di poco superiore a quello registrato nel 2008. Il 21% delle pratiche avviate ha a che fare con l’amministrazione provinciale, il 7,5 % riguarda l’IPES, il 10% l’Azienda sanitaria, il 35,5 % i Comuni, il 2 % le Comunità comprensoriali, il 12,5 % lo Stato e le sue amministrazioni periferiche.

Nel  79 % dei casi è stato possibile trovare una soluzione soddisfacente per i ricorrenti: per la metà di questi casi, essi sono stati convinti della correttezza dell’azione amministrativa, mentre per l’altra metà l’amministrazione ha corretto la propria posizione.

La Relazione 2009 si può scaricare anche dalla website www.difesacivica.bz.it.


(MC)