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Cunsëi | 13.05.2022 | 16:46

Lavori consiglio: Agricoltura di montagna, accise sui carburanti, stagflazione

Approvati due mozioni e un voto della SVP. La sessione di lavori di maggio è terminata.

Con la mozione n. 567/22: Misure a salvaguardia dell’agricoltura di montagna, la cui discussione era già stata avviata l’8 aprile scorso, Franz Locher (SVP), insieme a Josef Noggler e Manfred Vallazza, intendeva (DISPOSITIVO EMENDATO) sollecitare la Giunta a verificare quanto prima (1) che fossero attuati tutti gli sforzi possibili al fine di sostenere la popolazione in generale, ma soprattutto l'agricoltura di montagna, a fronte degli aumenti dei prezzi registrati nelle ultime settimane e negli ultimi mesi; nel settore dell'agricoltura di montagna era necessario prendere provvedimenti al fine di garantire anche in futuro il passaggio di generazione in generazione e quindi la sussistenza delle aziende agricole a conduzione familiare, le quali mantengono in vita l’agricoltura di montagna e salvaguardano il paesaggio culturale, malgrado retribuzioni in media di  gran lunga inferiori a quelle di altre categorie professionali; (2) che fossero intraprese azioni concrete di informazione e di sensibilizzazione volte a far sì che i consumatori e anche gli operatori turistici scegliessero sempre più i prodotti locali, sostenendo così i cicli di produzione in modo duraturo; (3) che fosse commissionata un’indagine di mercato al fine di acquisire dati dettagliati sul consumo di carne in provincia di Bolzano, in modo da poter adeguare la produzione futura alla domanda dei consumatori; (4) che fossero previsti, a vantaggio di quelle aziende agricole a superficie prativa la cui sussistenza dipende da attività economiche integrative o che operano in condizioni avverse, particolari incentivi e sussidi per l’attività lattiera e zootecnica; (5) che fossero adottate ulteriori misure a breve termine al fine di preservare il paesaggio culturale in provincia di Bolzano, consci del fatto che una natura ecologicamente intatta, che presuppone una gestione sostenibile di prati, boschi e pascoli alpini, era lo strumento più prezioso per assorbire l’anidride carbonica dall’atmosfera e svolge quindi un ruolo fondamentale per la conservazione del nostro habitat; (6) che fosse elaborato in tempi brevi un catalogo di misure compensative per la salvaguardia del paesaggio culturale in provincia di Bolzano; (7) che fossero implementati al più presto il doppio utilizzo previsto dalla legge per la produzione di energia elettrica e le misure per l'elettrificazione delle aziende agricole di montagna contemplate dalla legge provinciale in materia; (8) che fossero garantiti incentivi per l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti degli edifici, al fine di far fronte al forte aumento dei costi dell’energia riducendo i costi di produzione e promuovendo l’autoconsumo; (9) che fossero ridotti e ammortizzati i costi legati agli oneri burocratici che gravano sulla popolazione in generale, e in particolare sull’agricoltura di montagna.

