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Cunsëi | 16.09.2021 | 15:37

Lavori Consiglio: prezzo degli alloggi -2

È proseguita nel pomeriggio la discussione generale del dlp dei Freiheitlichen , che sarà completata nella prossima sessione. Iniziato il tempo della maggioranza.

È ripresa nel pomeriggio, in Consiglio provinciale, la discussione generale del disegno di legge provinciale n. 23/19: Misure per rendere accessibili i prezzi degli alloggi (presentato dai conss. Leiter Reber e Mair) avviata questa mattina.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), ha chiarito che il tema dell'abitare è decisivo, anche per decidere se restare o meno in un posto. Ha poi riferito di una ricerca fatta nel suo comune, che gli ha fatto trovare un appartamento di 4 stanze per 1,5 milioni €: se i giovani vogliono vivere a Scena, questo è un problema. Dove può prendere 1,5 milioni, una giovane famiglia? Anche potendo, ci si indebita e ci si vincola per decenni. Nel vicino Trentino, in Tirolo o in Baviera i  prezzi sono pure alti, ma molto inferiori: per un alloggio simile, si pagherebbero 6-700.00 €. La generazione attuale dei genitori e nonni ha aiutato i propri figli, “ma dobbiamo chiederci se possiamo fare la stessa cosa per i nostri figli e nipoti”. Questo comporta che i giovani vanno via, con ripercussioni sociali enormi. I giovani inoltre fanno fatica ad andare ad abitare dove manca una certa offerta, quindi non è solo questione di mercato abitativo, ma anche di qualità di vita. La digitalizzazione aperta col coronavirus forse aprirà delle porte, ma importante rimane la possibilità di acquistare un appartamento. Il disegno di legge va in questa direzione e va sostenuto. Preoccupa anche che in Alto Adige molti si indebitino in età avanzata: uno sviluppo che fa un po’ paura, perché in caso di problemi può portare alla povertà in vecchiaia: anche per questo sono importanti degli sforzi riguardo la tematica dell'abitare, affrontando anche il problema delle case vuote, comprese le seconde case. Va considerato anche che il fabbisogno di servizi che si ha da anziani, che si troverebbero bene in strutture abitative che permettano la convivenza tra generazioni, come accade altrove. Egli avrebbe votato a favore del disegno di legge.
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche), annunciando voto a favore della discussione articolata, per permettere di discutere di un tema fondamentale come quello della casa, ha richiamato la sua mozione sul cambio di destinazione d’uso, che potrebbe dare un piccolo contributo alla risoluzione del problema. Ha quindi citato le cooperative edilizie, cui si associa chi non ha accesso all’edilizia agevolata ma non può permettersi una casa. La legge provinciale 13/98 avrà vita breve, essendo in arrivo una nuova proposta di Deeg, ha detto il consigliere, aggiungendo che sull’edilizia residenziale ancora non si sa come ci si vuole muovere, se valorizzando l’acquisto o l’affitto, in un territorio con poco terreno disponibile. In passato si è sempre agevolando l’acquisto della prima casa, nella speranza che questo servisse a far restare i giovani, ma il mondo dell’economia è di altro parere, avendo bisogno di manodopera che arriva dall’esterno. Un elemento importante è la definizione che viene data di “abitazioni vuote”: il tentativo inserito nella legge è estremamente positivo. La questione degli accordi territoriali tra centro casa e proprietà edilizia ha una logica e agevola la messa sul mercato degli affitti, ma è anche vero che il mercato comincia ad aprirsi all’affitto. La problematica è legata anche al contributo all’affitto, su cui bisognerebbe intervenire; non condivisibile è la disposizione sugli sfratti; va considerato anche il forte aumento dei costi dei materiali da costruzione, in primis il legno. Repetto ha ringraziato per la presentazione della legge “che ci permette di fare una discussione su un problema che diventa sempre più impellente”.
