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Cunsëi | 14.01.2021 | 16:16

Lavori Consiglio: Assistenza estiva all’infanzia, votazioni ombra (CON VIDEO)

Mozioni di SVP/Die Freiheitlichen e SVP.

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Imm. seduta Consiglio provinciale del 14.01.2021 - GNews
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È iniziato questo pomeriggio in Consiglio provinciale lo spazio riservato alle proposte della maggioranza. Con la mozione n. 285/20: #sperimentare.valutare.migliorare: assistenza all’infanzia a prezzi sostenibili nell’estate della pandemia da coronavirus (EMENDATA), Magdalena Amhof (SVP), prima firmataria insieme a Jasmin Ladurner (SVP) e Ulli Mair (Die Freiheitlichen), evidenziando che il Covid-19 aveva imposto limitazioni in molti ambiti della vita sociale, compreso il settore dell’assistenza ai bambini, e che la scorsa estate si era riusciti, nonostante il coronavirus e con un rigoroso rispetto delle norme di tutela della salute, a predisporre un’adeguata offerta di assistenza a bambini, bambine e adolescenti, con modalità diverse rispetto al solito ma lo stesso obiettivo di accompagnare e proteggere i bambini mentre i genitori si guadagnavano da vivere, spiegava che bambini e le bambine erano stati divisi in piccoli gruppi, il che aveva richiesto più assistenti, più locali, più organizzazione e, di conseguenza, più risorse finanziarie. Le iniziative che gli anni scorsi erano ancora abbordabili, ora avevano un costo impegnativo per molte famiglie. Facendo tesoro delle esperienze dello scorso anno, e pianificando tutto per tempo, si dovrebbe riuscire anche quest’anno ad accompagnare i bambini e le bambine di questa invitare la Giunta provinciale, sulla base delle esperienze fatte nella scorsa estate pandemica, a coinvolgere per tempo le organizzazioni e associazioni nella pianificazione e organizzazione del programma di assistenza ai bambini per l’estate 2021 e mettere loro a disposizione i mezzi finanziari necessari per lo svolgimento dei loro programmi, affinché i costi per l’assistenza ai bambini e alle bambine rimanessero quanto più possibile contenuti e, quindi, abbordabili.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha ricordato che circa un anno fa ogni gruppo in Consiglio aveva portato proposte per migliorare l’assistenza estiva: già l’anno scorso molte famiglie si trovarono di fronte a una sfida finanziaria aggiuntiva. Le proposte dell’opposizione erano però sempre state respinte. Questa proposta sarebbe stata sicuramente approvata, e lui l’avrebbe sostenuta, astenendosi sulle premesse, ma non bisognava fingere di scoprire l’acqua calda. 
Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha sostenuto che oltre ai prezzi sostenibili sono importanti flessibilità e spontaneità, anche a fronte del fatto che molte aziende non sanno se potranno stare aperte o chiudere, e di conseguenza molte donne impegnate nella stagione estiva, anche part-time, non sanno se lavoreranno o meno. Questo dipende anche dall’apertura o chiusura dei confini. Ciò non riguarda solo il turismo, ma anche il commercio, strettamente collegato. 
Ulli Mair (co-firmataria) ha ricordato di aver già firmato la precedente proposta della maggioranza. Ha sostenuto anche la proposta di Atz Tammerle relativa alla flessibilità, e si è appellata alla Giunta affinché fin dal primo momento venissero coinvolti anche i Comuni. 
Jasmin Ladurner (SVP) cofirmataria ha ricordato proposte analoghe negli anni passati, ed evidenziato che si trattava di imparare dalle esperienze precedenti. La domanda è molto ampia, avendone usufruito 70.000 bambini, quindi è importante avviare la programmazione, dando alle famiglie la garanzia di avere assistenza e a bambini e bambine di avere contatti sociali.
Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha ricordato una mozione analoga del suo gruppo, alla quale, come al solito, era stato risposto che non era necessario in quanto tutto era stato avviato. 
L’ass. Waltraud Deeg ha ricordato la situazione dell’estate scorsa, quando ad aprile ancora si sapeva come sarebbe stata la situazione, mentre abitualmente la programmazione è conclusa già a febbraio. Si era reagito molto in fretta, attivandosi con Comuni, Comunità comprensoriali, organizzazioni varie, implementando velocemente le offerte. Anche allora le offerte non avevano potuto essere flessibili quando in passato, ed era da considerare anche la responsabilità per eventuali contagi, ma si era voluto dare un po’ di spazio di movimento ai bambini, che erano stati 71.000, con 400 progetti in 113 Comuni: un grande sforzo per il quale vanno ringraziati tutti coloro che hanno collaborato, compresi i collaboratori dell’agenzia per la famiglia, che hanno dimostrato la flessibilità dei dipendenti pubblici. Prezioso anche il contributo delle Intendenze.  Augurandosi lo stesso appoggio per l’estate prossima, l’assessora ha auspicato che non sia necessario ridurre i gruppi a 4 e sarà possibile anche avere gruppi da 8. Deeg ha quindi invitato consiglieri e consigliere a visitare le sedi dei vari progetti estivi. Amhof ha spiegato che nelle premesse ci si era rifatti alle esperienze dell’estate precedente, e che associazioni e Comuni, che sono compresi anche se non citati, hanno già dimostrato flessibilità. L’anno scorso alcune associazioni che di solito proponevano iniziative non avevano partecipato, per timore della situazione, e andavano quindi sollecitate a farlo, quindi la proposta, diversamente da quanto fatto intendere da Rieder, era sensata. La mozione è stata approvata: le premesse con 30 sì e 3 astensioni, la parte dispositiva con 34 sì (unanimità). 

