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Cunsëi | 14.01.2021 | 11:20

Lavori Consiglio: Crediti bancari, Recovery fund - CON FOTO

Mozioni di Süd-Tiroler Freiheit, Gruppo Verde.

Link fotohttps://www.flickr.com/photos/190091852@N05/ (Credits: Consiglio/Werth)

Con la mozione n. 366/20: Crediti bancari, Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), sottolineando che la crisi da coronavirus aveva duramente colpito le finanze di molte aziende e privati in provincia di Bolzano,e rilevando che negli ultimi decenni gli investimenti erano stati effettuati quasi esclusivamente attraverso prestiti bancari, e quindi molte persone si trovavano ora in enorme difficoltà, perché dovevano continuare a restituire i prestiti anche se il reddito era venuto meno, parlava di “emergenza finanziaria di cui aziende e privati non hanno colpa”, che sta ora minacciando la sopravvivenza di molti di essi. Una situazione che ridurrà il gettito fiscale nella provincia e farà aumentare la disoccupazione. Egli quindi chiedeva che il Consiglio incaricasse la Giunta provinciale di prendere contatto con gli istituti di credito nella provincia, in modo che i prestiti in essere potessero essere differiti a tempo determinato. Il consigliere ha fatto riferimento al caso di una giovane commerciante che aveva assunto un credito per comprare la collezione autunno/inverno, che poi non aveva potuto vendere: questo metteva in crisi l’imprenditrice, un dipendente, il proprietario del locale che non riceveva l’affitto. Knoll ha ricordato di aver fatto una proposta simile con ordine del giorno alla legge su bilancio, e che la maggioranza aveva chiesto di trasformarlo in mozione, e ricordato che alcuni anni fa, al momento della crisi, gli istituti di credito avevano ricevuto grandi aiuti per evitare il fallimento: ora dovrebbero venire incontro ai propri clienti che non riescono a pagare le rate, dando loro un po’ di spazio di manovra.
Gerhard Lanz (SVP) ha evidenziato che si trattava di capire fino a che punto la Provincia potesse intervenire su crediti bancari. Si trattava di un ulteriore differimento di prestiti giá differiti, il che portava secondo il diritto bancario a una valutazione negativa. Colloqui con le banche erano portati avanti, e si verificava come evitare effetti negativi.
Secondo Josef Unterholzner (Enzian), ogni aiuto era benvenuto. Nessuno aveva potuto prevedere di essere coinvolto da questa situazione di insicurezza, ma la cosa migliore sarebbe permettere alle aziende di lavorare di nuovo: è da esse infatti che si alimenta il bilancio provinciale. la mozione era quindi da sostenere.
Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha chiarito che decreti emergenziali permettono giá la sospensione delle rate senza peggiorare la posizione, quindi generalmente la banca accetta la sospensione dle credito. Il decreto sarà in vigore fino al 31 gennaio, ma probabilmente verrá rinnovato. Egli avrebbe comunque approvato la mozione al fine di dare un sostegno maggiore alle imprese che stanno soffrendo. 
Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha riferito di aziende che si trovano in difficoltá a causa della sospensione dell’attivitá imposta per decreto provinciale e nazionale. In Germania c’è una legge che prevede che la mano pubblica può assumersi tutte le spese in caso di difficoltá delle imprese dovute a differimenti: anche in provincia di bolzano deve essere possibile una soluzione del genere, al fine di evitare il fallimento delle aziende. Ci sono privati che stanno perdendo la propria casa a causa di questa situazione. In Isvizzera situazioni dle genere sono considerate in maniera particolare e ricevono rinvii, sospensioni e aiuti. In provincia di Bolzano si rischia un fallimento di massa.
Helmut Tauber (SVP) ha fatto riferimento al pacchetto di misure congiunte concordato tra Provincia e banche, che in primavera aveva aiutato molte persone, invitando a presentarne una versione rivisitata: questo secondo colpo della pandemia sarà ancora più duro del primo, e bisogna garantire un sostegno senza aspettare Roma, anche perché non si sa se il Ristori 5 verá riproposto. Il pres. kompatscher si sta impegnando in questo senso, serve un sì deciso da Roma per l’indebitamento e per agire in autonomia. il turismo è in stallo da mesi, e ci vogliono misure urgenti per i collaboratori del settore, un pacchetto di sostegno.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha aderito alla posizione di lanz, evidenziando che bisogna capire quello che si può fare. La Provincia può garantire contributi, anche aggiuntivi a quelli statali, sia diretti che in conto capitale; un’altra opzione sarebbe anche ridurre i tassi d’interesse. In quanto a ció che possono fare le banche, si tratta di un problema europeo. L’ente di garanzia europeo per le banche ha previsto delle proroghe, ma solo in alcuni casi, perché le stesse banche devono garantire per i loro crediti: i crediti sono prorogabili fino al 31 marzo, ma per un periodo che non può superare i 9 mesi, e questo per molti istituti rappresenta un problema che non si risolve con colloqui con le banche locali; sono i Governi nazionali a dover intervenire. La Provincia è in stretto contatto con le banche e vi resterà, e cercherá di prorogare il pacchetto di misure approvato in primavera, ma non ha margine di manovra riguardo alla proposta della mozione. Knoll ha ribadito che egli aveva trasformato il suo ordine del giorno in mozione, rinviandolo, proprio su suggerimento della maggioranza, e ricordato che non si trattava di aiutare grandi imprese a piccole aziende: egli stesso aveva assunto un credito per la sua azienda e la banca aveva agito spontaneamente un rinvio, pertanto la cosa non doveva essere così burocratica. Si trattava solo di dare un segnale alle banche rispetto a ciò che ci si attendeva da loro. Lanz ha respinto l’accusa: era stata manifestata condivisione rispetto all’intenzione dell'ordine dle giorno,non rispetto alla sua formulazione, e poi lo stesso Knoll l’aveva ritirato. La mozione è stata quindi respinta con 16 sì e 17 no.

