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Iniziative per la modifica dello Statuto di autonomia

Lo Statuto di autonomia si colloca nella gerarchia delle fonti al rango costituzionale e, pertanto, la sua eventuale modifica è subordinata ad un procedimento aggravato, specificamente previsto dalla Costituzione e dallo Statuto stesso.
L'iniziativa per la modifica dello Statuto di autonomia è attribuita al Consiglio regionale, che non la esercita però di proprio impulso, ma su conforme proposta dei Consigli delle Province autonome di Trento e Bolzano. Il Consiglio provinciale ha dunque il potere di avviare il procedimento di revisione dello Statuto, revisione della cui opportunità e portata è sicuramente il migliore giudice.
La facoltà di presentare una proposta di modifica dello Statuto di autonomia spetta a ciascun consigliere/ciascuna consigliera e alla Giunta provinciale.
La proposta consiste in un testo redatto in articoli, corredato da una relazione accompagnatoria. L’esame della proposta avviene sia nella commissione speciale istituita ad hoc all’inizio di ciascuna legislatura e composta da tutti i/le capigruppo o loro delegati/e, sia in Consiglio, secondo la procedura prevista per i disegni di legge. Nel caso in cui la proposta venga approvata dal Consiglio, , la deliberazione consiliare deve essere trasmessa al Consiglio della Provincia autonoma di Trento (a cui compete analogo potere di proposta) e al Consiglio regionale (al quale compete l'adozione della formale deliberazione di iniziativa legislativa conforme alle due proposte dei Consigli provinciali).
L'iniziativa per la modifica dello Statuto spetta però anche al Governo nonché a ciascun membro del Parlamento mediante la presentazione di un relativo disegno di legge costituzionale.
Lo statuto di autonomia prevede che che i disegni di legge costituzionali recanti la sua modifica presentati dal Governo o da membri del Parlamento, debbano essere comunicati al Consiglio regionale e ai Consigli provinciali rispettivamente di Trento e Bolzano, i quali sono chiamati ad esprimere il loro parere in merito nel termine di due mesi.
Tali progetti vengono preventivamente esaminati da una commissione speciale istituita ad hoc all’inizio di ciascuna legislatura (vedi in proposito anche il paragrafo 4.5.2) e composta da tutti i/le capigruppo o loro delegati/e, la quale è tenuta ad elaborare und proposta di deliberazione da portare in Consiglio entro 20 giorni. Il Consiglio, a sua volta, è tenuto ad esprimere uno dei seguenti pareri nel termine di due mesi: contrario, favorevole, favorevole con osservazioni o favorevole condizionatamente a modifiche specificamente formulate.
L'intervento del Consiglio provinciale - anche se solo con l'espressione di un parere obbligatorio, non vincolante - nel procedimento parlamentare di revisione di una legge costituzionale quale lo Statuto di autonomia rappresenta una importante funzione di garanzia dell'autonomia stessa e un importante passo procedurale, in quanto il Parlamento acquisisce con la richiesta di un parere l'opinione del massimo organo rappresentativo e decisorio della comunità direttamente interessata dalla proposta di modifica dello Statuto.