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Cunsëi | 13.05.2021 | 13:24

Lavori Consiglio: Videosorveglianza IPES, origine dei prodotti alimentari di origine animale- CON VIDEO

Mozioni di Fratelli d’Italia e Gruppo Verde/SVP.

Mozioni di Fratelli d’Italia e Gruppo Verde/SVP.

IMM Seduta del Consiglio Provinciale del 13.05.2021 - GNews

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Nell’ambito della seduta di questa mattina del Consiglio provinciale, Alessandro Urzì (Fratelli d’Italia) ha presentato la mozione n. 436/21: L'Ipes installi un servizio di videosorveglianza negli edifici soggetti a ripetuti atti vandalici, con la quale, riferendo che da aprile l’IPES, nell’ambito di un progetto pilota, aveva attivato in alcuni condomini di Bolzano e di Sinigo (Merano) un servizio di sorveglianza affidato a un istituto privato, con controlli una o due volte la settimana, di sera, sia nei garage dove avevano avuto luogo ripetuti atti vandalici che in cortili e pertinenze degli edifici, aggiungeva che lo stesso IPES starebbe valutando, a seguito di numerosi atti vandalici, l’installazione negli stessi edifici di un servizio di videosorveglianza, il cui costo sarebbe però a carico dell’inquilinato, chiedeva di impegnare la Giunta provinciale a prevedere l’installazione di opportuni sistemi di videosorveglianza senza ulteriori costi a carico degli inquilini in tutti gli edifici e i garage di proprietà dell’Ipes dove ciò risulti dettato da motivi di sicurezza e di contenimento di danni da vandalismi poi addebitati agli incolpevoli residenti. “Anche se i vandalismi riguardano solo certi condomini, è l’IPES che si deve fare carico di spese che vanno a tutela di un patrimonio collettivo”, ha chiarito Urzì.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha detto che il suo gruppo non avrebbe votato a favore della mozione. È vero che addebitare i costi ai residenti è un problema, ma non basta installare delle videocamere, servirebbe anche un apparato di sicurezza pronto a intervenire. Ha quindi criticato la tendenza ad aumentare la videosorveglianza, che fa perdere la libertá ai cittadini.
Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde), sostenendo di essere scettico sulle telecamere, ha rilevato però che la mozione non trattava il tema se installarle o meno, bensì la spettanza dei costi su una decisione già presa. Secondo lui, dovrebbe pagare l’IPES, perché si tratta della tutela del suo patrimonio.
Rita Mattei (Lega Salvini Alto Adige Südtirol) ha chiarito che la Lega ha a cuore il problema della sicurezza,e proprio per questo insieme alla presidente dell’IPES è stato messo in atto il servizio di vigilanza. Il problema di vandalismo non riguarda solo Sinigo ma anche alti condomini, e il servizio di videosorveglianza era stato giá installato in alcuni condomini, a pagamento: non si possono, ora,  fare differenze. Si tratta di un costo che sarebbe di circa 30/50 € annuali a famiglia. Mattei ha quindi proposto un confronto con l’assessora competente e la presidente dell’IPES, e chiesto di ritirare la mozione.
Alessandro Urzì (Fratelli d’Italia) ha accolto la proposta e sospeso la mozione.
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha ritenuto inusuale che si chiudesse così la discussione: anche lui avrebbe voluto intervenire; Urzì ha risposto che spettava al presentatore decidere.

Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha quindi presentato la mozione n. 435/21: Indicare i prodotti di origine animale nei menù delle mense (emendata),  con la quale ricordava che lo scandalo del giugno 2020 attorno al focolaio di Covid-19 nel mattatoio Tönnies nel Nordreno-Vestfalia in Germania, la cui carne arriva anche in provincia per essere trasformata in speck Alto Adige IGP, aveva mostrato quali possano essere le pessime condizioni di lavoro e di vita delle persone e degli animali in quei luoghi, cosa che per molte altoatesine e molti altoatesini era stata una notizia sconvolgente, in quanto sino ad oggi molti ritenevano, che la carne comprata in Alto Adige provenisse da animali allevati e macellati nel nostro territorio. Questo perché i certificati di qualità dei prodotti animali danno un falso senso di sicurezza, mentre per molte persone è sempre più importante sapere ciò che consumano, e chiedono trasparenza per quanto riguarda la provenienza degli alimenti, il che è anche un vantaggio per le aziende che puntano sulla trasparenza e dichiarano apertamente la provenienza dei loro prodotti animali. Il piano d'azione nazionale sul Green Public Procurement (GPP), aggiungeva la consigliera, prevede il rispetto dei criteri ambientali minimi (CAM), e attualmente l’Italia è l'unico Stato membro dell'Unione europea che ha introdotto il GPP obbligatorio. Un'altra norma importante in materia è il regolamento di esecuzione (UE) n. 1337/2013 che prevede l’obbligo di indicare con una etichetta il Paese di origine o di macellazione per la carne suina, ovina, caprina o di volatili destinata alla vendita: dichiarare la provenienza dei prodotti di origine animale che sono impiegati nelle mense pubbliche è un primo passo in questa direzione, e in questo contesto la ristorazione collettiva svolge un ruolo molto importante, perché frequentate con regolarità dalle stesse persone, che spesso per via della loro età o del loro stato di salute hanno anche esigenze particolari, come bambini, anziani, persone malate o non autosufficienti ecc. Del principio per cui è obbligatorio indicare la provenienza trae vantaggio anche e soprattutto l’agricoltura locale. Nella parte deliberante, emendata con la firma dei proponenti del Gruppo Verde insieme a quella di Manfred Vallazza, Josef Noggler, Franz Locher (SVP), Foppa chiedeva di impegnare la Giunta “ad adoperarsi affinché (1) sia resa obbligatoria l’indicazione dell’origine per le seguenti categorie di prodotti offerti in tutti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, al fine di garantirne la tracciabilità: prodotti a base di carne: prosciutto, Speck, fettine di carne pronte, salami e insaccati (indicazione del principale ingrediente, presente in una percentuale superiore al 50%); prodotti a base di latte: latte, burro, ricotta, formaggi, altri prodotti in cui il latte è l’ingrediente principale (in percentuale superiore al 50%); uova e prodotti a base di uova; frutta e verdura, succhi; (2)  l'origine degli ingredienti sia indicata nei menù o resa nota mediante avvisi o fogli informativi, precisata tra parentesi accanto all'ingrediente principale nell’elenco degli ingredienti ovvero immediatamente vicino: nel caso delle uova, deve essere indicato anche il metodo di allevamento; (3) il rispetto della disposizione sull'indicazione dell’origine dei prodotti alimentari sia verificato nel corso dei controlli d'igiene; (4) nei bandi pubblici “l’assenza di organismi geneticamente modificati” sia un criterio vincolante per i generi alimentari; (5) l'indicazione obbligatoria dell'origine dei prodotti alimentari in tutti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande sia attuata entro il 2021; (6) le organizzazioni turistiche e l’IDM sostengano tutti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande nell’indicazione dell’origine dei prodotti alimentari.
Manfred Vallazza (SVP) ha evidenziato che può capitare, anche se non l’avrebbe mai immaginato, che i Verdi collaborino con gli agricoltori. Ha quindi ringraziato per l'accoglimento del suo emendamento, evidenziando che la proposta è un grande passo di qualitá per tutto l’alto Adige, un grande vantaggio sia per consumatori che per produttori. È importante sapere cosa si trova nel proprio piatto, non solo per quanto riguarda la carne, ma anche per uova, latte e altri prodotti. Anche i turisti, se sanno da dove vengono i prodotti, preferiscono acquistare quelli locali, il che è un vantaggio per i produttori, che avranno la possibilitá di aumentare leggermente i prezzi per dare valore all’agricoltura ed evitare il sottocosto. In questo modo, sempre più contadini di montagna potranno restare nei loro masi.
Helmut Tauber (SVP) ha segnalato che il tema riguarda tutta l'Europa, e ricordato a questo proposito che oggi era stato premiato un testo che parlava proprio di una colazione con l’Europa. Ha evidenziato l’importanza di regionalità, tracciabilità,  piccoli circuiti e sostenibilitá, sottolineando che il turismo aveva giá fatto molto e ancora si impegnava. Tuttavia, tutta la burocrazia connessa, per esempio riguardo alla stesura delle liste,era un problema: basti pensare a cosa questo comporta per un menù con diverse portate.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha ritenuto che il consumatore dovesse sapere che prodotti consuma, ma ha anche condiviso i rilievi sulla burocrazia. Ha rilevato anche, in merito alla tracciabilitá, che un bovino del tirolo sarebbe di provenienza più vicina ma risulterebbe proveniente dall'estero; ha chiesto poi come comportarsi nel caso di una torta fatta per metá con uova acquistate in negozio e per metá in fattoria, e chiesto infine di votare per parti separate. 
