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Cunsëi | 11.09.2019 | 18:03

Lavori Consiglio: direttori d’orchestra, bilinguismo dei medici, cliniche private, primariati

Mozioni di Partito Democratico – Liste civiche, Movimento 5 Stelle, Die Freiheitlichen, team Köllensperger. La seduta di oggi è terminata.

Con la mozione n. 145/19: Concorso per direttori d’orchestra, Sandro Repetto (Partito democratico - liste civiche), sottolineando che la Regione Trentino Alto Adige e il Tirolo hanno in questi anni investito su orchestre professionali che svolgono repertori di grande attrazione per il pubblico grazie ai professori d'orchestra e ai direttori che si sono alternati negli anni, e che la Provincia di Bolzano ha individuato nella città di Dobbiaco un centro culturale di rilievo, il Grand Hotel Dobbiaco, grazie alla permanenza in quei luoghi di un genio della musica, Gustav Mahler, nonché che nella nostra regione accanto al famoso e rinomato concorso internazionale Busoni, si svolgeva fino al 2010 anche il concorso Pedrotti rivolto ai direttori d'orchestra, con l’orchestra regionale Haydn come partner musicale, chiedeva di impegnare la Giunta a organizzare tramite la fondazione "Centro culturale Euregio Gustav Mahler Dobbiaco-Dolomiti" un concorso per direttori d'orchestra che coinvolgesse le realtà musicali dei nostri territori, con l'obiettivo di entrare, successivamente, nella rete della federazione "World Federation of international music competitions".
Alex Ploner (Team Köllensperger) ha ringraziato per la proposta, sottolineando però che è compito della fondazione promuovere eventi culturali quale punto di riferimento, non come organizzatore. L’organizzatore ha anche la responsabilità giuridica: “Pensiamo alle licenze”. Il consigliere si è quindi chiesto se il direttore della fondazione vuole assumersi questa responsabilità.
L’ass. Philipp Achammer ha chiarito che “ovviamente Dobbiaco può organizzare questa cosa”, e ha appoggiato la proposta, sottolineando però che la Provincia prosegue sempre secondo il principio di sussidiarietà: il programma è elaborato da chi siede nei CdA, la cultura deve essere libera e svilupparsi liberamente. Per questo ha proposto di lasciare aperta la possibilità di organizzazione anche ad altri soggetti, a livello di Euregio, e di non limitarla a Dobbiaco. Repetto ha accolto la proposta emendando la parte dispositiva della mozione per modificare la parte deliberante al fine di impegnare la Giunta a “sostenere un concorso per direttore d’orchestra che coinvolga i territori dell’Euregio Tirolo con l’obiettivo di entrare, successivamente, nella rete della federazione World Federation Of International Music Competitions. La proposta così emendata è stata approvata con 30 sì.

Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha quindi presentato la mozione n. 146/19: Bilinguismo graduale per i medici in Alto Adige, con la quale, evidenziando la preoccupante carenza di medici in tutta Europa, tanto che nei Paesi UE mancano all'appello in tutto circa 230.000 medici, 590.000 infermieri e 150.000 professionisti tra fisioterapisti, dentisti e farmacisti, di cui 10.000 medici in Italia, nonché l’emorragia di altri 45.0000 medici che si determinerà nel Belpaese ne prossimi 4 anni, tanto che nel 2028 saranno 80.676 i medici andati in pensione, 33.392 quelli di base e 47.284 quelli ospedalieri, sottolineava che l'Alto Adige incontra ancora ulteriori difficoltà nel reperimento e nell'assunzione di nuovi medici anche per il necessario requisito del bilinguismo: l'acquisizione della seconda lingua richiede tempo e dedizione in entrambi i casi, sia che si tratti dell'italiano, sia che si tratti del tedesco, e poiché sia i medici che il personale sanitario sono sottoposti quotidianamente ad un grande carico di lavoro che lascia poco tempo e poche energie personali per altre attività, sarebbe utile introdurre un sistema che contempli la gradualità dell'acquisizione della seconda lingua, con più step per l'attestazione del bilinguismo e agevolazioni economiche proporzionate. Il consigliere ha quindi chiesto di impegnare la Giunta (1) a estendere l'attuale deroga al bilinguismo prevista per i medici da 3 a 6 anni, al termine dei quali è dunque previsto il conseguimento dell'attestato di livello Cl della conoscenza della seconda lingua (italiana o tedesca), e (2) a introdurre uno step intermedio che preveda il conseguimento dell'attestato di livello B2 della conoscenza della seconda lingua dopo 3 anni. Ha quindi accolto l’emendamento della parte deliberante proposto da Maria Elisabeth Rieder (Team Köllensperger), che sostituiva così il punto (2): “il prolungamento dei termini di cui al punto 1 è possibile solo se dopo 3 anni, come tappa intermedia, si arriva ad acquisire conoscenze pari al livello B2, presentando il relativo attestato. Altrimenti il contratto non può essere rinnovato”.
Franz Ploner (Team Köllensperger) ha sottolineato il ruolo centrale della comunicazione nel rapporto medici-pazienti. sottolineando che la comunicazione nella madrelingua è un requisito irrinunciabile. Uno standard minimo dovrebbe essere necessario già al momento dell’assunzione, e lo stesso Ordine dei medici chiede per l’iscrizione un attestato di conoscenza della lingua del paese pari al livello B2. È necessaria l’offerta di corsi di lingua da parte di insegnanti qualificati, ma ci vuole anche la volontà di apprendere.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha criticato che si andasse ad affossare l’identità sudtirolese, dopo le lotte di decenni per utilizzare il tedesco nell’amministrazione pubblica, dato che “noi stessi andiamo ora a chiedere delle deroghe”. Un medico che viene dall’Austria o dalla Germania impara in un anno l’italiano, mentre i medici italiani, anche se nati qua, non riescono a imparare il tedesco: se poi sapranno che hanno 6 anni per imparare il tedesco non si impegneranno nemmeno. Knoll ha poi fatto riferimento a un filmato sulla ORF “dove la nostra gente dice che è la cosa migliore che poteva capitare l’annessione all’Italia”: questo è il risultato di certe politiche.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha condiviso l’affermazione che il bilinguismo nell’amministrazione pubblica è frutto di una lunga battaglia, tuttavia la proposta del conss. Nicolini riguarda un altro livello, quello operativo: la carenza di medici non è un problema altoatesino, bensì europeo, e bisogna rendere più interessante questa sede. Chi è nato qui ha la fortuna di poter studiare per 13 anni la seconda lingua, ma per chi viene da fuori questo è difficile, e non si può pretendere che lo facciano in tre anni.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha ritenuto che la proposta fosse molto pericolosa per l’Autonomia: è noto che la situazione è difficile, ma se già per l’iscrizione all’Ordine die medici ci vuole l’attestato di italiano ci si spiega come mai non arrivano medici tedeschi. la tutela della minoranza deve essere garantita. la popolazione deve capire che i prende sul serio la questione. Bisogna assumere con il vincolo di conoscere la lingua, dando prima la possibilità di apprenderla.
Secondo l’ass. Thomas Widmann, “è assolutamente giusto tutelare la madrelingua”, ma ci si trova in un’emergenza: Nicolini propone un’eccezione per risolvere il problema, ma egli stesso si oppone se la Giunta propone di aderire al modello austriaco, che permetterebbe di attirare più medici. La mozione non sarà appoggiata perché la Giunta sta già lavorando su un altro livello, ha concluso Widmann, sottolineando però che le competenze linguistiche dei medici dovrebbero essere testate sulla terminologia del settore. Attualmente ci sono alcune centinaia di sanitari non in regola, il che imporrebbe di chiudere almeno 15 reparti, e non si riuscirebbe più a garantire l’assistenza sanitaria. La proposta che verrà inserita nella futura omnibus è di aumentare il periodo di apprendimento a 5 anni, assistendo il personale sanitario nell’apprendimento della lingua, anche con esami in loco. Nicolini ha proposto di inserire anche nella mozione il limite di 5 anni, l’ass. Widmann ha ribadito che questo è già previsto nella legge di prossima trattazione. la mozione è quindi stata posta in votazione e respinta con 10 sì e 22 no.

Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha quindi presentato la mozione n. 151/19: Rimborso per assistenza sanitaria indiretta – maggiore coinvolgimento di cliniche e medici privati nel servizio medico provinciale (EMENDATA), con la quale ribadiva la carenza di medici e specialisti e tempi di attesa eccessivi, una tendenza che si riconosce a livello europeo, e sottolineava che un coinvolgimento della medicina privata nel servizio sanitario provinciale può contribuire in modo significativo a sgravare le strutture pubbliche dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige: questo si può ottenere estendendo rimborsi a tutti i cittadini e le cittadine indipendentemente dal reddito, in tal modo alleggerendo il carico di lavoro dei reparti ospedalieri e riducendo i tempi di attesa per interventi e prestazioni. Il coinvolgimento della medicina privata non deve essere visto, come fanno alcune forze politiche, come una concorrenza a quello pubblico o il primo passo verso una medicina a due classi, che si verifica invece se non tutti i cittadini hanno pari accesso ai rimborsi, proprio sulla base del reddito. Un sistema di rimborso più efficiente e socialmente sostenibile, unito a un più ampio coinvolgimento della medicina privata, permetterebbe di far fronte sia al problema della carenza di personale medico e di tempi d’attesa eccessivi che alla carenza di personale bilingue, perché per le strutture sanitarie private il sistema di rimborso non prevede l’obbligo di bilinguismo. Infine, permetterebbe il reinserimento del personale medico in quiescenza nel settore privato. pertanto, il consigliere chiedeva di impegnare la Giunta (1) a valutare in che misura sia possibile rimborsare a cittadini e cittadine i costi dell’assistenza sanitaria indiretta fornita da cliniche e medici specialisti privati nell’ambito del servizio sanitario provinciale, (2) a offrire a cittadini e cittadine, se possibile indipendentemente dal reddito, un rimborso delle cure sanitarie indirette fornite da cliniche e medici specialisti privati, (3) a semplificare il più possibile gli adempimenti burocratici per l’accreditamento delle cliniche private e dei medici specialisti privati.
Franz Ploner (TK) ha evidenziato che gran parte delle prestazioni sanitarie (98%) viene fornito in Alto Adige del servizio pubblico, realtà molto diversa da quella di altre regioni. La collaborazione con cliniche private è sensata, ma il presupposto è che il sistema sia poco complicato e che ci sia una buona collaborazione, nonché che i medici siano accreditati. In questo modo si può pensare a una riduzione dei tempi d’attesa. I contratti con queste strutture devono essere trasparenti e comprensibili.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha riferito che le cliniche private hanno il vantaggio di essere più piccole e flessibili, ma sono più costose. Il loro coinvolgimento può andare bene, purché le prestazioni siano calcolate al pari del pubblico. Per garantire più flessibilità, si potrebbe anche lavorare in modo decentralizzato.
L’ass. Thomas Widmann ha fatto riferimento alla proposta di Franz Ploner di insegnare la lingua prima dell’assunzione. Il sistema sanitario altoatesino è più economico dei Kassensysteme tedeschi e ha una più alta partecipazione pubblica rispetto alle altre regioni; se il sistema pubblico non è sufficiente per le prestazioni necessarie bisogna cercare altre soluzioni, per esempio con convenzioni. Per questo la proposta si può accogliere. Leiter Reber ha apprezzato che la proposta venisse accolta, promettendo di verificarne l’attuazione. La proposta è stata approvata con 28 sì, 2 no e 1 astensione.

È infine ripresa la trattazione della mozione n. 6/18: Strutture complesse negli ospedali di base, già avviata il 6 giugno scorso. Il proponente Franz Ploner (Team Köllensperger) ha ricordato che con l’assenza di un primario responsabile di reparto rappresenta un passo indietro, impedendo uno sviluppo; i posti diventano anche poco interessanti per gli specialisti. Ha quindi invitato a impegnare la Giunta a garantire, negli ospedali di base, gli attuali primariati (medicina internistica, chirurgia/ortopedia/traumatologia, ginecologia/Ostetricia, pediatria e anestesia) fino al varo del prossimo piano sanitario provinciale, e quindi almeno fino al 2020.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha sostenuto la mozione ritenendo che servisse una certezza di programmazione per l’assistenza sanitaria e che fosse necessario il mantenimento della struttura complessa di base.
L’ass. Thomas Widmann ha riferito che la Giunta aveva già adottato delle misure per raggiungere questo obiettivo. Era infatti stato deciso di mantenere l’assistenza di base, cosa che però non andava inserita nella legge ma doveva restare tra le competenze della Giunta provinciale: Vipiteno, San Candido e Silandro hanno esigenze diverse, quindi è inopportuno inserire norme troppo rigide. Franz Ploner (TK) ha ribattuto che l’assessore non può votare contro quanto egli stesso aveva promesso, e che la presenza di un primario è necessaria perché se no non è possibile formare in loco specialisti. Ha ricordato poi che anche la Lega si era espressa per il mantenimento dei primariati in periferia. Messa in votazione, la mozione è stata respinta con 13 sì e 18 no.

La seduta di oggi è conclusa. I lavori proseguiranno domani alle ore 10.00.

(MC)