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Cunsëi | 11.10.2022 | 18:06

Lavori Consiglio: Orchidee del Monte Bullaccia, cure estetiche in ospedale, imprenditoria femminile

Mozioni di Gruppo verde, Fratelli d’Italia, Team K/Gruppo verde/Die Freiheitlichen. La seduta di oggi è terminata.

Rinviato a giovedì mattina il punto 2 all'ordine del giorno (nomina di un/a professore/ssa universitario/a quale componente della commissione nella procedura di selezione per la nomina di un/a nuovo/a magistrato/a, appartenente al gruppo linguistico italiano, presso il Tribunale Regionale di Giustizia amministrativa), il plenum del Consiglio provinciale ha ripreso oggi l’esame della mozione n. 491/21: Le orchidee del Monte Bullaccia, già avviata illustrata il 10 novembre scorso. Con essa, Hanspeter Staffler (Gruppo verde) chiedeva di incaricare la Giunta (1) di non approvare la costruzione del bacino di accumulo sul Monte Bullaccia o in altri siti di simile importanza ecologica, e (2) di elaborare, imporre e monitorare ai sensi della legge di tutela della natura per il Monte Bullaccia e per siti di simile importanza ecologica sull’Alpe di Siusi un sistema di gestione del pascolo moderno ed ecologicamente sostenibile, (3) di elaborare, imporre e monitorare ai sensi della legge di tutela della natura per il Monte Bullaccia e per siti di simile importanza ecologica sull’Alpe di Siusi un sistema di gestione della concimazione. Messa in votazione, essa è stata respinta con 12 sì, 12 no e 2 astensioni.

È quindi ripresa la trattazione della mozione n. 134/19: Cura di viso, mani e capelli per pazienti ospedalieri, avviata il 14 settembre scorso. Con essa, Alessandro Urzì (Fratelli d’Italia) chiedeva di impegnare la Giunta provinciale a verificare con gli Istituti scolastici e le associazioni di categoria la possibilità di allestire negli ospedali, in collaborazione con gli studenti delle scuole di estetica e parrucchieri, (versione emendata) di predisporre negli ospedali, in collaborazione con gli studenti delle scuole di estetica e parrucchieri, un progetto per un servizio che possa offrire ai pazienti che lo desiderino trattamenti di cura per le mani, il viso, i capelli ed altre prestazioni specifiche utili ad affrontare le difficili implicazioni della malattia ha. Urzì ha sottolineato che gli sarebbe piaciuto concludere il suo impegno in Consiglio provinciale votando un documento orientato al sociale e alla salute, a favore di tutti, e ha chiesto all’aula di procedere al voto nonostante non fosse ancora disponibile la traduzione dell’emendamento. Sven Knoll ha chiesto di spiegare l’emendamento, e l’ass. Philipp Achammer si è detto d’accordo con l’emendamento, in quanto prima di offrire un servizio, come da richiesta originaria, era necessario predisporre un progetto, Questo era possibile anche in collaborazione con la scuola Hannah Arendt, ma andavano valutati e garantiti i requisiti della sicurezza sul lavoro. Alessandro Urzì ha ringraziato per il sostegno, aggiungendo che con questo concludeva la sua esperienza in Consiglio provinciale, durata 24 anni, e che l’impegno politico non conosce colori ma è determinazione, passione, impegno per un mondo migliore. La mozione riguardava un tema fondamentale come quello della vita, della dignità nel momento più difficile, era un provvedimento che riguardava tutti senza distinzioni: micro-attenzioni che erano segno profondo di civiltà, e l’Alto Adige era senz’altro una terra testimone di civiltà, esempio per la comunità nazionale e internazionale. Il consigliere ha quindi ricordato che il suo primo intervento in aula era stato per l’agricoltura di montagna, e quindi per l’Alto Adige, e si è detto fiero che anche l’ultimo fosse per l’intero Alto Adige che egli “aveva nel cuore”. La mozione è quindi stata approvata all’unanimità (30 sì).

Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha quindi presentato la mozione n. 601/22: Contributi provinciali per l’imprenditoria femminile (VERSIONE EMENDATA e cofirmata da Brigitte Foppa - Gruppo verde e Ulli Mair - Die Freiheitlichen), con la quale, rilevando che le donne, a parità di condizioni, non ricevevano un mutuo con la stessa facilità degli uomini. A questo proposito ha riportato il caso di un’imprenditrice cui la banca aveva rifiutato un finanziamento perché avrebbe potuto interrompere l’attività in caso di futura gravidanza. E questo nonostante In Alto Adige il numero delle imprenditrici donne da anni sia in crescita: secondo i dati della Camera di commercio, alla fine del 2021 erano iscritte al registro delle imprese 10.937 imprese femminili – il 18,2% di tutte le imprese altoatesine – numero in aumento, e a inizio del 2022 l’IRE aveva pubblicato il rapporto “Le imprenditrici in Alto Adige e la pandemia di Covid 19 - Un’analisi delle opinioni”1, che dimostrava, in base ai risultati di un sondaggio online tra 221 imprenditrici, che le imprese a conduzione femminile erano molto resilienti. Nel 2020, inoltre, era stato pubblicato il progetto di ricerca “L’imprenditoria femminile nell’area Euregio”2 (GECT Tirolo-Alto Adige-Trentino), secondo cui “...Una delle riflessioni che ricorre in tutte le fonti che si occupano di imprenditoria femminile riguarda le condizioni di accesso ai finanziamenti”; a più voci veniva sottolineato come “le attività economiche guidate da donne si scontrino più spesso, rispetto alle corrispettive attività guidate da uomini, con dinamiche di discriminazione nei processi di accesso al credito per finanziamenti, a parità di condizioni”. La consigliera spiegava inoltre che la Provincia autonoma di Bolzano anni fa aveva messo a disposizione dei sussidi per l'imprenditoria femminile, ma già da molto tempo questa linea di finanziamento era stata soppressa ovvero integrata nei contributi economici per gli investimenti aziendali promossi da piccole e medie imprese, che assegna punti aggiuntivi a imprese a conduzione femminile, i quali tuttavia, sommati a tutti gli altri criteri, raramente risultano decisivi per un finanziamento e tanto meno lo sono per una corsia preferenziale. Rilevando che anche il PNRR fa riferimento alle pari opportunità, e che nel luglio 2021, l'Italia ha avviato la Strategia nazionale sulla parità di genere 2021- 2026, la consigliera chiedeva di impegnare la Giunta provinciale 1. a verificare entro l’anno 2022 la fattibilità di un bando di gara per la “promozione dell'imprenditoria femminile” per le nuove imprenditrici e le imprese femminili consolidate, con criteri e valutazioni identici o simili a quelli previsti dal “Fondo impresa femminile”; 2. a indire, a partire dall’anno 2023, il bando di gara per la “promozione dell'imprenditoria femminile”, a istituire un “fondo per la promozione dell'imprenditoria femminile” e a dotarlo delle risorse finanziarie necessarie.
Secondo Brigitte Foppa (Gruppo verde) è nell’interesse della società che ci siano imprese a conduzione femminile, anche perché le donne riportano in esse la loro esperienza e sensibilità per le questioni finanziarie. Non andava dimenticato che in tante famiglie, anche in molti masi, erano le donne a gestire il portafoglio. Per i progetti dei Paesi in via di sviluppo, i soldi venivano messi in mano alle donne; ci si chiedeva quindi perché in tutto il mondo le finanze fossero in mano agli uomini, con le speculazioni. Le aziende guidate da donne spesso, però, duravano meno di quelle degli uomini, perché collegate a tutta un’altra serie di fattori relativi alla cura della famiglia, di parenti anziani ecc.
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha fatto riferimento all’esaurimento in 40 secondi del bando nazionale, già citato da Foppa, che dimostrava un errore di gestione nonché l’importanza di muoversi a livello provinciale per contributi che non fossero di facciata, ma fossero sufficienti e riguardassero le imprese effettivamente gestite da donne. Importante era anche capire se il problema di queste imprese era dovuto a questioni di quotidianità che penalizzavano rispetto agli uomini, procedendo a garantire i servizi necessari di assistenza a bambini e anziani. Ha quindi annunciato sostegno alla mozione, la cui discussione riprenderà domani a partire dalle ore 10.00.

(MC)