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Cunsëi | 06.04.2022 | 13:08

Lavori Consiglio: chiarezza nella produzione normativa, sindrome ME/CFS

Mozioni di Partito Democratico - Liste civiche, Team K.

Con la mozione n. 566/22: Chiarezza e semplicità nella produzione normativa provinciale, presentata oggi in Consiglio provinciale, Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) evidenziando che l’Unione Europea, attraverso il “Decalogue for smart regulation” emanato dal “Gruppo di alto livello sugli oneri amministrativi” riunito a Stoccolma il 12 novembre 2009, aveva indicato i principi di semplicità, chiarezza, concisione, comprensibilità e proporzionalità del volume normativo alla materia trattata, cui devono attenersi i legislatori nazionali, e che il decalogo era stato elaborato per far fronte alla necessità che ogni legge sia leggibile da tutti coloro che dovranno applicarla, segnalava che nel 2010 all’interno della “Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al comitato delle Regioni” si era fatto esplicito riferimento al fatto che la produzione normativa avesse un ruolo positivo e necessario da giocare, soprattutto in momenti di crisi e ha evidenziato la necessità urgente di produrre misure normative complete, efficaci. La Commissione Europea aveva valutato che il risparmio dei costi per le imprese, derivante da una maggiore chiarezza e semplicità della produzione normativa, raggiungerebbe percentuali a 2 cifre; prolissità e complicazione nel formulare le norme, con innumerevoli, continui e costanti richiami di articoli e commi di leggi precedenti andavano ad esclusivo servizio degli apparati. Per esempio, la disciplina vigente sulla Cassa Integrazione era sparsa in 34 leggi diverse, mentre quella proposta nel “Codice semplificato del lavoro” purtroppo mai stato approvato dal Parlamento la nuova disciplina sarebbe stata di un solo articolo, sviluppato in 5 commi. La Provincia avrebbe potuto essere pioniera di un vero lavoro di semplificazione nella produzione normativa. pertanto, il consigliere chiedeva di impegnare la Giunta a costituire un gruppo di lavoro permanente, volto a monitorare la normativa provinciale, razionalizzandone i testi, avendo come obiettivo la semplicità, la leggibilità e avendo chiaro che ogni riga di testo in più costituisce un costo per i cittadini e le cittadine e imprese.
Brigitte Foppa (Gruppo verde), dopo aver criticato la presenta in aula di pochissimi assessori, ha evidenziato l’importanza del tema, che lei aveva sempre cercato di portare avanti quando lavorava nell’amministrazione provinciale: aveva sempre chiesto un ufficio per la lingua delle persone, in modo da garantire un linguaggio comprensibile, anche nelle risposte che l’amministrazione dava al pubblico; bisognava riempire il fossato che si creava tra cittadinanza e amministrazione. Molti avevano paura delle leggi, perché non erano in grado di interpretarle. La proposta era da sostenere, il dubbio era se si dovesse affidare l’incarico alla Giunta, perché organo legislativo era il Consiglio provinciale: era quindi quest’organo che andava incaricato.
Anche Alex Ploner (team K) ha condiviso l’importanza della tematica, evidenziando che le leggi sono la base della vita delle persone in provincia. Le persone che non capiscono un testo non lo seguono, e il compito del legislatore deve essere anche quello di redigere testi comprensibili per tutti, perché un’eccessiva complessità aumentava il rischio di disuguaglianze nell’interpretazione e applicazione. Creare un gruppo di lavoro forse non era il modo più opportuno, i consiglieri stessi, che erano legislatori in primis, si sarebbero dovuti attivare per verificare la comprensibilità dei propri testi. nel merito si era però d’accordo.
Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha invece ritenuto che un gruppo di lavoro potesse andare bene, tuttavia l’incarico doveva essere trasmesso all’Ufficio di Presidenza. Esso si sarebbe dovuto occupare anche ai fini dell'abbattimento burocratico, di verificare e abolire tutto ciò che non era necessario.
Hanspeter Staffler (Gruppo verde) ha ricordato che già i Romani si lamentavano delle leggi, e che l’imperatrice Maria Teresa aveva cercato di introdurre il principio di sottoporre una proposta di legge a una persona mediamente colta: se non l’avesse capita, essa avrebbe dovuto essere riscritta. la causa della situazione non è che non si sa come scrivere: bisogna verificare se le idee e le informazioni sono chiare all’origine, e se volutamente si vuole essere poco comprensibili. La legge sull’urbanistica è l’esempio assoluto di come non si dovrebbe legiferare; quando intervengono più cuochi, il menù è rovinato.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiesto di introdurre il termine “comprensibili”, al posto di “semplici” e “leggibili”. Anche il linguaggio di genere rende tutto meno leggibile. Ha poi chiesto chi entrerebbe nel gruppo di lavoro.
Alessandro Urzì (Fratelli d’Italia) ha fatto riferimento al dlp sull’IMI, che sarebbe stato discusso nella seconda metà della seduta, e leggendo l’articolo 6 sulle esenzioni ha evidenziato come esso si componesse sostanzialmente riferimenti a disposizioni passate, diventando incomprensibile per i cittadini che avrebbero avuto diritto alle stesse esenzioni. Anch’egli ha ribadito le ulteriori difficoltà portate dal linguaggio di genere, voluto anche dal PD, partito del proponente. ha comunque annunciato voto a favore, chiedendo però coerenza.
Il presidente Arno Kompatscher ha  riferito che il tema tiene impegnati da molto tempo, senza grandi passi avanti; non sempre la formulazione e le modifiche sono semplici, ma non sempre è possibile evitare gli emendamenti. La legge sull'urbanistica ha richiesto tante modifiche, e questo ha compromesso la leggibilità. La Giunta ha emesso una comunicazione a tutti i Dipartimenti relativa al controllo dei documenti emessi, per stabilire innanzitutto se è necessario un nuovo testo normativo, e in secondo luogo di trovare un’alternativa più semplice, nonché verificare la possibilità di snellimento burocratico. I funzionari sono tenuto a fare questo controllo, è già una regola. Va detto che il bilinguismo complica ulteriormente le cose. La digitalizzazione aiuta a semplificare le cose, per esempio con moduli precompilati. la mozione non poteva essere accolta perché l’amministrazione provinciale aveva già compilato questo passo, e la ripartizione affari centrali aveva già un programma, in primis considerando l'autocontrollo, possibile anche digitalmente. Tutti erano chiamati a collaborare, anche il Consiglio: si poteva ridurre il numero di leggi, visto che ce n’erano già tante, e promuovere leggi organiche. Tuttavia, andava considerato che bisognava evitare il rischio di impugnazione da parte del Governo: anche per questo si interveniva puntualmente sui testi normativi. Sandro Repetto ha ben accolto le novità previste dalla Giunta, e, facendo riferimento alla semplificazione legislativa promossa dal sen. Pietro Ichino, ha  sospeso la trattazione della mozione per modificarne il dispositivo sulla base dei suggerimenti arrivati.