È quindi ripresa la discussione, avviata ieri, della mozione mozione n. 364/20: Recovery Fund europeo: il progetto altoatesino deve essere sottoposto al Consiglio provinciale per la revisione e la ratifica. Il presentatore Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha infatti emendato la parte impegnativa insieme a Gerhard Lanz (SVP) chiedendo di incaricare la Giunta provinciale (1) di trasmettere al Consiglio provinciale (e non più, come nella versione originaria, alla 3a commissione legislativa, NdA) le informazioni sui prossimi passi progettuali e procedurali riguardanti il Recovery Fund dal punto di vista dei contenuti e dei tempi, (2) di comunicare e illustrare al Consiglio provinciale l’attuale progetto altoatesino sul Recovery Fund europeo, (3) di comunicare e illustrare in tempo utile le eventuali modifiche o i nuovi sviluppi del Recovery Fund al Consiglio provinciale. Staffler ha spüiegato che la modifica rispecchiava quanto concordato ieri con la SVP. Lanz ha ringraziato il consigliere per aver concordato la modifica, assicurando che era interesse della SVP dare le informazioni. La divisione tra esecutivo e legislativo era importante, ma importante era anche garantire la necessaria flessibilità.
Alessandro Urzì (L’alto Adige nel cuore - Fratelli d’italia) ha sostenuto la mozione, ricordando come nel corso del dibattito sul bilancio il recovery fund fu oggetto della relazione di Kompatscher e di tutti i successivi titoli dei giornali, che parlarono di 2,3 mld € accertati e 46 progetti definiti. Il suo gruppo fu il solo a segnalare che si trattava di fumo negli occhi, ma oggi con l’approvazione di questo documento c’è la riprova che si tratti di una interlocuzione in atto: nulla è assodato, tanto che si parla di modifiche e sviluppi. Egli ha quindi invitato a maggiore concretezza nella presentazione del quadro delle attività presenti e future della Provincia, attenendosi alla realtà. 
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha replicato che ciò che aveva detto Urzì non era vero: nel bilancio di previsione 2021 non era stato inserito alcun euro proveniente dal Recovery Fund, proprio perché il progetto non era ancora definito, in attesa di un accordo tra Italia e Commissione Europea, su cui la Provincia non aveva alcun modo di intervenire. Si sa che verranno finanziati solo alcuni dei progetti, essi però sono stati preparati seguendo le direttive della E, e tutti potrebbero avere diritto a un finanziamento tramite Recovery Fund. Solo con variazioni di bilancio i fondi verranno iscritti nel bilancio provinciale; inoltre si sta contattando con il Governo per poter assumere debiti, al fine di sostenere le aziende locali. Respinte le premesse (14 sì, 18 no, 3 astensioni), la parte dispositiva della mozione è stata approvata con 34 sì e 1 no.

(continua)

 

(MC)