Peter Faistnauer (Team K) ha condiviso i punti della parte dispositiva, ricordando una sua proposta di contenuto simile. Ha poi affrontato il tema dei controlli, riferendo che è molto difficile applicare la norma sugli allergeni; in quanto alle indicazioni di provenienza, non sono d’obbligo per prodotti di carne come salsicce, salumi eccetera. Anche introducendo l’obbligo, sará difficile controllare e attuare, nel caso di acquisti da fuori regione. Importante sarebbe acquistare prodotti dei masi locali.
Franz Locher (SVP), cofirmatario dell’emendamento, ha ritenuto che fosse importante garantire il benessere animale anche nei trasporti, ma anche avere derrate alimentari a sufficienza. Le gare per le mense scolastiche avevano impedito di ricorrere a fornitori locali perché il prezzo era determinante, ecco perché si era fatto un passo indietro, a fronte di carne provenienti dall'Est, dove non si conosce come vengono nutriti gli animali. L'etichettatura obbligatoria è quindi un passo avanti.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha ritenuto che del tema si fosse parlato spesso, e sottolineato l’importanza di garantire la regionalitá. Tuttavia, andava detto che il grosso delle derrate alimentari vengono acquistate all’ingrosso. Giusto è indicare la provenienza degli ingredienti principali, senza introdurre una disciplina così dettagliata, tuttavia se una certa burocrazia è chiesta ai contadini, non la si può respingere nel settore ricettivo.
Josef Unterholzner (Enzian) ha ritenuto il punto (2) una “catastrofe burocratica”, che comportava un impegno che non andava sottovalutato. Bisognerebbe invece ridurre la burocrazia. Egli condivideva l’obiettivo, purché fosse attuabile. Ha chiesto quindi di stralciare il punto (2).
L’ass. Arnold Schuler ha evidenziato che vanno considerate da un lato la produzione agricola, dall’altro l’applicazione della misura, che riguarda soprattutto le aziende. Nella produzione regionale c’è un’enorme possibiitá per agricoltura e turismo, ma su alcuni prodotti non si è competitivi con altri Paesi. Nel trend della regionalitá c’è una grande chance, ma bisogna essere realisti: molti prodotti sono di nicchia. In italia c’è giá l’obbligo di introdurre l'indicazione di provenienza dei prodotti, qui si fa un passo avanti nel settore ricettivo. Si consideri però che anche lo yogurt locale può utilizzare in parte latte tirolese. Una possibilitá diversa ed efficace sarebbero gli accordi diretti tra contadini e alberghi.  In quanto al non utilizzo di OGM, questo è quasi impossibile, e l’OGM verde aiuta anche ad allontanarsi dai fitofarmaci. Egli ha quindi proposto lo stralcio del relativo comma.
Gerhard Lanz (SVP) ha evidenziato che oltre ai diritti e agli obblighi bisognerebbe introdurre anche la responsabilitá, ovvero responsabilità di offrire prodotti che corrispondono alla qualitá dichiarata. La trasparenza di per sé può non essere sufficiente, ci vogliono responsabilitá e fiducia, e bisognerebbe permettere di agire su base volontaria. Bisogna stare attenti a una disciplina troppo dettagliata.Il presidente della Provincia Arno Kompatscher, rilevando diffuso accordo nel vedere una grande chance nell'utilizzo e consumo di prodotti regionali, dal punto di vista dell’ecologia e dell’economia, con il rafforzamento dei circuiti locali, ha aggiunto che però questo deve essere attuabile. La mozione va sostenuta affinché sia presa sul serio, senza soffermarsi su cavilli, interpretandola come indicazione su come agire. Obiettivo è dare fiducia al consumatore, non si vuole un mostro burocratico. Brigitte Foppa, ringraziando i colleghi della SVP per la collaborazione,  ha annunciato lo stralcio del punto (4) e la sostituzione al punto 5 della cifra 21 con la cifra 22. Come ha detto Kompatscher, ha aggiunto, si tratta di  avviare un processo, e di questo viene incaricata la Giunta provinciale: esso rientra negli obiettivi di sostenibilitá spesso evocati. In quanto ai dettagli citati da Tauber, ne era consapevole, ma l'esempio della Svizzera indica come è possibile agire, indicando la provenienza degli alimenti principali. Sicuramente ci saranno polemiche, ma sapere da dove viene quello che si mangia dà un grande contributo alla salute e alle aziende agricole produttrici. La mozione è stata messa in votazione per punti separati: respinte le premesse con 11 sì, 14 no e 6 astensioni, la parte deliberante (emendata) senza il punto (4) è stata approvata a maggioranza, con  1 no e 3 astensioni.

È stata poi avviata la discussione della mozione n. 438/21: Mediocredito Trentino-Alto Adige nell’era post Covid: mantenere le quote e farne un punto di riferimento per il finanziamento delle aziende altoatesine, di Paul Köllensperger (Team K), che proseguirà nel pomeriggio.

(MC)