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Cunsëi | 14.01.2021 | 13:06

Lavori Consiglio: Collegamento ciclabile a Laives, revoca delle misure anti-coronavirus, servizio sanitario periferico

Mozioni di Team K ed Enzian, disegno di legge del Team K. Dalle 14.30 trattazione delle proposte della maggioranza.

Con la mozione n. 369/20: Collegamento ciclabile tra pista ciclabile provinciale e il Comune di Laives in località Cervo nel Comune di Vadena, presentata oggi in Consiglio provinciale, Paul Köllensperger (Team K) ha segnalato che il collegamento tra la pista ciclabile provinciale – che in Bassa Atesina corre lungo il corso dell'Adige – e il sistema di ciclovie del Comune di Laives è un'importante opera infrastrutturale, attesa dai cittadini e utile anche per lo sviluppo del cicloturismo nella zona. Come era noto, su impulso della Comunità comprensoriale Oltradige / Bassa Atesina – e per conto del Comune di Laives – era già stato ultimato il tratto ciclabile da via Marconi fino alla stazione Fs, risultava però mancante il tratto ciclabile tra la stazione Fs di Laives e l'argine dell'Adige, superando I'A22. La sua realizzazione era di fondamentale importanza ai fini del collegamento della rete ciclabile comunale a quella provinciale. Il tratto in questione insisteva interamente nel territorio  del comune di Vadena, in località Cervo; la Comunità comprensoriale Oltradige/Bassa Atesina aveva già incaricato un professionista per la progettazione esecutiva ma gli espropri previsti erano bloccati dalla mancata conformità della parte urbanistica nei Puc di Laives e Vadena. Segnalando l’opposizione di privati sul cui terreno sarebbe dovuta passare la ciclabile, nonché indebite interferenze da parte di politici comunali locali, il consigliere proponeva di impegnare la Giunta a (1) sbloccare al più presto l'iter urbanistico, affinché si proceda il più celermente possibile all'avvio agli espropri previsti; (2) sollecitare la Comunità comprensoriale Oltradige/Bassa Atesina di realizzare la progettazione esecutiva prevedendo un tracciato pedociclabile, con il relativo capitolato d'appalto; (3) bandire o assegnare i lavori; (4) VERSIONE EMENDATA a procedere senza indugi con gli espropri necessari alla realizzazione dell’opera in oggetto senza ulteriori trattative private e di concerto con gli enti competenti. In quanto al punto (1), il consigliere ha segnalato che e l’ass. Kuenzer aveva fatto la sua parte sbloccando l’iter. 
Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’italia) ha fatto riferimento a un sistema di interessi che nella bassa atesina fa riferimento alla SVP e che evidentemente ha rallentato le soluzioni a un problema antico. In ballo c’è un evidente interesse pubblico, che non deve essere ostacolato da interessi privati: egli ha quindi presentato un emendamento affinché si procedesse allo stesso modo agli espropri relativi a via della Vigna a Bolzano e alla strada di collegamento tra il quartiere Firmian e il Centro lungodegenti, incredibilmente ignorati ndall’assessora, che si comportava nei due casi in maniera diversa. I cancelli andavano eliminati a Laives e Vadena come a Bolzano.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha evidenziato che tutti avevano pensato a casi analoghi, e ha appoggiato la proposta di Köllensperger, facendo riferimento a una “questione annosa”, che aveva impiegato anche l’ex assessore Tommasini. Conflitti di interesse si oppongono alle soluzioni più logiche, solo per tutelare interessi particolari, e Laives, così come altri casi, appare come una cenerentola.
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha invitato a considerare la questione come in riferimento all’area metropolitana intorno al capoluogo; c’è anche un contributo forte dello Stato in questa direzione. In questo senso, la questione riguarda l’assessore all’urbanistica più che quello ai trasporti. Per esempio, sulla pista ciclabile Terlano-Bolzano sono previste 12.000 presenze: su questo settore bisogna intervenire ora, si tratta di investimenti non eccessivi ma con grande potenza nell’ambito della mobilità sostenibilità. Egli ha quindi appoggiato la mozione. In quanto a  Via della Vigna, è una problema specifico legato alla città su cui si cerca una mediazione. 