Magdalena Amhof (SVP) ha riferito di un aumento incredibile dei prezzi degli immobili verificatosi un anno e mezzo fa, confermando le impressioni di Knoll: 4 stanze a Bressanone costano 900.000 e, un prezzo inaccessibile per i giovani. La SVP è consapevole che si debba fare qualcosa, perché altrimenti si tolgono prospettive ai giovani. Nell'ultima omnibus, l’ass. Deeg ha inserito delle disposizioni che sono dei passi avanti, tra cui il canone sociale differenziati per riconoscere le diverse realtà in provincia. Positiva sarebbe l’equiparazione del punteggio per acquisto e costruzione, ma manca la copertura finanziaria. I 100 milioni messi a disposizione qualche anno fa servono per il risparmio edilizio, molto amato dagli altoatesini. La consigliera ha fatto riferimento alla legge sull’IMI, che permette ai Comuni, che meglio conoscono le realtà locali, di intervenire coi provvedimenti più adeguati; il pres. Kompatscher aveva annunciato una nuova legge in merito. Sarebbe utile anche sapere a che punto si è con il censimento degli alloggi sfitti. Il rimborso ai locatari in caso di inquilini morosi non dovrebbe spettare all’IPES: in Vorarlberg è stata creata a questo scopo una cooperativa; in ogni caso, l’IPES non si dovrebbe occupare solo di alloggi sociali, ma anche di alloggi per persone che possono pagare un po’ di più, finanziando l’IPES stesso. La SVP avrebbe votato contro il passaggio all’articolata, ma è stato importante svolgere la discussione in merito, perché è ora di adottare delle misure.
Peter Faistnauer (Perspektiven für Südtirol) ha evidenziato che uno dei motivi dell’esplosione dei prezzi degli alloggi si deve alla frammentazione delle famiglie. In base allo studio AFI le famiglie monopersonali sono aumentate da 15.000 a 77.000 negli ultimi 45 anni. Egli ha chiesto come mai il proponente si è fermato al 3% in relazione al possibile aumento dell’aliquota IMI per alloggi vuoti. e come era arrivato ai 7 milioni € previsti quale copertura finanziaria. Ha quindi annunciato sostegno al disegno di legge.
Franz Locher (SVP) ha ribadito l’importanza del tema “abitare”, fondamentale accanto a quello di lavoro e salute. Abitare è un diritto fondamentale, e sono ben noti i costi attuali come le prospettive future, inaccessibili per i giovani. Con gli stipendi attuali è impossibile acquistare un alloggio, con prezzi di 7.000 €/mq. In periferia, l’alloggio di proprietà è molto importante, e sono necessarie misure concrete, non bastano i comunicati stampa: “Assessora, lei è chiamata a fare qualcosa”. Bisogna affrontare anche il tema del costo die materiali e dei costi tecnici, considerando che solo la progettazione di una CasaClima A, perché la B pare non bastare, richiede 70.000 €, e che con le infrastrutture si arriva a 200.000 € prima ancora di aver deposto il primo mattone. In quanto al mercato degli affitti, anche questi sono eccessivi. Bisogna fare qualcosa nel settore dell’edilizia, perché si è in ritardo. Si potrebbe discutere sul rapporto costo/utilità della CasaClima, dato che non si vive in una terra con clima estremo, e su quanto si deve accettare delle imposizioni dell’Unione Europea.
Helmuth Renzler (SVP) ha apprezzato le proposte di Locher. L’edilizia agevolata era stata introdotta, ha ricordato, per permettere ai lavoratori di creare capitale proprio, ma in passato c’era un finanziamento fino quasi al 100%, mentre oggi si arriva al 17%. Uno dei motivi fondamentali per l’aumento del prezzo delle case è il prezzo dei terreni, e bisogna intervenire affinché esso raggiunga un livello accettabile; poco opportuno è che per avere un’agevolazione si sia obbligati a costruire in classe A, con prezzi esageratamente alti, in nessuna relazione con il risparmio di energia consentito. Vero è che in città c’è un fabbisogno maggiore, ma ci sono anche tante possibilità; in quanto alle cooperative, dovrebbe essere possibile fare richiesta solo per una di esse, senza rotazione, perché questa danneggia la comunità di lingua tedesca. Il prezzo medio nella periferia cittadina va da 4.000 a 8.500 €/mq, e questo non è accettabile. Renzler ha quindi proposto a Leiter Reber di rielaborare insieme il disegno di legge, la cui discussione proseguirà nella prossima sessione.

È infatti terminato lo spazio riservato all’opposizione.

(MC)