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Cunsëi | 05.04.2022 | 18:18

Lavori Consiglio: Buoni di sconto fiscale, Piano acustico aeroportuale, Diritto e dovere al lavoro

Mozioni di Fratelli d’Italia, Gruppo verde, Enzian/Süd-Tiroler Freiheit. La seduta odierna è terminata.

Con la mozione n. 524/21: Buoni di sconto fiscale, Alessandro Urzì (Fratelli d’Italia), ricordando che tali buoni sono  titoli di compensazione emessi dallo Stato, i quali, immediatamente scambiabili come strumento di pagamento ad accettazione volontaria, conferiscono al possessore il diritto di utilizzarli per adempiere al pagamento degli obblighi fiscali dopo due anni e un giorno dalla data di emissione, e che già lo scorso 14 aprile 2021 la 6a Commissione Finanze e tesoro del Senato della Repubblica aveva calendarizzato all’unanimità l’inizio dell'esame di tutte le proposte di legge presentate sul tema, tra cui il Disegno di Legge presentato dai senatori di Fratelli d’Italia De Bertoldi, Urso e Rauti che ritengono urgente e necessario prevedere politiche d’espansione in grado d’introdurre nel sistema economico un maggiore potere d’acquisto a disposizione degli operatori che si muovono nell’ambito dell’economia reale, ovvero le famiglie e le imprese, attraverso una netta diminuzione del carico fiscale, aumentando al contempo i trasferimenti o incrementando la spesa pubblica statale diretta, considerava che lo strumento del “superbonus 110%”, in vigore dal maggio 2020, era il primo esempio specifico di applicazione della proposta, pur limitato solo al settore edilizio, e che un’analisi commissionata dal Dipartimento per la Programmazione economica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri aveva stimato avere un impatto positivo di 811 milioni di euro sulle finanze pubbliche per l’aumento di Iva e Ires, creando un valore aggiunto di 16,6 miliardi a fronte di una spesa di 8,8 miliardi nel 2020-22. Aggiungeva che le Commissioni riunite di Camera e Senato avevano approvato una relazione sul “Piano nazionale di ripresa e resilienza” che evidenziava l’esigenza di semplificare e prorogare la misura del “superbonus 110%” e richiedeva la razionalizzazione di tutti gli altri bonus esistenti per le ristrutturazioni e l’efficientamento energetico degli edifici sotto un’unica aliquota al 75%, l’implementazione di un’infrastruttura digitale e la certificazione dei crediti d’imposta per garantire una loro ampia circolazione tra gli operatori come mezzi di pagamento di beni e servizi. Egli chiedeva quindi di impegnare la Giunta provinciale a trasmettere al Governo italiano la richiesta di attuare integralmente la soluzione dei Buoni di Sconto Fiscale, in parte già operativa, adoperandosi per divulgare questa soluzione alla cittadinanza in modo chiaro ed esaustivo.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha risposto che si trattava di uno strumento molto utile, che non contribuiva all’indebitamento ma forniva uno stimolo all’economia. Esso era da attuare completamente, e la Giunta avrebbe approvato volentieri il documento, purché trasformato in voto, perché la richiesta andava rivolta a Parlamento e Governo. Urzì ha accolto la proposta e rinviato a domani l’ulteriore trattazione, chiedendo però al presidente di garantire le firme necessarie, che in quanto gruppo con un solo consigliere egli non poteva garantire.

Riccardo Dello Sbarba (Gruppo verde) ha quindi presentato la mozione n. 556/22: Bolzano: predisporre al più presto il Piano acustico aeroportuale previsto per legge, con la quale, evidenziando che all'aeroporto di Bolzano era ripartita l’attività commerciale , e ricordando che lo stesso pres. Kompatscher aveva detto che non venivano raccolti rilevamenti fonometrici né erano state installate centraline, e che quindi l’aeroporto non aveva ancora il “piano acustico aeroportuale” previsto dalla normativa vigente, condizione indispensabile per installare una rete di monitoraggio del rumore e poi, grazie a questo sistema di controllo, individuare eventuali violazioni dei limiti di legge, rilevava che questo compito spettava all’ENAC. Essa avrebbe dovuto istituire una commissione presieduta dal competente direttore della circoscrizione aeroportuale e composta da rappresentanti di Regione, Provincia e Comuni interessati, Agenzia per la protezione dell'ambiente, ENAV, vettori aerei, società di gestione aeroportuale al fine di studiare l’urbanistica dell’aeroporto, valutarne l’insediamento, poi tracciare tre fasce di rispetto, all’interno delle quali vigevano limiti diversi di inquinamento acustico. Il consigliere chiedeva quindi di impegnare la Giunta provinciale (1) ad attivarsi in ogni modo, intervenendo ufficialmente presso l’ENAC, per ottenere l’attuazione della circolare ENAC APT-26 del 3/7/2007 e fare in modo che fosse istituita al più presto la prevista commissione aeroportuale affinché fosse predisposto al più presto l’indispensabile “Piano acustico aeroportuale” previsto dalla normativa vigente; (2) a fare in modo che, in attuazione del “Piano acustico aeroportuale”, fosse rapidamente predisposta la necessaria rete di monitoraggio del rumore aeroportuale, per sorvegliare sul rispetto dei limiti previsti e tutelare la salute della popolazione interessata; (3) a informare e coinvolgere i comuni interessati affinché quanto previsto per legge a tutela della popolazione fosse realizzato al più presto. Dello Sbarba ha ricordato che analoga mozione era stata approvata all’unanimitá dal Comune di Laives, il quale aveva fatto appello alla Provincia a questo scopo, e ha aggiunto che proprio a fronte di una gestione privata il settore pubblico doveva attivare la sua funzione di controllo.
Alessandro Urzì (Fratelli d’Italia) ha fatto riferimento a una sua mozione su tema analogo (451/21: Centraline rilevamento rumore aeroporto di San Giacomo) e ne ha chiesto la trattazione congiunta. Il vicepres. Noggler ha riferito che questo poteva avvenire d’intesa con il presentatore. Dello Sbarba ha chiesto di rinviare a domani mattina la trattazione, per analizzare la mozione di Urzì e valutare quindi la sua richiesta.

