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Consiglio | 17.09.2020 | 13:02

Lavori Consiglio: Nuovi modelli lavorativi

Avviata la discussione di una mozione della SVP.

In apertura del tempo riservato alla maggioranza, dopo che il proponente ha annunciato il ritiro del disegno di legge provinciale n. 12/19: Modifica della legge provinciale 3 dicembre 2018, n. 22, "Democrazia diretta, partecipazione e formazione politica" e della legge provinciale 8 febbraio 2010, n. 4, "Istituzione e disciplina del Consiglio dei Comuni" (SVP), è stata avviata la trattazione della mozione n. 306/20: #conoscere.valutare.migliorare: promuovere nuovi modelli lavorativi (SVP). Il Team K ha rilevato che i primi due punti della mozione erano analoghi a una loro proposta respinta ieri, e quindi non potevano essere riproposti se non dopo 6 mesi, ma il presidente del Consiglio ha rilevato che il contenuto non era identico.

La SVP ha quindi illustrato la proposta, evidenziando che la crisi legata al Coronavirus aveva posto il mondo del lavoro di fronte a nuove grandi sfide: tanto i datori e le datrici di lavoro quanto i lavoratori e le lavoratrici avevano dovuto imparare a vivere e a lavorare osservando il necessario "distanziamento sociale", sia nella pubblica amministrazione che nel settore privato, e questo non era stato facile. In quanto alla digitalizzazione del mondo del lavoro, le generazioni Y e Z auspicavano una maggiore flessibilità e forme di lavoro orientate al risultato, perché fossero garantiti importanti fattori quali l'equilibrio tra lavoro e vita privata, il tempo libero, l'indipendenza e un modo di lavorare autonomo, mentre i genitori, soprattutto le madri, risentivano molto del doppio e triplo carico, alle prese con il telelavoro, le preoccupazioni e soprattutto i bambini da accudire. Una soluzione possibile sarebbe introdurre degli spazi di co-working, anche per superare l’isolamento sociale causato dal telelavoro, magari utilizzando edifici vuoti al momento non utilizzati nei comuni rurali. In questo modo, la pubblica amministrazione, il settore privato e i/le dipendenti potranno continuare a beneficiare dei vantaggi di questi modelli lavorativi in quei settori in cui non è indispensabile la presenza fisica sul luogo di lavoro, garantendo conciliabilità di famiglia e lavoro, contributo positivo al bilancio CO2 grazie alla riduzione del traffico dovuto al pendolarismo, offerte di lavoro più interessanti per lavoratrici e lavoratori qualificati, maggiore soddisfazione e motivazione dei/delle dipendenti. Pertanto, si intendeva incaricare la Giunta (1) di mantenere, recepire a livello contrattuale e perfezionare ulteriormente i modelli lavorativi introdotti durante la crisi, in quanto utili e attuabili nella pubblica amministrazione; (2) di includere nell'"audit famiglia e lavoro" criteri relativi ai modelli lavorativi orientati alla famiglia, quali telelavoro e smart working, premiando con un punteggio aggiuntivo quelle aziende che offrono forme di lavoro alternative; (3) di sostenere finanziariamente, con un contributo di avviamento da definirsi da parte della Giunta provinciale, la creazione di "spazi di coworking" e di uffici condivisi in edifici inutilizzati o su aree disponibili di aziende esistenti nei comuni rurali della provincia di Bolzano, sulla base della mozione dello scorso anno "Spazi di lavoro condivisi nelle località dell’Alto Adige".
I Freiheitlichen hanno di nuovo criticato che ieri la maggioranza avesse respinto una proposta analoga sostenendo che “si stava giá facendo” e oggi si riproponesse la stessa proposta. L’unico punto effettivamente nuovo era il purno (3). Loro avrebbero comunque sostenuto la proposta, per coerenza, come già  fatto ieri.
La SVP ha sottolineato che se si verificavano le date di presentazione, la mozione SVP era antecedente a quella del Team K.
Il Team K,  ribadendo che a parte alcune poche differenze la tematica era la stessa della loro  mozione di ieri, ha ribadito che le modalitá di lavoro erano cambiate, e lo smart-working era diventato un obbligo. Il co-working non è un modello nuovo, ma semplicemente lavorare in uno spazio condiviso: queste due tipologie sarebbero da separare, nella parte dispositiva della mozione. Il gruppo avrebbe votato favore poiché si trattava di quanto giá previsto, in parte, nella sua mozione.
Il Gruppo Verde ha sostenuto di poter ripetere le stesse cose dette ieri, essendo le mozioni quasi identiche, vale a dire che lo smartworking aveva abbattuto l’importanza della presenza fisica in azienda. A suo tempo, i Verdi avevano anche sostenuto la mozione sul coworking della maggioranza. Se i temi sono simili, possono essere trattati insieme anche se questo non è previsto dal Regolamento interno: non serve essere pignoli. Il presidente del Consiglio ha spiegato che la scelta spettava ai proponenti, e condiviso l’appello a venirsi incontro. 
Enzian ha parlato di “teatrino politico” che stufa i cittadini, e condiviso la proposta di Foppa: tutti gli eletti dovrebbero agire nell’interesse della popolazione.
Il Team K ha riferito che la SVP non aveva proposto di trattare insieme le mozioni, ma di co-firmare quella SVP, cosa che non era stata accettata.
La mozione Team K, ha chiarito la SVP, proponeva di prevedere in generale nei contratti l’inserimento dello smartworking, e quindi anche nel privato, mentre la mozione SVP si riferiva solo alla pubblica amministrazione. Co-working e smart-working sono giá separati, nella mozione: l’idea è di sostenere gli spazi di co-working sia per la p.a. che per aziende private.

La discussione proseguirà alle 14.30.

(MC)