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Cunsëi | 30.06.2021 | 16:16

Lavori Consiglio: dibattito sulle relazioni della commissione d’inchiesta mascherine - 2

Conclusa la discussione sulle relazioni della commissione d’inchiesta. Gli interventi dei conss. Nicolini, Repetto, Unterholzner, Urzì, Locher, Leiter Reber, F. Ploner, Lanz, Amhof, Vettori, la replica degli ass. Schuler e Widmann.

È ripreso nel pomeriggio, in Consiglio provinciale, il dibattito sulle relazioni di maggioranza e minoranza della Commissione d’inchiesta sui dispositivi di protezione individuale nell'Azienda sanitaria dell’Alto Adige.

Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha ringraziato il presidente della commissione per il suo lavoro di analisi, veritá e trasparenza: la relazione avrebbe dovuto essere letta da ogni cittadino dell’Alto Adige per farsi un’idea della situazione e dello stato di oppressione verso i dipendenti, nonché del’impunitá che regnava, mentre si allontanano persone che fanno il proprio dovere. Egli si sarebbe aspettato un lavoro al di lá delle parti, in commissione, ma la maggioranza aveva usato una chiara chiave difensiva giustificando ogni errore con lo stato d’emergenza. Errori e scandali c’erano stati ovunque, a livello nahionale e internazionale, e probabilmente all’inizio c’era stata un’ansia di prestazione della politica locale, per smarcarsi da quella mnazionale far vedere che qui le cose funzionavano meglio, ma quando le cose erano andate male, come un po’ dappertutto, si era cercato di individuare il colpevole altrove - Protezione civile, INAIL -, senza fare autocritica. ISul refrain relativo ai “sacchi delle immondizie” c’era da dire che qualche sacco si era visto anche in provincia, come testimoniato da alcuni, e che dove erano stati utilizzati questi mezzi l’aggressivitá della pandemia era più grave che qui, e che l’assessore della relativa regione si era dimesso. Questo non accadrá qui, perché era emerso un sistema che stava poco attento alle regole ma molto attento a sopravvivere, nascondendo la polvere sotto al tappeto. I fatti dicevano che si era speso tantissimo per l’emergenza pandemica, molto di più delle altre regioni nonostante un livello pandemico pari al resto del nord Italia, uscendo per ultimi dall’emergenza: c’era quindi qualcosa che non andava: egli si augurava un rigurgito di moralitá  e provvedimenti anche drastici per mettere mano alla situazione. Tanti punti sono ancora oscuri, in particolare al pagamento di 9 e 25 milioni, “e io spero che ci sia la massima trasparenza, che all’inizio non c’è stata”, ha detto il consigliere, riferendosi alle omissioni sui difetti del materiale. L’unica persona che aveva pagato era una dipendente apparsa in commissione, che voleva fare le cose come avrebbero dovuto essere fatte, facendo risparmiare anche tanti soldi, ma che poi era l'unica ad averci rimesso. La saniTá era stata gestita in maniera non efficiente, con forte ingerenza della politica come nel caso dei primariati e relativo ricorso, ma la relazione doveva fare almeno capire all’opinione pubblica che non si poteva continuare così.

Ringraziando il presidente, la segretaria e lo staff che avevano lavorato in maniera molto proficua, Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha rilevato che la sanitáàmondiale si era trovata impreparata davanti a una pandemia di tali dimensioni, nonostante nel 2005 un documento specifico del Ministero degli Esteri USA paventasse un tale rischio. L’OMS non era pronto, e a cascata le altre istituzioni fino alla sanità locale. Il 31 gennaio 2020 era stata dichiarata l’emergenza sanitaria, a fine febbraio erano scoppiati i casi Val Gardena e terlano, a marzo la situazione era già precipitata, con la ricerca spasmodica del materiale, cui era seguito il primo ordine alla Oberalp. Quello che meravigliava era però il secondo ordine: in un’intervista a salto.bz, Oberrauch diceva che l’anticipo dei 25 milioni per il secondo ordine gli era stato chiesto da Zerzer, Widmann, Kompatscher ecc., ma nella relazione di maggioranza non c’era nemmeno un riferimento al secondo ordine. Oberrauch risultava certo che gli sarebbero ritornati, e bisognava capire come e perché: Repetto ne ha chiesto conto alla Giunta, aggiungendo che la conclusione della commissione d’inchiesta da un lato evidenziava che la pandemia aveva sorpreso tutti, dall’alto evidenziava la necessità di maggiore coordinamento nella sanità, da parte di tutti i comprensori sanitari, bisognava riflettere sul fatto che situazioni d’emergenza necessitavano di una regia. Bisognava insomma trarre da questa situazione drammatica un insegnamento; egli non chiedeva le dimissioni di nessuno, ma di riflettere su come risolvere eventuali situazioni future di emergenza, oltre che di conoscere la veritá sul secondo ordine.