Intervenendo come consigliere, Giuliano Vettorato (Lega Salvini Alto Adige Südtirol), segnalando di conoscere bene la situazione in quanto  abitante del luogo, ha chiarito che Laives è l’unico centro escluso dalla rete ciclabile provinciale, perché il tutto si è bloccato a livello comunale, Quindi la Provincia è intervenuta come organo superiore: l’ass. Kuenzer ha portato la modifica al piano urbanistico, e questo è positivo perché il collegamento è importantissimo per una cittá di 17.000 abitanti. L’iter è quindi partito, ma la mozione va comunque appoggiata in linea di principio.
L’ass. Maria Hochgruber Kuenzer ha apprezzato che fosse riuscita la mossa della Giunta sul piano urbanistico, ultimo passo per realizzare il progetto. Questi iter non dovrebbero durare così a lungo, fortunatamente oggi la sensibilitá verso le ciclabili è maggiore che tempo fa, quando esse erano concepite solo come strutture per il tempo libero. Poiché il procedimento è avviato, la mozione non è più necessaria, tuttavia va detto che è diritto che i proprietari richiedano un pagamento adeguato, anche se  si tratta di opere per la comunità. La provincia ha stabilito i requisiti necessari, ma le competenze previste nel dispositivo sono di Comune e Comunità comprensoriale. La cosa più vantaggiosa sarebbe giungere a un accordo senza espropri, che allungano la procedura. In quanto a Via della Vigna a Bolzano, si tratta di una procedura diversa, oggetto negli ultimi mesi di molti colloqui, pertanto il relativo emendamento andrebbe discusso a parte. Köllensperger ha quindi ringraziato per gli interventi, in particolare per il riferimento di repetto al contesto più ampio, ha accettato l’emendamento di Urzì, che condivideva, chiedendone però votazione separata. Ha quindi ringraziato l’ass. Vettorato per essere stato di parola riguardo alla mozione, prendendo atto del fatto che la Giunta si fosse mosse, evidentemente il vento era cambiato con al nuova Giunta, nonostante il lungo impegno dell’ex singolo Beati. Ha aggiunto che è chiaro che è la Comunitá comprensoriale a dover agire. Respinte le premesse con 15 sì, 17 no e 2 astensioni, il punto dispositivo (1) è stato approvato con 17 sì, 16 no e 1 astensione, il (2) e il (3) respinti con 17 sì, 17 no e 1 astensione,  il (4) con 16 sì, 17 no e 1 astensione, l’aggiunta di Urzì relativa a via della Vigna e Firmian con 10 sì, 20 no e 5 astensioni.

