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Cunsëi | 26.11.2020 | 17:11

Lavori Consiglio: Contributi in conto capitale, flusso di informazioni dalla Giunta al plenum - CON VIDEO

Mozioni della maggioranza. La seduta di oggi è conclusa.

La seduta si è svolta in parte in presenza, in parte in videoconferenza. (Foto GNews)ZoomansichtLa seduta si è svolta in parte in presenza, in parte in videoconferenza. (Foto GNews)

RIPRESE VIDEO  - GNews
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FOTO: https://www.flickr.com/photos/190091852@N05/albums (Consiglio/Werth)

Con la mozione n. 354/20: Contributi in conto capitale nel secondo lockdown (SVP-Die Freiheitlichen-Alto Adige Autonomia - Lega Salvini Alto Adige Südtirol),presentata da Gerhard Lanz (SVP), si evidenziava che la legge provinciale 16 aprile 2020, n. 3, stabiliva che “in caso di eventi eccezionali determinanti un grave turbamento dell’economia, o di crisi finanziarie, nonché in situazioni emergenziali dovute a eventi eccezionali con effetti sul sistema economico provinciale, statale o internazionale, la Giunta provinciale è autorizzata a concedere agli operatori economici prestiti agevolati, sovvenzioni, contributi, sussidi, contributi in conto interessi e ausili finanziari e l’attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere al fine di integrare la loro liquidità e mantenere i livelli occupazionali”, e che sulla base della legge in primavera molte aziende altoatesine hanno richiesto un contributo in conto capitale, che nel frattempo hanno anche ricevuto. Il presupposto per ottenerlo era una contrazione del fatturato pari al 20% nel 2020. Grazie a un forte impegno personale (straordinari, nuove assunzioni ecc.) alcune aziende erano riuscite a mantenere invariati i livelli di fatturato e di conseguenza dovrebbero restituire il contributo.Ora però bisognava affrontare il secondo lockdown, i cui sviluppi e le cui ripercussioni non erano ancora prevedibili, nemmeno per le aziende che finora erano riuscite a evitare il calo del loro fatturato annuo. Il rimborso dei contributi in conto capitale per loro avrebbe potuto essere prematuro visto che nella situazione attuale non riuscivano a valutare lo sviluppo finanziario e le possibili conseguenze. Pertanto, si chiedeva di incaricare la Giunta (1) di verificare la possibilità per le aziende di non dover restituire i contributi già ottenuti e di attendere gli sviluppi e le conseguenze dell’attuale secondo lockdown onde evitare di ritrovarsi ora in difficoltà finanziarie e (2) di emanare una disposizione valida per l’intero territorio provinciale con la quale si stabilisca che tutte le aziende che hanno dovuto sospendere la loro attività in seguito alle disposizioni provinciali ricevono un contributo a fondo perduto pari ad almeno quanto previsto dai decreti statali “Ristori” e “Ristori bis”. “C’è bisogno di un mix di approcci e di misure”, ha detto il consigliere, “valutando la possibilitá di intervenire a livello locale soprattutto per aiutare i settori esclusi. Molte attivitá non rientrano nei codici Ateco per via di attività diversificate e aggiuntive”. In quanto ai firmatari della mozione, Lanz si è rammaricato di non aver parlato con tutti, ha però ringraziato chiunque volesse appoggiare la mozione.
Jasmin Ladurner (SVP), co-firmataria,  ha rilevato il contributo dato dalle piccole imprese al benessere altoatesino, e il loro impegno negli ultimi mesi. Sicuramente servono sostegni anche per i prossimi mesi, anche a fronte dei limiti alle attività invernali. La consigliera ha invitato a sostenere i negozi locali, i quali pure offrono acquisti online, in modo da garantirne l’esistenza. 
Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha ricordato che nei colloqui informali di aprile e anche nella 3a commissione, egli aveva sottolineato che la misura del 20% avrebbe potuto mettere in difficoltà gli imprenditori, perché essi miravano a recuperare il fatturato. Egli stesso non l’aveva fatto. Quindi ora si penalizzano questi imprenditori, cambiando i requisiti che erano stati fissati in aprile. Più logico sarebbe aprire un secondo canale per chi aveva perdite nel secondo lockdown. Va detto anche che il fatturato attuale non è un indicatore, molte avranno un calo l’anno prossimo. Positivo era invece il punto (2), egli ha quindi chiesto di votare per parti separate.
Alessandro Urzì (L’alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha rilevato che non c’era una proposta della Giunta, ma solo una mozione della SVP cui si erano aggiunti altri gruppi consiliari. Non un’iniziativa che rivelava una strategia di Governo, ha concluso. Inoltre, non veniva impegnata alcuna somma. Il consigliere ha condiviso poi la posizione di Nicolini: chi non aveva oggi titolo per mantenere i finanziamenti richiesti, perché il mercato li aveva premiati,  e avrebbe quindi dovuto restituirli, veniva ora salvato con un escamotage: ”Si tratta di una categoria che ha nome e cognome”. Il consigliere ha ritenuto necessario anche un riferimento ai successivi decreti ristori nel punto (2). 
Josef Unterholzner (Enzian) ha ritenuto che le proposte di Lanz e Urzì fossero perfettamente comparabili. Molte aziende erano andate in rovina per via delle restrizioni. A suo tempo, era stata respinta la sua proposta di togliere il riferimento al calo di fatturato del 20%, ma non era stato ascoltato. CI sono tantissime persone che finora non hanno visto un centesimo: solo se si raggiungono ci si può dire rappresentanti del popolo. Le misure vanno quindi adottate urgentemente.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha ritenuto condivisibile il contenuto, criticando però che fosse stata respinta la mozione i Urzí con contenuto analogo. In una situazione come quella attuale, sarebbe meglio collaborare. La politica deve trovare le misure giuste, anche perché i ristori statali non saranno sufficienti. Va considerato che l’Alto Adige è in competizione non tanto con aziende italiane, ma con aziende delle aree limitrofe, che hanno contreibuti per le perdite fino all’80%.
Anche Paul Köllensperger (Team K) ha ricordato che non solo la mozione di Urzì che aveva lo stesso scopo era stata respinta, ma anche una mozione di maggio del Team K orientata a prevedere la non restituzione dei contributi in conto capitale. Le difficoltá delle aziende sarebbero emerse l’anno prossimo. Chi era riuscito a salvare il proprio lavoro ora veniva penalizzato. Tuttavia, il Team K avrebbe votato a favore, ma con l’amaro in bocca.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen), co-firmatario, ha ricordato la mozione del suo gruppo contenente tutta una serie di misure, ritenendo che la Provincia facesse molto poco. Anche i 500 milioni sarebbero dovuti essere investiti in un pacchetto congiunturale per consentire alle aziende di riprendersi. Il punto (2) della mozione attuale è il minimo che si può fare. Si trattava di un tentativo tardivo, ma tutto ciò che andava a sostegno delle imprese andava sostenuto. Egli si è augurato che fosse possibile mettere a disposizione altri mezzi, anche ricorrendo all’indebitamento.
Carlo Vettori (Alto Adige Autonomia), co-firmatario, ha rilevato le differenze tra questa mozione e quella di Urzì: quest’ultima parlava di manovre future, che imponevano di verificare prima le mosse del Governo, mentre quella in discussione, oltre a non essere affatto “per gli amici degli amici”, si riferiva a una misura giá attuata. La mozione prevedeva inoltre anche “verifiche”, e mirava a sostenere non dei ricconi, ma qualsiasi persone con una propria attività.
