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Cunsëi | 06.10.2021 | 16:39

Lavori Consiglio: nomina per selezione TAR, videosorveglianza IPES, auto elettriche, qualità dell'aria

Il prof. Clarich nominato nella commissione per la nomina di un nuovo giudice del TAR. Mozioni di Fratelli d’Italia, Enzian, Perspektiven für Südtirol.

All’ordine del giorno dei lavori del Consiglio della provincia autonoma di Bolzano c’era oggi la nomina di un professore universitario/una professoressa universitaria come membro della commissione nella procedura di selezione per la nomina di un nuovo magistrato/una nuova magistrata presso il Tribunale Regionale di Giustizia amministrativa. Dopo un’interruzione per un confronto tra capigruppo e una per la maggioranza chieste da Gerhard Lanz (SVP) e dall’ass. Giuliano Vettorato, Carlo Vettori ha proposto a nome della maggioranza il prof. Marcello Clarich, ordinario di diritto amministrativo alla Sapienza di Roma, mentre Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha proposto il prof. Paolo Giudici, professore di diritto commerciale all’Università di Bolzano. Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), ritenendo necessario tenere conto della proporzionale, “pilastro dell’autonomia”, anche nel designare i componenti di questi organi, ha proposto il prof. Peter Hilpold dell’Università di Innsbruck. Fratelli d’Italia ha annunciato che non avrebbe partecipato al voto, ritenendo che un organo politico non dovesse intromettersi nella designazione di un giudice del TAR. Il candidato proposto da Forza Italia, inoltre, era quello proposto dalla SVP nella riunione dei capigruppo: ora diventava quello degli italiani in maggioranza. Carlo Vettori ha proposto al collega di individuare lui stesso un nome dall’elenco disponibile. 
In seguito a votazione a scrutinio segreto, è risultato nominato il prof. Marcello Clarich che ha ricevuto 17  preferenze (6 al prof. Giudici, 7 al prof. Hilpold, 1 scheda bianca, 1 nulla).

Di seguito, è ripresa la trattazione della mozione n. 436/21: L'Ipes installi un servizio di videosorveglianza negli edifici soggetti a ripetuti atti vandalici (Fratelli d’Italia), già avviata il 13 maggio scorso. Il proponente ha ritenuto che il tema fosse ancora attuale, ricordando che la parte dispositiva impegnava la Giunta provinciale a prevedere l'installazione di opportuni sistemi di videosorveglianza senza ulteriori costi a carico degli inquilini in tutti gli edifici e i garage di proprietà dell'Ipes dove ciò risulti dettato da motivi di sicurezza e di contenimento di danni da vandalismi poi addebitati agli incolpevoli residenti. I costi della videosorveglianza, così come quello dei danni, non doveva infatti cadere sugli inquilini incolpevoli.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiesto se la richiesta corrispondeva a un desiderio degli inquilini, e quali aree venivano sorvegliate: il presentatore ha replicato che si trattava di sorvegliare gli spazi comuni, senza intaccare la privacy. La mozione è stata quindi sospesa per integrarla in questo senso.