Josef Unterholzner (Enzian) ha fatto riferimento al “nocciolo della questione”, vale a dire la comunicazione: quando si era comunicato, come si era comunicato  cosa era stato comunicato? Se ci fosse stata comunicazione trasparente e onesta, a tempo debito e in modo completo, ci si sarebbe risparmiati tutto il lavoro della commissione d’inchiesta. Invece il 29 o 30 marzo, quando era venuta a galla la situazione tramite i media, la comunicazione era stata gestita male. Nel calcio, se una squadra perde, si cambia il CT. Nelle audizioni in commissione, la comunicazione era stata criticata da tutti: bisognerebbe accettare una cultura degli errori e imparare dagli sbagli; ci si sarebbe potuto risparmiare tutto questo se Zerzer, Widmann e Kompatscher, che avrebbe dovuto occuparsi di tutto in prima persona, si fossero assunti le proprie responsabilità. La politica dove vaimparare la cultura degli errori dall’economia, e se si fosse cominciato a sospendere le persone coinvolte si sarebbe dovuto cominciare proprio dai tre citati.
Alessandro Urzì (Fratelli d’Italia) ha ricordato che aveva deciso di non partecipare ai lavori della commissione, e chiarito che un’inchiesta politica aveva ragione di esistere solo quando non c’era un’inchiesta giudiziaria, e se ne voleva provocare una. In questo caso, invece, si era aspettata un’iniziativa della magistratura, per poi avviare una commissione d’inchiesta politica sullo stesso tema, che si sarebbe inevitabilmente arenata nelle sabbie mobili di quella giudiziaria. La commissione d’inchiesta non sarebbe stata nemmeno necessaria per pronunciare la sentenza sulla gestione dell’emergenza che le opposizioni avevano già espresso in maniera nitida e precisa. Egli ha comunque apprezzato lo sforzo del presidente della commissione, che avea dimostrato di essere equo e di lavorare con metodo e rispetto, e dei componenti dell’organo, invitando però a darsi una regola per il futuro: le forze dell’opposizione avrebbero dovuto aprire il palazzo come una scatoletta di tonno e provocare le inchieste della magistratura dove ce ne fosse stata effettivamente nbecessitá. Il giudizio supremo sarebbe stato quello della magistratura, ma non era necessaria un’analisi così puntuale per matura un giudizio politico sulla carenza della gestione dell’emergenza da parte della maggioranza, anche per via di un atteggiamento presuntuoso. Oberrauch ave va detto che riteneva che per l’accordo bastasse una stretta di mano: questo succedeva anche in Sicilia. Bisogna però riflettere sul regolamento, perché se esso permette alla maggioranza di prevalere, e la minoranza esprimerà un parere politico che non è altro che quello espresso in corso di legislatura. Egli non aveva cambiato idea sulla presunzione con cui il Consiglio, e la maggioranza in particolare, aveva operato in emergenza, con la legge dell’8 maggio 2020 che aveva indicato una strada generatrice di una serie di atteggiamenti e sfide istituzionali, che tutt’altro obiettivo avevano tranne che la gestione dell’emergenza.
Franz Locher (SVP) si è stupito di quanti consiglieri pretendessero di sapere di più di coloro che avevano partecipato alle 80 audizioni della commissione. L’Associazione imprenditori era stata pregata di dare una mano, e questa aveva chiesto tra i suoi componenti chi poteva farlo. In commissione l’atteggiamento era stato collegiale, e andava detto che dei 16 componenti della minoranza solo 11 avevano votato a favore della relativa relazione. La virologa di Innsbruck audita, aveva detto che le mascherine erano state suddivise e utilizzate anche per altri ambiti, e andava ricordato che si trattava di proteggere le persone. Impossibile sarebbe stato anticpüare i soldi per un prodotto che non era ancora disponibile, e l'ordine era stato fatto in modo chiaro e pulito. La stessa Dekra aveva detto che non si sapeva quanto una mascherina poteva tuteölare da un virus, si sapeva solo che era un vantaggio. La sig.ra Pechlaner avea detto che il materiale era stato suddiviso, e quello ritenuto buono utilizzato per il personale sanitario, e andava ricordato che non c’era altra scelta, il tutto mentre in altre zone non si faceva niente. A chi chiedeva le dimissioni dell’ass. Widmann andava ricordato quanto era stato fatto per concentrare il sistema sulla gestione di coronavirus, in una situazione molto complicata e difficile, in particolare all’inizio, dopo il carnevale. Dalle audizioni era emerso che era anche rientrato personale in pensionamento, questo era positivo ma non si diceva mai. L’opposizione cercava di approfittare della situazione, ma non era il caso di cgiedere le dimisisoni dell’assessroe competente, che in questa situazione si era comportato nel migliore modo possibile, come dimostra il confronto con altri Paesi. Il rimprovero di non aver coinvolto i comprensori non era corretto, perché essi avevano il compito di attrezzarsi da sé per simili situazioni; molte cose erano state fatte bene e in modo positivo, per il bene della popolazione.

Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha detto di sentirsi preso in giro, anche dalle parole della maggioranza. la commissione d’inchiesta aveva lavorato per un anno, ed era emerso in primis un problema: non  il fatto che le mascherine non corrispondessero agli standard, perché questo accadeva in tutta Europa, ma che di questo non si era informato il personale, il quale perciò non aveva attuato le accortezze necessarie, per esempio nel contatto con i famigliari tornando a casa. Si era inoltre cercato di nascondere tutto, mettendo il bavaglio ai dipendenti. Un altro problema erano stati gli errori nell’ambito dell’ordine, avvenuto senza contattare l’agenzia per gli acquisti e seguendo una via del tutto particolare; proprio questo tipo di politica, caratterizzata da arroganza, è ciò che si deve cambiare in Alto Adige. Arroganza hanno dimostrato anche i componenti della Giunta che senza avvisare non si sono presentati alla commissione che li aspettava. La relazione di maggioranza è solo “un po’” sincera, ma se si è sinceri bisogna esserlo del tutto  sposando anche la cultura dell’ammettere l’errore e dell’assunzione di responsabilità. La situazione è così perché i grandi media lasciano in pace la maggioranza, come dimostrano i pochi comunicati dell’opposizione pubblicati. È incredibile che ancora ora si dica che è andato tutto bene, nonostante i 7 milioni di € pubblici andati in fumo, che sarebbero stati piú di 30 se si fosse pagato tutto: e ancora si dice “altrimenti avremmo dovuto indossare i sacchi delle immondizie!”, senza considerare che non vi si è ricorsi nemmeno se l’ordine più grande è rimasto in Cina. Fare finta di niente, con il silenzio dei media, era il tipico sistema dell’Alto Adige.

Franz Ploner (Team K) ha ringraziato tutti i colleghi di maggioranza e minoranza per il loro impegno, il vicepres. Locher e in particolare Brigitte Foppa, che lo aveva molto sostenuto, nonché il segretario generale Zelger, il team dell’Ufficio legale e tutti coloro che avevano lavorato nel background, dai tecnici alle interpreti a coloro che avevano trascritto i verbali di oltre 1000 pagine. Ha ringraziato anche il servizio stampa per la gestione del rapporto con i media. Nonostante le visioni diverse, l’istituzione stessa della commissione era stato un messaggio importante per la popolazione. COme commissione d’inchiesta, non si era inteso di sostituirsi ai giudici, ma si era cercato di lavorare cercando chiarezza; c’erano stati momenti di scoraggiamento,  in particolare quando non si erano ricevuti tutti i documenti richiesti. Tutti fanno errori, e da questi bisognerebbe imparare, per questo era necessario ammettere, anche perché la crisi non era ancora passata: era opportuno usare l’estate per individuare indicazioni comuni per i cittadini e le cittadine, dimostrando di aver imparato dal passato. Ci si trovava davanti a grandi sfide ed era importante che tutti dessero il loro contributo. Ploner ha ringraziato infine per essere stato eletto presidente della commissione, “e spero di non avervi deluso”.

Gerhard Lanz (EVP) si è stupito dell’appello alla collaborazione, arrivato dopo la richiesta di dimissioni. La prima fornitura si era dimostrata corretta, quindi perché era stata chiesta la commissione d’inchiesta? I colleghi sapevano forse qualcosa di più, o speravano che fossero stati fatti errori? era giusto in quel momento dell'emergenza mettersi a discutere se tutto era stato fatto giusto, o si voleva solo trovare un problema? Si chiedeva chiarezza, e poi si citava una persona messa sotto pressione, la quale peró non era in grado di far riferimento a una data precisa relativamente alla mail con il parere sulla qualità e, contrariamente a quanto detto, non aveva a che fare con una stazione Covid. Fermarsi a riflettere era opportuno, ma non quando le strutture era giá al limite: lì bisognava dare una mano, e solo dopo discutere delle tematiche, e in modo corretto, non con intenti vendicativi. per un  anno e mezzo ogni singola misura era stata solo criticata, per cercare solo dopo un modo per migliorare la situazione. La commissione d’inchiesta era stato solo questo, una messa in scena. In quanto ai sacchi della spazzatura, l’ass. Widmann a dire che si era dovuto fare qualcosa altrimenti ci sarebbe trovati come in Lombardia, ed era lì che si era ricorsi a quelli, ma in commissione d’inchiesta nessuno della SVP aveva parlato di tali sacchi, lo aveva fatto il giornalista Franceschini.
Magdalena Amhof (SVP) ha ricordato quando le era stato chiesto di aiutare nella ricerca di mascherine protettive, di cui le istituzioni erano ormai prive. anche la sua famiglia era stata contattata dall’Ospedale di San Candido per recuperare mascherine, al quale scopo erano state contattate anche le scuole professionali: questa era la situazione, ed erano stati organizzati anche gli scaldacollo. La situazione era drammatica e ancora non si conosceva bene la patologia, ma si era fatto di tutto per tutelare le persone. Come detto da lanz, c’era stato un enorme incendio, di cui si era cercato di avere controllo, spegnendo i vari focolai., e ora che tutto era sotto controllo si facevano accuse sterili. La maggioranza non aveva nulla da nascondere: ovunque la situazione era stata così, e ovunque ora si cercava un colpevole. Si era lavorato con repsonsbailitá, anche contattando Assoimprenditori, e andava considerato che la pandemia non era ancora superata, anche per via della variante Delta: chiedere ora le dimissioni era irresponsabile.