La stessa Magdalena Amhof (SVP) ha quindi presentato la mozione n. 338/20: #conoscere.valutare.migliorare: formazione politica - votazioni ombra, co-firmata da Gerhard Lanz, Jasmin Ladurner, Franz Locher, Helmut Tauber e Manfred Vallazza, con la quale ricordava che alcuni Comuni dell'Alto Adige, l'8 maggio 2005, si erano svolte per la prima volta delle votazioni ombra, e che il 20 settembre 2020 sei Comuni avevano sperimentato nuove votazioni ombra: istruiti, preparati e sostenuti fattivamente dal Südtiroler Jugendring e dalle organizzazioni giovanili locali, erano stati chiamati a esprimere il proprio voto alle elezioni comunali i giovani tra i 16 e i 18 anni di Appiano, Chiusa, Caldaro, Lana, San Martino in Passiria e Trodena. Alle consultazioni avevano partecipato tra il 10 e il 45 per cento delle giovani elettrici e dei giovani elettori, preparati dallo Jugendring nell’ambito di un’officina di idee che aveva permesso di raccogliere e discutere le loro proposte, richieste e desideri, per poi presentarle ai candidati locali. In tal modo, le giovani e i giovani cittadini interessati si erano occupati a fondo del futuro del loro Comune e avevano espresso la loro opinione con il voto. Progetti come questi servono a sensibilizzare i giovani rispetto alla politica e suscitare il loro interesse politico, così il dibattito con la politica e la società si svolge a un livello completamente diverso – tutte le giovani e i giovani interessati possono partecipare attivamente; inoltre, analizzando i risultati delle votazioni ombra, i responsabili politici ottengono un quadro d’insieme delle opinioni delle giovani e dei giovani cittadini e possono tenerne conto quando predispongono i propri programmi. Pertanto, si chiedeva di invitare la Giunta provinciale (1) a proseguire e diffondere l’iniziativa avviata e guidata dal Südtiroler Jugendring con le votazioni ombra in collaborazione con il Consorzio dei Comuni dell'Alto Adige, e a estenderla a tutte le elezioni (europee, statali, provinciali, comunali); (2) a fornire, attraverso i Comuni, alle associazioni giovanili i mezzi finanziari per lo svolgimento delle votazioni ombra e per le necessarie procedure preparatorie; (3) a valorizzare i risultati delle votazioni ombra e a presentarli in modo adeguato.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha sostenuto la mozione, non solo perché in queste votazioni la sua area politica ha sempre riscontri positivi, ma anche perché quando operava nel campo della formazione si era occupata del tema. La formazione politica purtroppo è diminuita, a scuola, mentre il Consiglio provinciale è attivo in questo campo. È importante che i giovani possano sperimentare in prima persona la politica.
Le votazioni ombra, secondo Helmut Tauber (SVP), co-firmatario, hanno dimostrato quanto sia valido il confronto die giovani con la politica. Essi si interessano di politica e vogliono partecipare, dare il loro contributo. Creare maggiore partecipazione aiuterebbe anche a contrastare la disaffezione per la politica. Sicuramente sarebbe interessante abbassare l’etá per l’elettorato attivo a 16 anni, come già accade in altri Paesi. La pandemia ha dimostrato che le discussioni politiche, anche tramite videoconferenza e altri mezzi, hanno l’interesse dei giovani.
Secondo Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiesto di immaginare una società in cui possono votare solo gli uomini, e organizzare votazioni ombra per le donne, per avere un’idea di come voterebbero: difficilmente questo andrebbe bene alle donne. Lo stesso vale per le votazioni ombra per i ragazzi: non è una partecipazione effettiva in merito a decisioni che li riguardano. Bisogna quindi puntare all’effettivo coinvolgimento dei giovani nelle elezioni vere, almeno qui in provincia. Le votazioni ombra sono una foglia di fico. 
Jasmin Ladurner (SVP) co-firmataria ha chiarito che una cosa è trasmettere conoscenze teoriche, un’altra è vivere e sperimentare concretamente l’attività politica. Importante è anche che i risultati di queste votazioni ombra vengano presi sul serio e dirottati ad altre sedi. Positivo sarebbe che i giovani potessero votare a 16 anni, ma in attesa che questo sia possibile, le votazioni ombra sono una buona possibilità, e dimostrano che i giovani non sono affatto disinteressati alla politica. 
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha ritenuto che la mozione riguardasse la creazione di educazione civica e pedagogia della democrazia, opportuna e necessaria nella società attuale. Ha quindi fatto riferimento all’esempio di Greta Thunberg e a quello dei giovani delle Sardine, che dimostrano l’esistenza di una volontà di partecipare nell’ambito della politica; lo stesso Moro propose a suo tempo di dare spazio a proposte dei giovani. questo aiuterebbe anche a tornare all’ideologia e ai valori. Sul territorio altoatesino, questa esperienza riguarda quasi esclusivamente i giovani di lingua tedesca: l’Assessorato competente dovrebbe fare in modo di attivare simili iniziative di confronto anche tra i giovani di lingua italiana. 
Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha proposto un emendamento al fine di aggiungere al punto (2) la garanzia dell’uso delle lingue tedesca, italiana e ladina (nei territori di pertinenza), in modo che le iniziative fossero plurilingui ed allargate quindi a tutti i gruppi linguistici. Ha aggiunto che nello Jugendring sono attive organizzazioni giovanili di fatto legate a dei partiti, che ricevono finanziamenti pubblici, e invitato ad approfondire questo tema. 
Alex Ploner (Team K), ricordando nel passato di aver lavorato al fianco dei giovani, ha evidenziato che essi capiscono subito se vengono presi sul serio o meno, e si è detto quindi ‘accodo con Knoll: le votazioni ombra sono come avere il biglietto di un concerto ma dover aspettare fuori, ascoltando quanto avviene dentro senza poter partecipare. Anche i Consigli comunali dei giovani non hanno possibilità concrete di partecipazione. Bisogna piuttosto fare in modo di abbassare l’età dell’elettorato attivo a 16 anni. Ploner ha aggiunto che se questa mozione fosse arrivata dal Team K l’assessore competente avrebbe risposto che quanto proposto si fa già e non c’è bisogno di una mozione consiliare.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha sostenuto che l’Alto Adige ha un deficit di democrazia, soprattutto nei paesi piccoli è difficile accettare un sistema a più partiti: la formazione politica nelle scuole diventa pertanto ancora più importante. Si è chiesto poi come è possibile impegnare la Giunta a sostenere un’iniziativa propria dello Jugendring, ed evidenziato che anche la competenza sul finanziamento è da chiarire. Se si prendono sul serio le votazioni ombra, esse dovrebbero avere anche conseguenze.
Riccardo Dello Sbarba (Gruppo verde) ha rilevato il grande interesse dimostrato dai giovani per questa possibilità di partecipare con elezioni ombra, aggiungendo che al di là di chi organizza questa proposta, essa si rivolge a tutti i giovani che si trovano in quel comune. È vero che un'organizzazione che mette insieme giovani di associazioni, partiti e movimenti, può portare a qualche dubbio; i giovani verdi erano stati coinvolti per un periodo, poi si erano tirati fuori. La mozione potrebbe invitare a sostenere queste iniziative senza specificare l’organizzatore, altrimenti sembra che si voglia lisciare il pelo a certi soggetti. 
Gerhard Lanz (SVP), co-firmatario, ha detto che quanto proposto da Urzì si poteva anche approvare, non si voleva infatti escludere nessuno. Le votazioni ombra sono un’iniziativa dello Jugendring, e si intendeva valorizzare e dare un sostegno a questo progetto, applicandolo in tutti i comuni, senza metter vincoli. Il fatto che un gruppo fosse uscito dall’organizzazione non era colpa di chi ne faceva parte, e non bisognava erto giustificarsi di avere un gruppo giovanile. Importante è destare l’interesse dei giovani. 
Il pres. Arno Kompatscher ha sostenuto che è estremamente importante contrastare la disaffezione alla politica, soprattutto da parte delle giovani generazioni, motivandole a partecipare. Questo è anche il motivo delle votazioni ombra, che inducono a informarsi e riflettere, ed è un esercizio per esercitare anche in futuro non solo il voto attivo, ma anche quello passivo. Che debba essere garantito il diritto all’uso della madrelingua è chiaro, ma  va bene anche metterlo nero su bianco. Amhof ha quindi accettato l’emendamento di Alessandro Urzì, il quale chiedeva di aggiungere al punto (2) la garanzia in ogni fase dell’uso delle lingue tedesca d italiana e anche ladina nell’ambito dei territori di pertinenza. È chiaro che le iniziative devono essere aperte a tutti, ha chiarito Urzì, ma deve essere anche strutturata in modo che tutti vi possano partecipare, in particolare in caso di sostegno pubblico. Magdalena Amhof ha spiegato che anche a lei piacerebbe il diritto di voto a 16 anni, ma questo non è concretamente attuabile se non in situazioni di elezioni non vincolanti. Era stato coinvolto anche il Consorzio dei Comuni; lo Jugendring, che propone sempre progetti in cui ciascuno può intervenire nella sua madrelingua, aveva una grande esperienza e sapeva molto bene come coinvolgere i giovani nei processi partecipativi senza eluderli. Il Team K aveva sempre criticato la SVP perché faceva poco nell'ambito della, formazione politica: stupiva quindi che non sostenessero un progetto concreto. La mozione emendata è stata approvata con 24 sì e 11 astensioni.

(MC)