Con la mozione n. 370/20: Studio sulle protezioni di bocca e naso e revoca delle attuali misure contro il coronavirus, Josef Unterholzner (Enzian) ha quindi evidenziato che i dati raccolti dalla Protezione civile e dall’Azienda sanitaria altoatesine con i test per rilevare la situazione relativa alla pandemia da Covid-19 – dati che tra l’estate e l’autunno avevano mostrato una rapida ascesa della curva dei contagi e così causato la classificazione della provincia in zona rossa – erano basati esclusivamente sui risultati dei tamponi PCR1, la cui validità, secondo diversi team scientifici internazionali, era del tutto insufficiente, con una percentuale di errore dei risultati di questi test con falsi positivi fino al 95%, e che i test PCR non erano in grado di dimostrare con certezza un effettivo contagio, e tanto meno uno stato di malattia, né era mai stato concesso a chi eseguiva i test un foglietto informativo. Egli ha aggiunto che un gruppo di esperte ed esperti altoatesini aveva condotto uno studio sulla nocività delle concentrazioni di CO2 sotto le protezioni di bocca e naso, scoprendo che tali dispositivi erano chiaramente dannosi per la salute di chi li indossa, in quanto comportavano un superamento significativo delle concentrazioni  massime di CO2, e che sempre più frequentemente i bambini in età scolare e i lavoratori costretti a indossare i dispositivi di protezione per bocca e naso per molte ore riportavano ai loro medici curanti i sintomi tipici dell'avvelenamento da CO2. Questo, nonostante non esistesse alcuna prova scientifica che le mascherine proteggano dalle infezioni delle vie respiratorie superiori e che, al contrario, esse possono condurre a questo tipo di infezioni. Considerato che diversi avvocati a livello regionale, nazionale e internazionale sottolineano che chiunque costringa le cittadine e i cittadini a indossare le mascherine non solo violava la Costituzione, ma poteva anche essere ritenuto personalmente responsabile di lesioni fisiche dal punto di vista civile e penale,  e considerati gli studi e le ricerche del dott. Giorgianni, attivo nella diffusione dello studio sui danni da mascherine, nonché che che lo screening di massa mediante i test antigenici eseguiti nel fine settimana del 20- 25 novembre aveva dato dei risultati che lasciano ben sperare, che da esso si puó supporre un tasso di contagio reale dello 0,9% della popolazione, il che fa escludere una situazione di emergenza epidemiologica, il consigliere proponeva di impegnare la Giunta provinciale (1) a orientarsi, nell’adottare le misure sanitarie per combattere il Covid-19 (che non sono costituzionalmente ammesse e non sono approvate dal Parlamento, ai principi scientifici e a prendere decisioni fondate su questi ultimi; (2) a elaborare un'analisi costi-benefici a sfondo etico per giustificare agli operatori turistici altoatesini il completo annullamento della stagione invernale a fronte di un tasso di contagio pari a circa lo 0,5% della popolazione, e mettere tale analisi a disposizione del pubblico. In provincia di Aosta, ad esempio, hanno aperto le piste da sci e non solo...9; (3) a elaborare un calcolo costi-benefici a sfondo etico riferito all’Azienda sanitaria, per stabilire se abbia senso continuare a concentrarsi solo sulle persone risultate positive al test Covid-19, e in tal modo paralizzare il funzionamento dei reparti dedicati alle malattie psichiatriche, agli infarti cardiaci, ai trattamenti oncologici, agli interventi chirurgici salvavita, ecc., mettendo quindi in conto un numero elevato di decessi; (4) ad abolire l’obbligo di indossare le mascherine per i bambini in età scolare e gli adulti almeno all'aperto, come è stato ad esempio fatto nella vicina provincia di Trento; (5) a distribuire alle singole persone sottoposte ai test le informazioni sul tipo di test PCR utilizzato, compreso il foglietto illustrativo, la rispettiva validità, i riferimenti al campo di applicazione validato e il numero di cicli di amplificazione effettuati nei laboratori; (6) a esaminare i documenti ovvero i risultati di un gruppo di ricercatori di Innsbruck, al fine di riconsiderare forse una vaccinazione capillare in Alto Adige, dato che sembrano esserci anche promettenti terapie per il Covid-19;  (7) a riconsiderare il vaccino, in quanto secondo il Governo italiano la vaccinazione deve essere ripetuta dopo qualche mese e l'efficacia della vaccinazione sulle difese immunitarie non è assolutamente garantita;(8) a non avviare una vaccinazione capillare, soprattutto perché i rischi per la salute non sono chiari, non sono stati eseguiti anni di test come previsto dai protocolli internazionali, i produttori non garantiscono una sufficiente risposta immunitaria e non si assumono la responsabilità di ALCUN EFFETTO COLLATERALE. Il consigliere ha esortato quindi alla revoca immediata di tutte “le misure ingiustificate ed eccessive che causano danni immensi alla popolazione, che in proporzione servono a poco e sono quindi assolutamente ingiustificate, oltre che sproporzionate”.
