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Cunsëi | 08.04.2022 | 12:54

Lavori Consiglio: Disciplina degli alloggi sfitti e IMI - Discussione articolata 1 - CON FOTO

La discussione degli articoli da 1 a 4 del dlp 103/21: Disciplina degli alloggi sfitti e altre disposizioni in materia di imposta municipale immobiliare (IMI).

Link foto (Consiglio/Werth):
https://www.flickr.com/photos/landtagconsigliocunsei

Nell'ambito della discussione articolata del disegno di legge provinciale n. 103/21: Disciplina degli alloggi sfitti e altre disposizioni in materia di imposta municipale immobiliare (IMI) è stato esaminato questa mattina l'articolo 1, che riguarda i Comuni con esigenza abitativa, che la Giunta definisce ogni anno Evidenziando che la legge era una proposta ben misera, mettendo le mani in tasca dei cittadini con un limitato patrimonio immobiliare e non intervenendo sulla questione fondamentale, vale a dire il numero di case da immettere sul mercato, Alessandro Urzì (Fratelli d’Italia) ha proposto che i rilevamenti statistici previsti nell’articolo riguardassero gli ultimi 5 anni, e non solo un anno, e di eliminare le parole “Con possibilità di distinzione per single zone comunali” nonché il periodo “in caso di mancata o tardiva deliberazione si applica la deliberazione dell’anno precedente”. Ha aggiunto che la maggioranza, nei suoi masi e nelle sue belle case, non capiva il problema dei cittadini che non riuscivano a trovare casa: anche in Tirolo si costruiva, anche a Innsbruck, solo a Bolzano pareva non esistere terreno edificabile, “perché i contadini con le sbarre difendono il loro fortino e non vogliono cedere un metro di meleto”. Veniva quindi difesa una lobby. Inoltre, mancavano i dati in merito agli alloggi sfitti: si trattava di “una delle manovre più illiberali, volgari e bolsceviche viste negli ultimi anni”. La maggioranza non aveva nemmeno consapevolezza delle difficoltà del ceto medio, “Dovete vergognarvi!”. Urzì ha poi chiesto quanti alloggi si sarebbero potuto costruire con 1,220 mld dati in sovvenzioni. Hanspeter Staffler (Gruppo verde), dopo aver ricordato a Urzì che il sindaco di Innsbruck è verde, ha rilevato che la norma era molto difficile da leggere, e aggiunto che essa aveva voluto accontentare tutti e creava difficoltà ai Comuni, “stupisce che il Consiglio dei Comuni non l’abbia segnalato”. Gerhard Lanz (SVP) ha respinto le accuse di Urzì, sottolineando che si agiva proprio per mettere più alloggi sul mercato, ovvero proprio quello che il consigliere aveva chiesto.  Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha confermato: Urzì si stava opponendo a una norma che metteva in circolo gli alloggi, e i Comuni avevano i dati in merito. La norma era stata elaborata con il Consiglio dei Comuni, cui restava adeguato spazio di manovra per tenere conto della propria situazione, e con un gruppo tecnico, anche effettuando simulazioni. L’approccio neoliberale di Urzì faceva finta di essere sociale, ma neoliberale e sociale non andavano di pari passo: se si fosse lasciato spazio al libero mercato non si sarebbe ottenuta un’autoregolamentazione, perché le richieste d’acquisto venivano anche da fuori. Il Tirolo citato da Urzì aveva introdotto tassi più alti per gli sfitti. Respinti gli emendamenti di Urzì, l’articolo è stato approvato con 19 sì, 1 no e 10 astensioni.

L’articolo 2 riguarda l’adattamento di definizioni.
Alessandro Urzì (Fratelli d’Italia) ha chiesto quanti alloggi sfitti ci sono in Alto Adige e come si giudica e come si interverrà sul fatto che per l’acquisto di un alloggio medio servono in Alto Adige 14 anni di stipendio, mentre a Verona e Venezia ne occorrono 7. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha parlato di circa 29.000 alloggi sfitti. L’articolo è stato approvato con 17 sì, 1 no e 8 astensioni.