Helmuth Renzler (SVP), premettendo di non avere nulla contro un sostegno agli agricoltori di montagna, ha ritenuto la mozione altamente ingiusta verso la restante popolazione. I contenuti della mozione sarebbero stati sostenibili se non fosse stato tutto riservato all’agricoltura di montagna. Il 95% della popolazione era dipendente, e aveva gli stessi problemi degli agricoltori di montagna: retribuzioni non sufficienti, oneri burocratici, oltretutto senza la possibilità di svolgere attività secondarie. Per esempio, anche la restante popolazione doveva affrontare i costi dell’energia: visti i tempi, le misure proposte dovevano andare a favore di tutte le categorie. Se non fosse stato tolto il riferimento specifico all’agricoltura di montagna, egli avrebbe votato contro.
Condividendo la posizione di Renzler, Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha annunciato l’astensione del Team K, ricordando i malumori della popolazione per il recente contributo riservato proprio agli agricoltori di montagna. I veri agricoltori di montagna avevano pochi capi e quindi ricevevano pochi contributi: chi ne riceveva di più era chi aveva una cinquantina di capi, ovvero gli agricoltori di pianura. Chiedere questi aiuti a fronte del fatto che diversi lavoratori erano stati costretti a restituire gli aiuti Covid dolo per aver presentato la domanda nel mese sbagliato era inaccettabile: bisognava finalmente trattare le persone allo stesso modo, e riportare i dipendenti e le dipendenti al centro dell'attenzione.
Josef Unterholzner (Enzian) ha chiarito che tutti si dovevano confrontare con gli ostacoli burocratici, e responsabile ne era il Consiglio, che avrebbe invece dovuto dare un anticipo di fiducia ai cittadini. Il Consiglio rappresentava tutti i cittadini, non doveva fare distinzioni ma aiutarli tutti, a prescindere da stato di vaccinazione, genere, colore della pelle. Egli avrebbe comunque votato a favore perché si trattava di popolazione della provincia; la prossima volta sarebbe stato Renzler a presentare qualcosa per i lavoratori.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha chiesto a Locher se voleva togliere il riferimento all’agricoltura di montagna.
L’ass. Arnold Schuler ha  evidenziato che il Consiglio tratta vari temi, a volte riguardano l’agricoltura, a volte il turismo, a volte i dipendenti, a volte i datori di lavoro: c’erano poche misure che riguardavano tutti. Nella mozione si trattava per lo più dell’agricoltura di montagna, di cui era ben noto il plusvalore per la provincia, anche dal punto di vista della conservazione del paesaggio. I contadini erano anche una colonna della vitalità paesana e associazionistica. La Giunta pianificava ulteriori misure per l’agricoltura di montagna anche con i mezzi del PNRR, e il tavolo per l’economia del latte era stato necessario per reagire alla crisi improvvisa. Anche la crisi della guerra Ucraina comportava problemi per l’agricoltura. Importante era guardare alla situazione globale e pensare alle conseguenze, per esempio a cosa poteva succedere se il modello altoatesino di successo dell’agricoltura di montagna, che sicuramente aveva bisogno di continui aggiustamenti, fosse crollato: per evitarlo, c’era bisogno in primis di compensare il prezzo dei mangimi.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha chiesto la votazione separata dei singoli punti.
Il proponente Franz Locher ha rilevato che si vedeva quanta solidarietà c’era verso l’agricoltura di montagna, e aggiunto che era richiesta oggettività: i prezzi del latte risalivano al 2012, mentre quelli del foraggio erano aumentati alle stelle, anche a seguito della crisi ucraina. Questo disturbava Renzler, ma per i rappresentanti dei contadini non sarebbe stato un problema sostenere una mozione per i lavoratori: di fatto, non avevano mai criticato, ma anzi sostenuto, gli aiuti Covid che andavano a favore di altre categorie. L’agricoltura altoatesina era esemplare, e teneva conto di paesaggio  ambiente; la mozione presentata era una base, e i proponenti avrebbero seguito con attenzione l’attuazione delle proposte. Locher ha quindi ringraziato chi avrebbe sostenuto la proposta, chiedendo la votazione nominale, e accettato di togliere il “soprattutto” davanti alle parole “agricoltura di montagna” nel comma 1, nonché le parole “e in particolare sull’agricoltura di montagna” al comma 9. La mozione è stata messa in votazione e approvata: le premesse con 18 sì, 4 no e 5 astensioni, il punto (1) modificato con 17 sì e 7 astensioni, il (2) con  21 sì e 4 astensioni, il (3) con 21 sí e 4 astensioni, il (4) 17 sì e 7 astensioni, il (5) con 21 sì e 3 astensioni, il (6) con 18 sí e 7 astensioni, il (7) con 18 sì e 7 astensioni, l’(8) con 21 sì e 3 astensioni, e infine il (9) con 19 sì 3 3 astensioni.