Franz Ploner (Team K) ha negato che i risultati positivi fossero errati al 95%, e ha chiesto se è meglio accettare delle piccole limitazioni come l’uso della mascherina o accettare che tante persone vadano in terapia intensiva. nelle scuole elementari i bambini hanno giá capito che è sensato portare la mascherina, tutti loro vogliono tornare a una vita normale. Indossare la mascherina è importantissimo, e la conservazione della salute, come Unterholzner dovrebbe sapere, è importante anche per l’economia. Non è morto nessuno perché doveva portare la mascherina, come fanno da sempre molte categorie professionali. mascherina, distanza e igiene sono importanti, e a esse si aggiunge ora il vaccino, di grande aiuto in questa situazione drammatica: ognuno dovrebbe fare la sua parte affinché questa pandemia termini quanto prima. 
Sven Knoll (Süd-tiroler freiheit) ha ammesso che Unterholzner aveva ragione a dire che certi tipi di mascherine non erano in grado di filtrare il virus, tuttavia le particelöle virali sono trasportate dall’aerosol, che ha particelle più grandi, la mascherina respinge. Ha senso portare le mascherine nei locali chiusi, tuttavia non serve portarla sotto il naso, come fanno anche tanti rappresentanti politici, né portare la stessa mascherina per settimane, o continuare a toccarla, né portarla all’aperto in zone non frequentate. Egli ha chiesto quindi alla Giunta se era in programma la distribuzione di mascherine FFP2 a gruppi a rischio. 
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha chiesto informazioni sull’obbligo di distanziamento sulle terapie medicali; aggiungendo di ritenere ugualmente valide l’immunità naturale e quella artificiale, e che un certo rischio per gli effetti collaterali c’è sempre. L’assenza di garanzie di responsabilità in questo senso vale per tutti i farmaci. 
Franz Locher (SVP) ha sostenuto che tutti sarebbero felici di non dover più usare la mascherina, ma si tratta di una forma di rispetto verso gli altri, in particolare a chi ha parenti ammalati. Tra chi si è ammalato ci sono stati casi molto difficili, bisogna avere rispetto e  fiducia negli esperti. Si sarebbe ben felici se l’economia potesse lavorare in libertà, anche perché i disagi per la necessitá di indossare certi indumenti protettivi sono alti. Certi Stati e anche il presidente USA ridicolizzavano il tutto, per poi doversi ricredere: bisogna dare fiducia gli esperti.
Gerhard Lanz (SVP) ha sostenuto che la situazione effettivamente porta al limite, e si fa fatica a comprenderne le ripercussioni e gli sviluppi, tuttavia non è comprensibile che non si accettino i mezzi piú semplici per opporsi alla pandemia, ovvero distanza e mascherine. Dire che la mascherina non protegge dal virus, e quindi non frena il droplet, ma trattiene la CO2, è una contraddizione. Ha rlvato poi il problema dlel’affollamento delle terapie intensive, che va evitato ed è uno dei motivi per i quali ognuno deve contribuire a contenere i contagi, con distanza e mascherina: si tratta di misure chiare e semplici.
Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha evidenziato l’esistenza di opinioni diverse in merito alle misure di protezione. Il proponente ha quindi semplicemente portato avanti una delle posizioni presenti tra la popolazione, che va presa in considerazione, senza che vengano espressi giudizi svalutanti: è sensato discuterne valutando i singoli aspetti. Solo perché qualcuno dá ascolto ad altri scienziati non deve essere sminuito. la consigliera ha poi esposto il caso di bambini molto piccoli che devono recarsi per terapie in ospedale e ogni volta devono sottoporsi a un test, anche con lesioni al setto nasale, e chiesto di agire in maniera piú sensata rivedendo certi aspetti.
