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Cunsëi | 15.09.2021 | 13:07

Lavori Consiglio: ciclabile sulla strada delle Palade, neutralità climatica

Mozioni di Enzian e Gruppo verde.

Con la mozione n. 173/19: Realizzazione di una pista ciclabile sulla strada delle Palade, presentata oggi in Consiglio provinciale (emendata), Josef Unterholzner (Enzian) ha rilevato che la strada statale SS238 delle Palade, che collega il Burgraviato con la val di Non e con i comuni di San Felice, Senale e Proves in alta val di Non ed è stata costruita alla fine del diciannovesimo secolo, è un’importante arteria viaria ma anche un percorso molto apprezzato dai ciclisti, con tracciato relativamente stretto e ricco di curve – come molte strade costruite in quel periodo – con muri laterali in pietra, caratteristiche queste che la rendono molto pericolosa per i ciclisti. L’alta val di Non è un’area poco sfruttata turisticamente che rientra tra le zone strutturalmente deboli della provincia, e solo recentemente sono state costruite costose vie di comunicazione con il resto della provincia: per tali ragioni, promuovendo il cicloturismo in quest’area si favorirebbe un turismo differenziato, sostenibile e moderno, mettendo in sicurezza ciclisti e automobilisti. Pertanto, il consigliere proponeva di impegnare la Giunta provinciale (1) a realizzare lungo la strada delle Palade tra Lana e il passo, per poi proseguire fino a San felice, una pista ciclabile per chi sale verso il valico. Il tracciato deve correre lungo il lato a valle della strada attuale. Come modello si può prendere la pista ciclabile “Garda by bike”; (2) a coinvolgere i comuni dell’alta val di Non nello sviluppo di una strategia per il cicloturismo e a sostenerli in tal senso. L’obiettivo deve essere la realizzazione di un’opera unica nel suo genere. 
Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha annunciato sostegno alla mozione: in seguito a contatti con la popolazione e l’amministrazione locale, erano stati dati feedback positivi. La pista ciclabile darebbe maggiore sicurezza e sarebbe un’attrazione turistica per zone finora a bassa vocazione turistica. Unico neo sarebbero la difficoltà di realizzare l’opera e i costi elevati.
Hanspeter Staffler (Gruppo verde) ha ritenuto interessante la proposta, ribadendo però la difficoltà di realizzare una pista ciclabile su tutta la tratta. essa è già molto amata dai ciclisti, ma molto pericolosa. dal punto di vista tecnico e finanziario, si tratta di una sfida notevole.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiesto di lasciare aperta la definizione del lato su cui creare la pista (nella mozione era specificato il lato valle), in quanto ci sono alternative, quali per esempio tracciati agricoli. Bisogna considerare anche la scelta di asfalti speciali  e l’eventuale presenza di e-biker.
L’ass. Daniel Alfreider ha condiviso l’opinione di Knoll, rilevando che sono molti i ciclisti che usano le e-bike, ormai, seguendo la strada principale in assenza di alternative. La Provincia se ne occupa da qualche anno, cercando di sensibilizzare il Ministero anche a modificare il codice della strada: esso ha capito che le modifiche non necessarie. in Alto Adige si è cercato di definire, con gli ingegneri, l’aspetto di certi tratti stradali, in modo da aggiungere un tracciato per i ciclisti, ma è importante che questi non cambino lato e che non vadano contromano. Si cercherà di presentare una direttiva a breve: una novità in tutta Italia. Dove sarà possibile allargare la carreggiata lo si vuole fare, anche per evitare rallentamenti ai mezzi di trasporto pubblici. La mozione in questa forma non poteva essere accolta, ma il principio in essa contenuto era già preso in considerazione. Josef Unterholzner ha ribadito che la proposta rileva il suggerimento di molti ciclisti; egli stesso in quanto ciclista evita attualmente questa strada per le ragioni citate. Messa in votazione, la mozione è stata accolta con 16 voti favorevoli e 15 contrari.