L’articolo 3 riguarda l’adattamento base imponibile.
Josef Noggler (SVP) ha proposto un emendamento a chiarimento del valore di mercato, Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha chiesto di sopprimere il comma 3, in quanto non era chiaro cosa significassero inagibilità e inabitabilità. Alessandro Urzì (Fratelli d’Italia) ha evidenziato che la risposta precedentemente data da Kompatscher era vaga e priva di ogni dettaglio, e ribadendo i costi spropositati della casa in Alto Adige rispetto a Verona o Venezia, nonché l’impostazione bolscevica di sinistra della legge, condivisa dalla Lega, ha chiesto con emendamento di stralciare l’ultima frase del comma 6-bis, o in alternativa di concedere 5 anni per l’entrata in vigore del comma, invece che 3, per i fabbricati inabitabili o inagibili. ha quindi ribadito che la norma non affrontava nessuno dei punti centrali, a partire dalla mancanza di una chiara inchiesta oggettiva delle condizioni cui si riferiva. Massimo Bessone (Lega Salvini Alto Adige Südtirol), da veronese di borgo Venezia, ha sostenuto che gli alloggi in Alto Adige vengono costruiti con una qualità completamente diversa. Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha chiesto spiegazioni ulteriori sull’emendamento di Noggler. Il pres. Arno Kompatscher ha spiegato che si trattava del fatto che quando un terreno diventa da costruire aumenta il valore patrimoniale, e l’IMI viene applicata dal momento della rivalutazione, ma va definito il valore fino all’esproprio. Approvato l'emendamento di Noggler (con Vallazza e Locher), respinti gli altri, sull’articolo è intervenuto Alessandro Urzì (Fratelli d’Italia), rilevando che secondo Bessone a Verona si costruiva con qualità molto bassa e a Bolzano le case erano più belle. Massimo Bessone ha replicato di aver detto solo che in Alto Adige c’era un’alta qualità costruttiva. L'articolo è stato approvato con 17 sì, 1 no e 11 astensioni.

L'articolo 4 riguarda l’adattamento dell’aliquota e contiene la disposizione in base alla quale nei Comuni con esigenza abitativa, si applica per le abitazioni tenute a disposizione un’aliquota maggiorata del 2,5 per cento, aumentabile dai Comuni fino al 3,5 per cento. Alessandro Urzì (Fratelli d’Italia) ha rilevato che ciò contraddiceva l'affermazione di Kompatscher secondo cui si lasciava spazio di manovra ai Comuni, e se così era si poteva introdurre una riduzione dell’imposta allo 0,4% per la categoria catastale A10 (uffici e studi), che ora stava pagando un’aliquota molto alta, cosa che ha chiesto per emendamento. Ha chiesto inoltre di stralciare il comma 1. Paul Köllensperger (Team K) ha proposto 4 emendamenti, al fine di consentire  a tutti i Comuni, e non solo a quelli ad alta vocazione turistica, l’aumento dell’aliquota allo 0,36%, considerando in tal modo anche le attività di agriturismo e affittacamere, di applicare un’aliquota ridotta di 0,5% punti percentuali a chi affitta agli studenti, per favorire la messa a disposizione di alloggi a questo scopo anche in vista della realizzazione della facoltà di ingegneria; lo stesso ha proposto per la messa a disposizione di alloggi per persone di categorie difficili (famiglie monoparentali, genitori separati, profughi), di applicare l’aliquota per l’abitazione principale nel caso di messa a disposizione di un alloggio a comodato gratuito a un famigliare. Gerhard Lanz (SVP) ha sostenuto che tali proposte avevano una logica ma non erano gestibili, si sarebbero avuti per esempio tanti falsi studenti. I Comuni potevano intervenire su aree specifiche, per esempio vicino all’università, con specifiche riduzioni. In quanto agli alloggi per i profughi, si pensava di sostenere privati che ne mettevano a disposizione. Hanspeter Staffler  (Gruppo verde), sostenendo che si era aperto il vaso di pandora, ha dato ragione a Lanz: tutto diventa complicato e difficile da gestire, ma i principi dovrebbero essere validi. Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), facendo riferimento alla questione degli studenti, ha chiesto se erano previste anche attività ispettive; ha ribadito che per i giovani in generale era molto difficile trovare un alloggio, pertanto bisognava fare il possibile a questo scopo. In quanto ai profughi, il concetto andava chiarito, perché per esempio arrivavano anche persone che non vi risiedevano ma vi si trovavano solo per motivi di studio. Definizioni di studenti, profughi ecc. erano necessarie  doveva stabilirle la Giunta con regolamento d’attuazione, ha chiarito Paul Köllensperger (Team K) . Attualmente, per alloggi a utilizzo turistico in comuni turistici c’è la possibilità di un’aliquota dello 0,36%: dovrebbe essere possibile per tutti i Comuni, e a questo scopo proponeva un emendamento. L’ass. Arnold Schuler ha chiesto una modifica relativamente alla classificazione quale esercizio ricettivo, relativamente a un tasso di occupazione minimo del 20%  (invece che tra il 20 e il 35%). Respinti gli emendamenti delle opposizioni, la discussione è stata interrotta.

I lavori riprenderanno alle 14.30.

(MC)