Helmut Tauber (SVP), co-firmatario, ha evidenziato che la Giunta cercava di fare il meglio per la provincia, e che i vari ristori sarebbero stati analizzati al meglio, al fine di agire nel modo migliore per tutti. Nella prima ondata c’era stata la possibilità di creare liquidità con l’aiuto delle banche: essa è da riproporre il prima possibile, ma ci sono ancora dei problemi che devono essere risolti. Le aziende in estate. Fiduciose nel futuro, avevano assunto nuovi lavoratori, e la cassa integrazione per questi era un problema: era importante anche collaborare con Roma per trovare delle soluzioni. 
Helmuth Renzler (SVP) ha detto di avere un problema con la mozione: la prima parte non era condivisibile, perché significava che o le aziende avevano fatto calcoli errati, oppure agivano delle speculazioni. Sicuramente ci sarebbero state nuove misure dopo la seconda ondata, chi non aveva più i requisiti avrebbe potuto fare richiesta in un secondo momento. Andava supportato chi aveva bisogno di soldi, non chi non ne ha bisogno. 
Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche) ha ritenuto che le aziende andassero sostenute in modo corretto: il punto (1) non è condivisibile. Egli ha riferito anche di tutta una serie di misure concordate tra Governo e Regioni/Province autonome, ritenendo che sotto questo profilo ci fossero delle risposte da parte dello Stato già pronte: non si poteva dire che era necessario aspettare il Governo. Forse la Giunta reputava molto più importante bypassare i limiti alle aperture, piuttosto che agire organicamente a favore delle aziende locali, per andare incontro a lobbies che spingevano verso una certa direzione. La Giunta avrebbe dovuto prendere spunto dalle altre mozioni presentate.
Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha condiviso la posizione di Renzler, apprezzando che nella maggioranza ci fossero voti critiche. Il punto (1) non era votabile, perché non si limitava a sospendere la restituzione dei contributi, ma la stralciava definitivamente. 
Franz Locher (SVP) ha sostenuto la mozione, ritenendo importante appoggiare il settore economico durante il secondo lockdown, anche per salvare i posti di lavoro. Il settore turistico impiega tanti giovani lavoratori, ha detto, aggiungendo che il desiderio di tornare a lavorare è stato dimostrato dall'ampia partecipazione ai test di massa. L’artigianato è uscito abbastanza bene dal primo lockdown, ma altri settori, come commercio e turismo, sono stati fortemente colpiti.  
L’ass. Philipp Achammer ha rilevato la differenza con la mozione di Urzì. La mozione prevede una valutazione, ed è importante lasciare aperta questa possibilità. Se il denaro rimane in circolo, non è mai male. Vero è anche che è problematico modificare i criteri in un secondo momento, perché non è un buon segnale per chi non aveva fatto richiesta o aveva già restituito i fondi: ancora più importante diventa quindi lasciare aperta la possibilitá di verificare le possibilità. In quanto al punto 2, si tratta di offrire sostegno i settori che hanno dovuto chiudere in base a ordinanze provinciali ma non hanno ricevuto ristori. Ora è importante mantenere in provincia il potere d’acquisto. Lanz ha ribadito che si trattava di verificare se esisteva una possibilità di mantenere gli aiuti. Si è meravigliato della posizione di Renzler, sottolineando che le imprese non avevano certo avuto tempo di fare speculazioni, essendo impegnate a garantire la loro attività. Nessuno però si attendeva una seconda giornata così difficile, che colpiva anche le stesse strutture. Non si trattava di cambiare le regole del gioco, non c’era nemmeno scritto che i contributi non si dovevano restituire; il criterio del 20% utilizzato era stato l’unica possibilità per adottare una soluzione veloce ottenendo una maggioranza in Consiglio. 
La mozione è stata posta in votazione per parti separate e approvata: le premesse con 28 sì, 3 no e 4 astensioni, il punto (1) con 28 sì e 7 no, il punto (2) all’unanimità (35 sì).