Riccardo Dello Sbarba (Gruppo verde) ha quindi presentato la mozione n. 177/19: Neutralità climatica per l'amministrazione provinciale, con la quale chiedeva di impegnare la Giunta provinciale (1) a fare il bilancio dell’impatto ambientale ed energetico, in emissioni di Co2 equivalente, della Provincia, in tutte le sue attività amministrative ed operative, seguendo un metodo di calcolo trasparente, intelligibile e internazionalmente accreditato, ed a presentarlo al Consiglio provinciale entro la fine del 2022; (2) a presentare, unitamente al bilancio ambientale di cui al punto 1), un piano di risparmio energetico e ambientale da parte della Provincia, che riguardi tutte le sue attività amministrative ed operative, calcolato in emissioni di Co2 equivalenti; (3) a presentare, unitamente al bilancio ambientale di cui al punto 1), un piano di compensazione delle emissioni residue dopo l’applicazione del piano di risparmio di cui al punto 2), indicando iniziative e progetti in applicazione dei principi della neutralità climatica. Riferendosi alla presentazione del Piano climatico da parte della Giunta, avvenuta ieri in aula, Dello Sbarba ha rilevato che si tratta ora della concreta attuazione dello stesso, evidenziando la velocità con cui si sta verificando il cambiamento climatico. Ognuno deve cominciare da sé, e in primis l’amministrazione provinciale nel complesso delle sue attività finanziate da un bilancio di 6 mld €: gli obiettivi temporali previsti nel Piano presentato ieri non bastano. ci vuole per esempio una serie analisi dei contributi dati a livello provinciale, verificando se sono positivi o negativi per il clima. Il consigliere ha ricordato che entro il 2050 bisogna arrivare alle emissioni zero.
Paul Köllensperger (Team K) ha fatto riferimento alle “belle parole di ieri”, considerando le quali la Giunta non avrebbe potuto certo respingere la mozione, così come aveva fatto respingendo la proposta del suo gruppo di controllare le emissioni di CO2 delle leggi prima di approvarle. È necessario sostenere certe proposte anche se arrivano da parte politica diversa da quella della maggioranza.
Brigitte Foppa (Gruppo verde), cofirmataria, ha evidenziato che quando i giovani di Fridays for future erano in piazza molti colleghi consiglieri si erano dati da fare per sostenerli: cosa direbbero questi giovani se ora fossero in aula, vedendo il livello di interesse? Il tema è importante e va affrontato. Manca ancora un piano chiaro per la riduzione delle emissioni di CO2: è necessaria una programmazione seria, anche in collaborazione con l’opposizione.
L’ass. Giuliano Vettorato ha evidenziato che ieri era aveva presentato una proposta con macro-obiettivi, non aveva  annunciato però l’intenzione di promuovere incontri tecnici con i consiglieri per raffinare il documento e confrontarsi punto su punto, per arrivare a un documento condiviso. ha chiesto quindi di sospendere questa mozione e la successiva (424/21), condividendo la richiesta che la provincia dia l’esempio, a partire dal dispendio energetico nel riscaldamento dei propri edifici e dalla gestione del parco auto. Riguardo alla mozione in esame e i punti in essa contenuti, l’energy manager della Provincia, dott. Bedin, ha già delle proposte precise; esiste anche un tavolo per la qualità dell’aria, forse ci sono lacune sulla comunicazione dei dati ai consiglieri, e a questo mira proprio il processo di condivisione annunciato ieri. Riccardo Dello Sbarba ha chiarito che si chiedeva intanto un check up dell’impronta ecologica della Provincia sull’ambiente, per capire da dove si parte: quando si parla di emissioni pro capite di CO2, si fa una media che spalma su tutti i cittadini anche le forti emissioni di grossi blocchi responsabili della maggior parte delle emissioni. Serve inoltre un piano organico. Il Piano clima non può essere usato per dire che tutto è già previsto o vi sarà inserito. Messa in votazione, la mozione è stata respinta con 15 voti favorevoli e 15 contrari.

I lavori del plenum riprendono alle 14.30.

(MC)