È stato quindi presentato il voto n. 38/22: Taglio delle accise sui carburanti, con cui Helmut Tauber (SVP), insieme ai colleghi conss. Locher, Amhof, Vallazza, Renzler e Lanz, evidenziando (VERSIONE EMENDATA) che il caro carburanti, che gravava in egual misura sulle famiglie e sulle imprese, era da considerarsi la causa principale dell’attuale rialzo dell’inflazione, e che il 40% circa del prezzo di un litro di carburante era costituito da tasse raccolte sotto il termine di “imposta di fabbricazione”, aggiungendo alla quale l’IVA al 22 percento si arrivava a un 51 percento del prezzo per litro che finiva nelle casse dello Stato; sottolineava che gli attuali sviluppi della situazione politica mondiale e i conflitti bellici in corso non avrebbero permesso di ridurre in tempi brevi i costi di produzione dei carburanti. Lo Stato aveva varato un primo pacchetto di aiuti che aveva consentito di riportare i prezzi alla pompa della benzina e del diesel a livelli un po’ più bassi; tuttavia, erano necessari ulteriori provvedimenti. Rilevando che nell’Imposta di  fabbricazione rientravano 19 diverse imposte con cui erano stati  finanziati determinati interventi di aiuto e varie spese, tra cui la guerra in Etiopia del 1935, i danni dovuti alla crisi di Suez del 1956 oppure l’alluvione di Firenze del 1966, egli ha chiesto quindi di sollecitare Governo e Parlamento ad adottare misure supplementari al fine di ridurre ulteriormente le imposte statali sui carburanti, dando così un contributo alla riduzione dell’inflazione; nonché a rivedere senza indugio gli interventi di aiuto elencati alla voce “imposta di fabbricazione”, dando priorità all'utilizzo del denaro dei contribuenti laddove era attualmente necessario.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha rilevato che da 7 anni voti di questa natura venivano inoltrati a Parlamento e Governo, ma essi restavano lettera morta. Era imbarazzante che il Consiglio facesse finta che simili documenti servissero. Inoltre, parlamentari e senatori altoatesini non si erano mossi, mentre il veneto aveva presentato un disegno di legge, era mancata anche una norma d’attuazione.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha parlato di déjà-vu, sostenendo che gli sembrava di aver già letto certe parole: erano contenute nella mozione da egli stesso presentata due mesi prima, quindi si sentiva preso in giro. Con la differenza che il voto inviato a Roma non sarebbe arrivato nemmeno in portineria, mentre lui aveva proposto di avviare trattative con il Governo. Avrebbe sostenuto il voto, ma condannava questo giochetto, che certamente i cittadini in difficoltà non potevano capire.
Gerhard Lanz (SVP), co-firmatario, ha condannato questi rinfacciamenti ed evidenziato che il documento di Knoll aveva un altro contenuto; l’esito dei voti, ha aggiunto, è sempre incerto, ma vale comunque la pena presentarli, perché sono una sollecitazione. Nel frattempo il prezzo del carburante era sceso, ma stava di nuovo risalendo: per questo era importante dare un segnale e intervenire riducendo le accise.
Hanspeter Staffler (Gruppo verde) ha evidenziato che dal punto di vista formale un documento voto deve essere del tutto particolare e ben riflettuto, perché viene rivolto al Governo: quello in esame sembrava invece sbrigativo; inoltre, il tema sarebbe dovuto essere almeno discusso con l’opposizione. In quanto al contenuto, da mesi gli esperti, FED e BCE in primis,  cercavano una soluzione per contrastare l’inflazione, il che dimostrava che non era così facile.
Magdalena Amhof (SVP), co-firmataria, si è chiesta se la SVP non poteva più presentare documenti voto, i quali tra il resto a volte venivano presi come riferimento. Questo strumento era a disposizione anche della maggioranza.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha evidenziato che il voto veniva presentato in un momento in cui la situazione era molto grave, si trattava di stagflazione, ovvero inflazione senza crescita economica: aveva quindi particolarmente senso discutere ora un tale documento. Una rinuncia dello Stato a quote fiscali, è vero,  avrebbe fatto mancare entrate anche al bilancio provinciale, ma questo lo si accettava, considerando che abbassare le tasse era meglio che distribuire denaro, e che si trattava di una misura a breve. Documenti del genere erano in discussione anche nella Conferenza delle regioni. Helmut Tauber ha evidenziato che la questione centrale era discutere e vedere come aiutare i cittadini. La proposta di Knoll era diversa, in primis perché teneva conto solo della Provincia, mentre questo documento si rivolgeva a Roma. Messo in votazione, il voto è stato approvato con 22 sì e 3 astensioni.