Josef Unterholzner (Enzian) ha quindi presentato la mozione n. 124/19: Potenziamento della rete di colonnine di ricarica per le autovetture elettriche (emendata), con la quale, ricordando che nell'ambito di una strategia ecosostenibile si era deciso a livello europeo e anche a livello provinciale di potenziare la mobilità elettrica al fine di ridurre il livello di CO2 e di migliorare la qualità dell'aria, e che già nella primavera scorsa la Giunta provinciale aveva introdotto un contributo aggiuntivo per l'acquisto di autovetture elettriche cumulabile all'incentivazione prevista dallo Stato, evidenziava che era stato trascurato uno dei fattori più importanti per la promozione della mobilità elettrica, ossia il potenziamento di una rete di colonnine di ricarica ad alto rendimento che fosse indipendente dai produttori. senza la quale le incentivazioni introdotte sarebbero state un inutile spreco di risorse. La stessa direttiva del Parlamento europeo 2014/94/UE del 22 ottobre 2014, ricordava, prevede espressamente che le autovetture ad alimentazione alternativa possano essere facilmente rifornite di carburante o ricaricate nell'Unione Europea. Egli quindi proponeva di impegnare la Giunta a (1) ampliare entro la fine del 2020 sul territorio provinciale il numero delle colonnine di ricarica veloce (super charger) indipendenti in modo capillare su tutto il territorio provinciale; (2) provvedere affinché almeno il 75% delle colonnine in questione fosse a ricarica veloce, in grado di erogare almeno 75kW (sarebbero ideali 150kW), per colonnina al fine di consentire la ricarica delle autovetture elettriche in tempi estremamente ridotti; (3) provvedere affinché tali colonnine fossero dotate di apparecchi per il pagamento elettronico tramite carta di credito o bancomat in modo da renderle facilmente utilizzabili da tutti gli utenti, senza imporre la stipula di un contratto, quindi anche dalle autovetture di passaggio e dai turisti; (4) provvedere affinché le colonnine venissero installate in modo capillare su tutto il territorio provinciale, e prioritariamente in punti nevralgici, ad esempio nei principali centri abitati nonché ai piedi dei passi più importanti.
Hanspeter Staffler (Gruppo verde) ha ricordato la proposta di enzian di una pista ciclabile al Passo palade: anche questa, come quella in esame, era lodevole, ma di difficile attuazione. Per realizzare questa rete c’è infatti bisogno anche di terreni, e questo non è semplice. Più opportuno sarebbe chiedere alla Giunta di elaborare  insieme ai Comuni una strategia tecnica e una strategia territoriale di distribuzione. C’era bisogno anche di un piano di finanziamento.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha ritenuto invece che la mozione fosse espressa in modo sufficientemente aperta: la Giunta poteva decidere da sé come procedere. Era strano che proprio i Verdi cercassero il pelo nell’uovo. La mobilità elettrica era una delle alternative ai motori a combustione, ed era opportuno ricorrere a tutti gli ausili tecnici che potevano aiutare. Nei prossimi anni ci sarebbero stati nuovi sviluppi e innovazione. Le colonnine non sarebbero certo state collocate in mezzo al nulla. Il suo gruppo avrebbe sostenuto la mozione.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha apprezzato la proposta: i cittadini non acquisteranno auto elettriche finchè non possono fare rifornimento. Egli stesso intendeva acquistare a breve una nuova auto, avendone una di 12 anni, e si era interessato a quelle elettriche, ma non avendo un garage non sapeva dove avrebbe potuto ricaricarla. Sarebbe stato un problema anche restare a lungo in coda sulla A22. Opportune sarebbero anche colonnine presso le stazioni ferroviarie, così come presso altre strutture esistenti.
L’ass. Daniel Alfreider ha ritenuto le colonnine indispensabili per promuovere la mobilitá elettriche, aggiungendo tuttavia che giá molto era stato fatto. Già nel 2014 la Giunta aveva deciso di ampliare la rete delle stazioni di ricarica, e Alperia aveva elaborato un piano con 175 colonnine. Le stazioni erano state sviluppate in Alto Adige e nel frattempo anche esportate: si trattava di hypercharger fino a 150 Kw, finora ne erano stati installati 33, molti altri sarebbero arrivate. Per questo non si poteva accogliere la mozione, depositata nel 2019, ma si era disponibili a collaborare in futuro. Unterholzner ha replicato che in Alto Adige finora non c’erano stazioni di ricarica veloce, e che presso le stazioni di ricarica Tesla si potevano ricaricare solo queste auto, e ricordato che le macchine grandi non erano utili alla tutela del clima. Ha quindi chiesto votazione nominale, in modo da vedere chi voleva agire e chi si limitava ai “bla bla bla”. Messa in votazione per parti separate, la mozione è stata respinta: le premesse con 15 sì, 16 no e 1 astensione, i punti (1), (2), (3) e (4) ciascuno con 16 sì e 17 no.