Gerhard Lanz (SVP) ha quindi presentato la mozione n. 353/20: In un momento cruciale come questo bisogna rafforzare il flusso di informazioni (SVP, Lega Salvini Alto Adige Südtirol), con cui, evidenziando la gravità della situazione attuale e delle sue conseguenze future, e la necessità che la politica agisse con auoritßa per creare una nuova fiducia, aggiungendo inoltre che i cittadini avevano affidato ai 35 consiglieri e consigliere un importante mandato, sosteneva che la Giunta doveva tenerli al corrente delle sue decisioni ora più che mai, informandoli costantemente sulle misure da adottare. A questo proposito, era opportuno promuovere il confronto con riunioni online integrative delle sedute, sia a livello di confronti presidente-capigruppo che di cxonfronti assessoi-commisioni legislative; egli chiedeva quindi di incaricare la Giunta di pianificare e attuare, nell’ambito di incontri a intervalli regolari con tutti i gruppi consiliari del Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano, un maggiore scambio di informazioni sulla situazione attuale ovvero sulle misure previste in relazione alla pandemia da Covid-19.
Helmut Tauber (SVP), co-firmatario, ha ribadito l’importanza dello scambio di informazioni, soprattutto per lavorare meglio a favore della popolazione.
Il presidente del Consiglio Josef Noggler ha riferito che in questo caso non si tratterebbe di incontri istituzionali. Al di lá di questo, non dovrebbe essere un grande problema.
Alessandro Urzì (L'Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha rilevato che l.o scambio di informazioni è poco utile se vengono comunicate decisioni giá prese. ci vogliono buona volontá e dispo´nibilità, non dimostrato dall’approccio alle proposte dell’opposizione. Ha aggiunto che il confronto tra organi istituzionali deve rispettare le regole relative a tali organi, compresi il bilinguismo e la verbalizzazione.
Secondo Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) quanto chiesto nella mozione dovrebbe essere un’ovvietá, in una democrazia. Non ci vuole una richiesta di lavorare col Consiglio, dovrebbe giá essere così: va ricordato che il consiglio è sopra la Giunta, e dovrebbe essere coinvolto prima che vengano prese decisioni fondamentali. Anche il problema delle passeggiate con il partner con obbligo di mascherina sarebbe emerso, in un tale confronto.
Jasmin Ladurner (SVP), co-firmataria, ha rilevato che la sfida attuale era enorme, e tale era anche la responsabilitá di chi prendeva le decisioni in quest’ambito: lo scambio di idee avrebbe potuto far emergere le proposte migliori. 
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha evidenziato che ci si trovava in un periodo un po’ strano relativamente alle procedure e ci si adattava costantemente per lavorare al meglio. Le discussioni del Consiglio erano seguite da molte persone online, questo rendeva anocra più importante lo scambio che avveniva in aula. Da un lato, quindi, un'offerta di dialogo era sempre positivo, ma il dibattito in aula era sempre fondamentale. Quella della mozione doveva essere una proposta aggiuntiva.
Il suo gruppo era sempre stato favorevole a un maggiore scambio di informazioni, ha detto Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen), ricordando che era passato tanto tempo prima che fosse convocata una seduta straordinaria del Consiglio sulle misure d’emergenza. Ha ritenuto però inutile essere informati di comunicazioni che venivano date ai media un’ora dopo: uno scambio deve offrire informazioni preventive, con la possibilità di migliorare le decisioni.
Paul Köllensperger (Team K) ha ritenuto che mancasse la volontá di dare autorità al Consiglio, e che dare le informazioni sarebbe il minimo: il Consiglio è sovrano, e dovrebbe essere coinvolte in decisioni fondamentali che limitano la libertà dei singoli o mettono a disposizione mezzi ingenti. Questa mozione non prevede esplicitamente un coinvolgimento prima delle decisioni. La legge approvata in primavera in Consiglio provinciale ha evitato l’impugnazione delle ordinanze, cosa che è capitata ad altre Regioni: il Consiglio ha dimostrato allora di poter lavorare velocemente.
Josef Unterholzner (Enzian) ha ricordato che tutti i consiglieri rappresentano il popolo e si assumono le responsabilità: dovrebbero quindi essere ascoltati e presi sul serio, per arrivare a decisioni migliori. positivo è che agli incontri siano invitati anche gli esperti. Vanno esaminati vantaggi e danni delle decisioni.  Egli avrebbe votato per la mozione: cercava da due anni una simile collaborazione.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha messo in guardia dal lavorare su un piano non istituzionale; le discussioni devono essere pubbliche, quindi i contenuti dovrebbero essere portati a un livello istituzionale. In questo senso, la mozione andrebbe modificata, e questo andava fatto congiuntamente. Se non ci sono verbali e traduzioni, se non viene rispettata la forma tutto ciò che viene detto nelle riunioni ha un valore diverso. 
Anche Peter Faistnauer (Team K) ha ritenuto che i presentatori avrebbero dovuto coinvolgere tutti i gruppi. Normalmente, i sindaci lavorano per coinvolgere l’opposizione.
Il pres. Josef Noggler ha ribadito che l'Ufficio di Presidenza non veniva coinvolto, quindi non era prevista nemmeno una modifica al Regolamento interno.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha chiarito che la mozione è un’offerta di confronto e di ampliare l’informazione, e che non c’è intenzione di bypassare il Consiglio provinciale, il quale rimane competente per la legislazione. Incontri informali potrebbero essere utili al fine di rispondere velocemente a delle domande. La proposta non va assolutamente vista come un indebolimento del Consiglio; di fatto esiste già uno scambio informale, lo si vuole solo disciplinare. Ma a fronte di questo scetticismo, allora si può continuare a lavorare come ora. 
Gerhard Lanz (SVP) si è stupito delle posizioni espresse, a fronte delle numerose richieste di scambi di informazione con la Giunta. La mozione era già stata annunciata durante l’ultima seduta consiliare. Ha quindi respinto le critiche di Staffler di arrivare in ritardo. In primavera c’erano stati incontri informali, poi era stato chiesto qualcosa di più istituzionale. Infine, Lanz ha ritirato la sua mozione.

La seduta di oggi è conclusa.


(MC)