Gerhard Lanz (SVP) ha presentato infine la mozione n. 577/22: Ricorso mirato a misure di sostegno per contrastare il rischio di stagflazione. Spiegando che con il termine “stagflazione” si intendeva una situazione che si verifica in un’area valutaria in cui la stagnazione economica e l’inflazione andavano di pari passo, egli ha chiarito che si stava assistendo a uno sviluppo dell’inflazione che non aveva precedenti: a gennaio del 2022, in Italia si era registrato un aumento dell’inflazione di circa il 5,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, e una situazione analoga si verificava anche in Germania, Austria e Paesi Bassi. Le cause stavano in molteplici fattori: le conseguenze della pandemia che aveva interrotto il flusso di merci, l’aumento dei costi dell’energia, il boom edilizio, un “colossale debito pubblico” dovuto alle crisi susseguitesi dal 2008, nonché l’azione della Banca Centrale Europea, dato che il nuovo denaro generato tramite l’indebitamento degli Stati aveva portato a una maggiore liquidità sul mercato, che aveva avuto come conseguenza un’impennata della domanda; andavano poi considerati l’impatto negativo della globalizzazione, la guerra in Ucraina e l’enorme incertezza che ne deriva per lo sviluppo economico. Tutto questo aveva contribuito a un forte aumento dei prezzi, senza considerare, nella fase attuale, che l’inflazione sarebbe ulteriormente alimentata “a scoppio ritardato” dall’andamento dei prezzi alla produzione, cioè dall’aumento dei prezzi sui beni che non arrivavano direttamente al cliente finale, ma venivano trasformati in prodotti finali attraverso le lavorazioni nelle aziende, come l’acciaio, i semiconduttori, ecc. In quest’ambito, la Provincia aveva un margine di intervento, per esempio facendo “togliere il piede dall’acceleratore”, cioè calmando il mercato, in primis dando un orizzonte temporale più  lungo alle misure di sostegno che avevano contribuito ad incentivare gli investimenti ecc. negli ultimi anni, nonché valutando  come si potesse creare a livello locale un maggiore e più flessibile margine di manovra per impostare le misure di politica economica. Egli ha chiesto quindi di incaricare la Giunta provinciale (VERSIONE EMENDATA) (1) di presentare in tempi rapidi al Consiglio un elenco dei procedimenti in corso a livello statale e provinciale che potevano generare inflazione, in cui i cittadini e le imprese ottengono vantaggi fiscali attraverso gli investimenti o in cui gli investimenti devono essere effettuati entro un certo periodo di tempo in virtù del contesto giuridico, per poi definire insieme in Consiglio provinciale, attraverso una mozione e/o un voto o mediante adeguamenti di legge, il contesto giuridico, gli incentivi e le misure di politica fiscale, in modo da non alimentare ulteriormente l’inflazione; (2) di incaricare la commissione per la revisione del bilancio istituita con la deliberazione della Giunta provinciale n. 145 dell'8/3/2022 di ipotizzare nell'ambito del proprio incarico delle misure che possano contribuire a evitare la stagflazione”. 
Paul Köllensperger (Team K) ha ringraziato per la proposta, davvero buona e concreta. La stagflazione era alle porte dell’intera Europa. Ora si incolpava di tutto la guerra in Ucraina, ma la politica monetaria della BCE non era stata così lungimirante. Anche i prezzi energetici quelli dei cereali, delle materie prime in aumento avevano effetti; tutto questo toccava l’Europa ma non gli USA. Normalmente in questi casi le banche centrali intervengono aumentando i tassi di interesse, ma lo Stato italiano ha un indebitamento simile a quello della Grecia, il che comporta un altissimo rischio. La Provincia non poteva gestire l’economia mondiale, ma poteva adottare certe misure per contenere le conseguenze della stagflazione.
Secondo Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), ci si doveva concentrare laddove la Provincia aveva la possibilità di intervento; per esempio, nell'ambito della produzione dell’energia elettrica, la cui produzione in provincia era aumentata a costi invariati: il fatto che si fosse legati al sistema nazionale faceva però aumentare i prezzi. La Provincia si doveva quindi staccare dal mercato nazionale, e utilizzare il suo potenziale in fonti energetiche rinnovabili. Egli avrebbe comunque votato la mozione.