Peter Faistnauer (Perspektiven für Südtirol) ha quindi presentato la mozione n. 317/20: Monitoraggio dei dati relativi alla qualità dell’aria (emendata), con la quale, riportando le segnalazioni di diversi abitanti dell'Alta Val d'Isarco relativamente allo smantellamento della stazione di Vipiteno per il rilevamento e la raccolta dei dati relativi alla qualità dell'aria, i quali avevano espresso preoccupazione per il mancato monitoraggio della qualità dell'aria nella zona dell’Alta Val d’Isarco, che risente fortemente del traffico autostradale, chiariva che dagli anni '70 l'UE aveva elaborato regole e misure per migliorare e proteggere la qualità dell'aria con l’obiettivo di monitorare e contenere le emissioni provenienti dalle principali fonti di inquinamento quali il traffico e l'industria, e che la scarsa qualità dell’aria aveva ripercussioni sull'economia, faceva aumentare le spese sanitarie, riduceva la produttività dei lavoratori e danneggiava il suolo, le piante, i boschi, i laghi e i fiumi. Attualmente, in provincia di Bolzano, una delle zone più inquinate da una delle principali fonti di emissioni nocive, ovvero il traffico, non disponeva degli strumenti indispensabili per il monitoraggio della qualità dell'aria che consentono di stabilire se i limiti e i valori target definiti dalla legge per la salvaguardia della salute e della vegetazione vengano rispettati o superati. A una sua interrogazione in merito allo smantellamento della stazione di monitoraggio di Vipiteno, era stato risposto che una nuova valutazione della qualità dell'aria negli anni 2014/2015 aveva dimostrato che Vipiteno non era una delle aree prob Era, inoltre, quantomeno dubbio che a Vipiteno il monitoraggio fosse stato realmente effettuato nei punti in cui si presume che si raggiunga la concentrazione massima di NO2: infatti, tutte le rilevazioni erano state effettuate al di sotto dell'autostrada, mentre si presume che le concentrazioni siano più elevate al di sopra di essa. Il consigliere chiedeva quindi di impegnare la Giunta (1) a prevedere almeno due stazioni di rilevamento tra Bressanone e il Brennero; (2) a posizionare ulteriori stazioni di monitoraggio della qualità dell'aria, il più possibile di tipo flessibile, in tutti i punti critici della provincia di Bolzano: a) lungo l'autostrada; b) lungo la Mebo; c) in maniera capillare su tutto il territorio provinciale; (3) a monitorare tutte le sostanze nocive rilevanti per l'inquinamento atmosferico: oltre agli ossidi di azoto (NO2/NOX), anche le polveri sottili (PM10/PM2,5), il monossido di carbonio (CO), l’anidride solforosa (SO2) e l'ozono (O3).
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha ritenuto molto importante la proposta, sottolineando la forte portata patologica degli ossidi di azoto, che influiscono sulle vie respiratorie. Lungo l’autostrada ci sono infatti alcune persone che si sono malate. Già l’ex consgliere Hans Heiss aveva chiesto di attivare la stazione di rilevamento di bressanone. Foppa ha poi fattonriferiemtno a un’interogazione al parlamento europeo relativa al superamento del livello degli ossidi di azoto in provincia di Bolzano, alla quale il commissario all’ambiente Sinkevicius risponde facendo riferimento al deferimento dell’Italia presso la Corte di giustizia per il superamento dei valori relativi agli ossidi di azoto. Il commissario dice anche che secondo il piano della provincia la piena conformitá sarà raggiunta nel 2023: Foppa ha chiesto come questo avverrà.
Magdalena Amhof (SVP) ha ritenuto importanti i monitoraggi, rilevando però che tra Brennero e Varna le misurazioni erano problematiche per via dei venti che compromettevano i valori, c’era quindi bisogno di stazioni con un nuovo standard tecnico. Essi erano giá stati selezionati, ma non ancora acquistati. Oltre alle misurazioni, tuttavia, servivano degli interventi chiari, che limitassero il traffico di aggiramento. La SVP non avrebbe sostenuto la mozione, in attesa dell’acquisto delle nuove stazioni.
L’ass. Giuliano Vettorato ha chiarito che sul monitoraggio la Provincia rispetta la relativa  direttiva europea e il competente decreto statale. Ha poi fatto riferimento a BrennerLEC è un progetto che riguarda la tratta Egna/Ora-Mezzolombardo monitorando gli effetti di una riduzione della velocitá: ora se ne propone l’estensione, considerando Varna-Bressanone, Bolzano nord-Bolzano sud, e in momenti di forte traffico anche altre tratte, proprio per ridurre gli NOx. Sulla MeBo non risultano superamenti, analogamente alla tratta Varna-Bressanone. è previsto l’acquisto di ulteriori stazioni di rilevamento, da collocare tra il resto anche a Bolzano nord. La rete attuale, quindi, pur sufficiente, e verrà integrata, e la situazione è monitorata. Quanto richiesto dalla mozione in parte ha già delle risposte, in parte le avrá molto presto. Peter Faistnauer ha replicato che in Alta Val d’isarco, per via del cambiamento climatico,il vento è diminuito, quindi le misurazioni sarebbero possibili. Una stazione a Vipiteno sarebbe importante anche per tranquillizzare la popolazione. uno studio come BrennerLEC è positivo, ma non sostituisce le stazioni di monitoraggio. se ne verranno acquistate di nuove, una andrebbe messa a Vipiteno. Votata con voto nominale, la mozione è stata respinta con 15 sì e 17 no

(continua)

(MC)