Josef Unterholzner (Enzian) ha quindi presentato la mozione n. 557/22: Diritto e dovere al lavoro, con la quale, evidenziando che la Costituzione della Repubblica Italiana sancisce che ogni cittadino e ogni cittadina ha il diritto e il dovere di lavorare, e che le misure e i regolamenti emanati dal Governo italiano e dalla Giunta provinciale negli ultimi due anni avevano fortemente limitato questo diritto per molti cittadini, creando così delle divisioni, segnalava che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, SENZA distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali (art. 3 Cost), e ciò vale sia per i vaccinati che per i non vaccinati. Riteneva che fosse un'utopia continuare a credere che se in diversi settori – ad esempio quello degli operatori infermieristico-assistenziali, dei medici, degli insegnanti, e ora di tutti coloro che hanno più di cinquant’anni, ecc. – si escludono le persone non vaccinate dal lavoro e dalla vita sociale, se ne proteggono delle altre, e aggiungeva che proprio nella fascia d’età sopra i 50 anni, che la scienza medica colloca fra i gruppi a rischio, la maggioranza delle persone è vaccinata o guarita. Segnalava poi come sorprendente la rapidità con cui le misure erano entrate in vigore durante la pandemia, senza burocrazia e dall’oggi al domani, e concludeva che ogni cittadino che lavora, pagando le tasse, contribuisce al mantenimento dello Stato italiano e di conseguenza anche a preservare l'economia, il turismo, lo svolgimento delle attività pubbliche e sociali, ecc. Egli chiedeva quindi di impegnare la Giunta provinciale (versione emendata e co-firmata dalla Süd-Tiroler Freiheit) (1) ad adoperarsi e a far sì che i diritti umani riconosciuti dall’Italia venissero rispettati senza eccezioni – indivisibili e nella loro integralità – a tutela di tutti i cittadini; (2) a rispettare l’articolo 4 della Costituzione italiana nella sua integralità nonostante l’emergenza Covid-19. ART. 4 “(1) La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. (2) Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.”
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), cofirmatario dell’emendamento, ha rilevato la contraddizione di certe regole: per esempio, nella sala consiliare, grande e ariosa, bisogna tenere la mascherina, nel vicino piccolo baretto no. Lo stesso si poteva dire del mondo del lavoro; andavano quindi approfonditi i dettagli, non bisognava restare a livello generale; se le regole non sono sensate vanno modificate. Egli, ha detto, si batteva per la libertà individuale e collettiva: andare a lavorare era un diritto fondamentale che spettava a tutte le persone, togliere questo diritto metteva a rischio la sopravvivenza di un’intera famiglia.
Myriam Atz Tammerle (STF), pure co-firmataria, ha evidenziato che ad alcune persone era stato tolto il diritto di sopravvivenza; ha aggiunto che le circolari del Ministero erano anticostituzionali, come si evinceva anche da alcune sentenze di Tribunale. I diritti umani sono universali e indivisibili, e questo vale sempre: si tratta di diritto alla libertà, alla non discriminahzione, alla vita, alla sicurezza sociale e al lavoro. tutti valori non più rispettati in tempi di pandemia, che aveva visto diverse persone essere sospese dal proprio lavoro senza alcun sostegno finanziario.
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha ritenuto che la mozione mischiasse cose diverse: il diritto al lavoro, su cui si fonda la Costituzione, e la questione no-vax; ci si era trovati davanti a un’emergenza pandemica e sanitaria che provocava determinati problemi, e chi non voleva seguire certe indicazioni andava incontro a penalizzazioni. I dati davano un segnale molto chiaro dell’efficacia dei vari provvedimenti. Non potendo però votare contro la Costituzione, ha chiesto votazione separata dei diversi punti.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha evidenziato che il tema del lavoro era fondamentale nel suo  catalogo dei valori, ha aggiunto però che se alcune difficoltà di chi non si voleva vaccinare erano comprensibili, altre lo erano meno. Il collegamento tra l’ancoraggio costituzionale del diritto al lavoro e quello della vaccinazione, presentato nella mozione, non era condivisibile. Ha ricordato di essere cresciuta in un ristorante e di essersi per questo dovuta vaccinare ogni anno per affrontare la stagione turistica, e di non aver mai inteso questa come una limitazione dei diritti umani, bensì come una necessità di tutela da malattie. Ora si era arrivati a una distorsione di questa libertà e questi diritti umani. Si è poi associata al rilievo di Repetto sulla formulazione della mozione, che coinvolgeva principi costituzionali.

La trattazione della mozione proseguirà domani a partire dalle 10.00.

(MC)