Carlo Vettori (Forza Italia Alto Adige Südtirol) ha sostenuto che si arrivava oggi al culmine di un braccio di ferro tra maggioranza e opposizione, al quale aveva fatto il possibile per screditare un lavoro che nessuno avrebbe potuto far meglio. Da un lato non si risparmiavano accuse, dall’altro si chiedeva di collaborare; la commissione d’inchiesta valeva zero per quanto operato, in quanto chi aveva il boccino in mano era solo la Procura, e le conclusioni della commissione potevano sembrare la forzatura per influenzare i cittadini, a volte addirittura ringraziati in diretta. Il “pubblico a casa” era stato informato con una costante fuoriuscita di notizie, con la stampa ben aggiornata sui lavori ancora prima dei consiglieri non presenti in commissione: il teatrino tra maggioranza e opposizione era inutile perché alla fine chi ci aveva messo la faccia era la Giunta, insieme ai tecnici che avevano lavorato in ospedale e nelle postazioni di primo intervento. Andava quindi rimarcata la solidarietá a chi ci aveva messo la faccia, nell’ambito di una situazione che aveva cambiato modo di vedere il mondo e prioritá politiche.

L’ass. Arnold Schuler ha ricordato che si era sempre cercato di prendere decisioni tenendo conto della situazione e delle conoscenze del momento. Nessuno aveva messo in conto una pandemia del genere, e non solo l’Alto Adige si era trovato in una situazione di carenza di dispositivi di sicurezza; c’era stata una corsa alle poche mascherine disponibili, la stessa scienza aveva dovuto imparare sul campo, spesso modificando le raccomandazioni; la prospettiva di oggi era ben diversa da quella di un anno prima. Ci si chiedeva se non sarebbe stato meglio affidare alla Protezione civile questi acquisti: andava qui chiarito che la fornitura dei dpi in un contesto della pandemia sarebbe compito dello Stato, e la Provincia per agire aveva avuto bisogno di un parere della protezione civile nazionale. di conseguenza, era irrilevante chi aveva fatto l’acquisto - se Azienda sanitaria, protezione civile altri - perché le regole da rispettare erano uguali per tutti.

L’ass. Thomas Widmann ha evidenziato che le prioritá erano proteggere i collaboratori ed evitare che il sistema sanitario crollasse. Erano state adottate decisioni tecniche, molto velocemente, e gli obiettivi citati erano stati raggiunti: basti ricordare quello che avveniva a Bergamo. Questo nonostante l’Alto Adige fosse  al terzo posto per la diffusione della pandemia dopo Cina e Bergamo.Era incomprensibile come Ploner attaccasse il suo ex alunno Kaufmann. La commissione d’inchiesta accusava persone che avevano lavorato 24h su 24 sotto enorme pressione; il materiale era stato valutato insieme a Innsbruck e ritenuto utilizzabile, l’INAIl valutava documenti, non mascherine. C’era un’emergenza totale, l’alternativa era restare senza dpi, e per fortuna persone avevano agito con responsbailitá e coraggio, grazie a loro non c’era stato il crollo degli ospedali. In base a un esame interno, risultava che grazie a queste mascherine dentro gli ospedali i contagi si erano ridotti di molto. Andava ricordata la situazione reale, e considerato che si sono raggiunti tutti gli obiettivi evitando il crollo del sistema, rientrando nella media europea; col senno di poi era sempre facile criticare, e nello stesso tempo non fare nemmeno un’unica proposta di ció che si sarebbe potuto fare meglio. Widmann si è detto fiero del settore sanitario e di quanto avevano raggiunto i suoi operatori.

La seduta prosegue con l’esame delle proposte delle opposizioni.

 

 

(MC)