L’ass. Thomas Widmann ha evidenziato che non c’è un obbligo di mascherina, ma un obbligo di portarla con sé, e sottolineato l’importanza del contributo della scienza, che ha offerto il vaccino: lui lo avrebbe fatto, nonostante dovrebbe essere immune. Guardando il decorso, la patologia va senz’altro presa sul serio. Ci voleva un vero equilibrismo per evitare che crollasse il sistema sanitario, continuando a garantire assistenza ai pazienti “normali”, ed evitare un lockdown dove non necessario. Era sempre un navigare a vista, prendendo continuamente nuove decisioni. Egli ha quindi respinto la mozione, opponendosi alla posizione contraria a vaccinazione e mascherine. Unterholzner ha replicato che il suo obiettivo era segnalare che le restrizioni finora introdotte non erano servite, e questo era dimostrato dal numero di contagi sempre alto. Nel mondo economico, quando si prendono delle misure le si monitorano per verificarne l’efficacia, ed eventualmente si interviene. Luiu prendeva sul serio al situazione e rispettava il virus, ma prendeva sul serio anche la situazione in cui si trovavano le persone: per questo bisognava domandarsi se certe misure servivano davvero e chiedersi quanto costavano alla società. Alla sua mozione, ha aggiunto, avevano collaborato anche molti medici che non volevano esporsi. Ha detto poi che come imprenditore aveva sempre dovuto assumersi le conseguenze dell'uso dei suoi prodotti, criticando che l’industria farmaceutica non fosse obbligata a questo. Votata per parti separate, la mozione è stata respinta: le premesse con 1 sí, 30 no e 4 astensioni, il punto (1) con 3 sì, 30 no e 2 astensioni, il (2) con 3 sì, 30 no e 2 astensioni, il (3) con 1 sì, 29 no e 4 astensioni, il (4) con 3 sì, 29 no e 2 astensioni, il (5) con 2 sì, 30 no e 2 astensioni, il (6) con 1 sì, 29 no e 4 astensioni, il (7) e l’(8) con 1 sì, 32 no e 2 astensioni.

È quindi ripresa la trattazione del disegno di legge provinciale n. 4/18: Modifiche alla legge provinciale 21 aprile 2017, n. 3, “Struttura organizzativa del Servizio sanitario provinciale (Franz Ploner, Team K), avviata l’8 ottobre scorso. Esso prevede la presenza del direttore medico in ognuna delle sedi dei presidi ospedalieri con due sedi, e che nei presidi ospedalieri con due sedi, nella sede più piccola sia istituiti, come strutture complesse a sé stanti, i reparti essenziali e i servizi di medicina interna, chirurgia (compresa la chirurgia dell’apparato locomotore), anestesia e rianimazione, ginecologia e ostetricia, e pediatria.
Dopo che Peter Faistnauer (Team K) ha sottolineato l’importanza dalla presenza di questi reparti, l’ass. Thomas Widmann è intervenuto in replica, affermando che la proposta all’articolo 1 era in parte superata. L’articolo 2 conteneva invece tanti dettagli, che rendevano una legge troppo rigida. Negli ultimi anni i piccoli ospedali erano stati molto sostenuti, ma se si fosse accolta la proposta, avrebbero potuto agire come direttori medici solo gli igienisti, mentre ovunque essi erano stati istituiti anche se provenienti da altre specializzazioni. I piccoli ospedali erano stati potenziati, e questo in consultazione con i direttori medici e senza bisogno di una legge. Ploner aveva dato un grande contributo, ma parlava sempre come direttore medico dell’ospedale di Vipiteno; il suo disegno di legge avrebbe impedito, invece che favorito, ulteriori sviluppi. 
Franz Ploner (Team K) ha replicato che la legge non aveva a che fare solo con Vipiteno, ma sarebbe stata un contributo per il mantenimento degli ospedali periferici nel lungo periodo. 
Messo in votazione, il passaggio alla discussione articolata del disegno di legge è stato respinto con 15 sì e 16 no.

I lavori dell’aula riprenderanno alle 14.30 con la trattazione delle proposte della maggioranza.

(MC)