Franz Ploner (Team K) ha poi presentato la mozione n. 568/22: Cure mediche adeguate, informazioni e garanzie per le persone affette da ME/CFS - incentivi alla ricerca,  con la quale, evidenziando che si trattava di encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica, una malattia grave che di solito si presenta come conseguenza dell’infezione da Covid 19, spiegava che la malattia colpisce tra lo 0,3 e lo 0,9% della popolazione, il che significa in Alto Adige tra le 1.530 e le 4.500 persone, bambini compresi, che vanno incontro a lacune normative non frequentando la scuola. La patologia rara era già presente prima del Covid, e costringeva le persone affette a ridurre i tempi di lavoro e gli sforzi, con conseguenti costi socioeconomici per via di perdite di produttività. In alto Adige, questa patologia era poco conosciuta, e poteva passare molto tempo dai primi sintomi a una diagnosi corretta, ma ad aprile 2020 il Parlamento UE aveva approvato una risoluzione volta a garantire dei fondi destinati alla ricerca per la diagnosi e il trattamento dell’ME/CFS. Centri per la cura della patologia c’erano in Austria, in Germania e anche in Italia, dove però la patologia non era riconosciuta. Il consigliere chiedeva quindi di impegnare la Giunta provinciale (TESTO EMENDATO) 1. a garantire la realizzazione di strutture terapeutiche tramite: a. la creazione di un servizio interdisciplinare per la diagnosi e il trattamento dei malati di ME/CFS e long/post-Covid in un ospedale dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige (ad es. neuroriabilitazione a Vipiteno) dotato del personale specializzato necessario; b. la creazione di capacità aggiuntive per la cura di persone affette da ME/CFS che coinvolga le strutture di riabilitazione, con l’obiettivo di informare sulla gestione della malattia (pacing), introdurre il trattamento dei sintomi e, se possibile, dare raccomandazioni sull'adeguamento del luogo di lavoro; c. il finanziamento delle visite necessarie per diagnosticare l’ME/CFS e il long/post-Covid nelle strutture esistenti dell’Azienda sanitaria; 2. a fornire le informazioni necessarie sul quadro clinico dell’ME/CFS e migliorare l’informazione: a. puntando sulla formazione e sull'aggiornamento sistematico dei medici e delle mediche e del personale infermieristico secondo lo stato attuale della ricerca in modo da creare consapevolezza ed expertise nel trattamento dell’ME/CFS, riducendo i tempi di diagnosi; b. puntando su una campagna informativa a bassa soglia sul quadro clinico dell’ME/CFS e sulla situazione dei malati per migliorare l'accettazione e la comprensione; c. inserendo l’ME/CFS nei piani di studio della scuola per le professioni sanitarie Claudiana al fine di migliorare la cura nel lungo periodo; 3. a migliorare la previdenza sociale dei malati tramite: a. la formazione mirata dei periti e delle perite delle commissioni tecniche incaricate di valutare le richieste di invalidità dei pazienti affetti da ME/CFS e di accertare il loro diritto alle prestazioni; b. l’utilizzo mirato delle possibilità esistenti e la loro flessibilizzazione per permettere alle persone affette da forme lievi di ME/CFS di restare nel mercato del lavoro; 4. a promuovere e intensificare la ricerca sulle cause e le possibilità terapeutiche dell’ME/CFS come conseguenza a lungo termine del Covid19: a. partecipando a reti di ricerca europee e ottenendo finanziamenti dal Fondo europeo per la ricerca; b. per creare incentivi per la ricerca e lo sviluppo di terapie innovative nel nuovo centro per ME/CFS e long-Covid, in modo da garantire che le terapie per i malati siano sempre aggiornate agli ultimi sviluppi.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiarito che la questione sollevata era importante, e sottolineato che la sindrome era davvero pesante, che comportava anche la necessità di consulenza e sostegno psicologico, per via dei problemi sociali che comportava. Quando essa colpiva i bambini, questi non erano più in grado di interagire con gli amici o la famiglia. nella mozione, assolutamente da sostenere, andava inserita quindi anche l’assistenza psicologica, fondamentale.
Hanspeter Staffler (Gruppo verde) ha rilevato che la mozione era ottimamente redatta e se ne capiva l’intendo, pur avendo una connotazione più scientifica che politica, stupiva però che si fosse dovuto muovere un singolo consigliere, e che non si fosse mossa l’Azienda sanitaria a sostegno di questi pazienti. Questo rendeva chiara l’importanza di un personale sanitario sufficiente e ben formati.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha condiviso l’importanza della tematica, evidenziando che se ne parla nei colloqui delle Regioni con il Ministero della salute e anche a livello internazionale, nonché che tanti sono gli studi in merito. Ha quindi ringraziato Ploner per il documento dettagliato, sottolineando che in tante parti della proposta l’Azienda sanitaria è già attiva, per esempio nell’elaborazione di una rete di pazienti, nella gestione interdisciplinare e orientata alle esigenze dei pazienti, nella sensibilizzazione. Il reparto di neurologia è attivo nelle diagnosi, basate su dati clinici; l’azienda sanitaria collabora inoltre con diversi gruppi di ricerca. La mozione è molto dettagliata e specifica, ma di fatto, in generale, l’Azienda sanitaria è già attiva in merito a quanto richiesto, anche perché la sindrome non è del tutto nuovo. n un periodo particolarmente difficile per il sistema sanitario si sta comunque cercando di implementare un approccio infrastrutturale. La mozione, quindi, non poteva essere accolta. Franz Ploner ha evidenziato che non si trattava solo di Long covid, e che se si voleva procedere nella richiesta serviva personale qualificato. Ha ribadito l’importanza di informare nonché, come suggerito da Knoll, di considerare l’assistenza psicologia, nonché i costi che tale patologia comporta per il sistema: ora sono disponibili mezzi UE per la ricerca, e bisogna approfittarne. Messa in votazione, la mozione è stata respinta con 14 sì e 16 no.

Maria Elisabeth Rieder (team K) ha quindi presentato la mozione n. 569/22: AltoAdige Pass e contributi per spese di viaggio: sgravi per il tragitto casa-lavoro, che sarà discussa nel pomeriggio a partire dalle 14.30.

(MC)