Hanspeter Staffler (Gruppo verde), evidenziando la complessità della materia, ha sostenuto che la mozione era forse troppo complicata. Molto positivo era che Lanz avesse capito che bisognava togliere il piede dall'acceleratore, cosa che i Verdi chiedevano da tempo. Il fatto che si dovesse cambiare era dimostrato anche dalla mancanza di personale qualificato e dall’alto prezzo degli alloggi condizionato dai sussidi.
Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle), ricordando di aver fatto più volte proposte orientate alla decelerazione,  ha concordato: erano tutti segnali che indicavano un punto di arrivo. Si andava sempre più verso un’economia finanziaria che si staccava dall'economia reale, come dimostrava un aumento di liquidità di politiche monetarie connesse con la realtà. L’inflazione era una spirale che si autoalimentava, penalizzando le categorie sociali minori e i percettori di reddito fisso. La richiesta di adeguare i prezzi tariffari nell’ambito delle costruzioni, fatta recentemente in Consiglio, era proprio un esempio di questa politica inflazionistica. Più tardi si sarebbe tolto il piede dall’acceleratore, più forte sarebbe stato l’impatto sulle categorie più deboli.
Helmut Tauber (SVP) ha fatto riferimento al boom del sempre più grande, sempre più veloce, e lodato l’approccio del collega Lanz relativamente a cosa stava succedendo e quali erano le priorità d’intervento. Anche nel turismo si stava riflettendo; bisognava agire in modo da poter reagire velocemente, sia nel turismo che nel mondo dell’energia che in altri settori.
Secondo Waltraud Deeg (SVP), pensionati e lavoratori con stipendi limitati erano coloro che più soffrivano della situazione. Ricordando le misure riparatorie assunte dalla Giunta, ha sottolineato che la politica monetaria aveva messo denaro inflazionistico sul mercato, e che era necessario considerare di più il coefficiente Gini, che misura la disuguaglianza di distribuzione. L’equità sociale doveva diventare il punto centrale della politica economica.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha sostenuto la mozione, auspicando che anche nell’elaborazione del bilancio provinciale si procedesse così come proponeva Lanz con la sua mozione, ovvero con una spending review. Si è quindi rammaricato che la maggioranza non avesse sostenuto le sue proposte di riduzione dei prezzi dell’energia, ma ha annunciato comunque sostegno alla proposta, nonché la presentazione di un disegno di legge proprio sulla riduzione dei prezzi dei carburanti, auspicando l’appoggio di Lanz.
Il presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher ha apprezzato la proposta, attuale e precisa, ed evidenziato che anche il Governo recentemente aveva puntato sulla riduzione delle accise nel prezzo dei carburanti, più che sulla distribuzione di aiuti. Anche la mozione andava in questa direzione. Le misure provinciali non dovevano basarsi su ciò che era giuridicamente possibile, bensì accordarsi con quelle statali o almeno considerarle. Bisognava considerare quali misure alimentavano i prezzi, per poter trovare soluzioni adeguate. Gerhard Lanz ha ribadito che si trattava di considerare tutte le misure e fare una valutazione, tenendo ben presente l’equità sociale di cui aveva parlato Deeg. In quanto all’aumento dei salari, egli non l’aveva considerato nella proposta, ma anche su quello bisognava riflettere. Le possibilità della Provincia erano comunque limitate nel campo dell’energia, ma il collegamento con il sistema nazionale aveva permesso molti investimenti. In quanto all’aumento delle tariffe relative agli appalti, senza di essi un intero settore sarebbe fallito. Una volta in possesso delle informazioni, ci si sarebbe messi a tavolino, scambiando le informazioni anche nell’ambito della commissione legislativa, al fine di approfondire il tema. Messa in votazione, la mozione è stata approvata all’unanimità (25 sì).

La presidente Rita Mattei ha quindi dichiarato conclusa la seduta, e  con essa la sessione di lavori di maggio, alle 16.32.

(MC)

La sessione di maggio 2022.