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Consiglio | 30.06.2020 | 15:21

Lavori Consiglio: Interrogazioni su temi d’attualità - 1

Presentate da consigliere e consiglieri alla Giunta provinciale, riguardavano l’areale ex Mignone, i concorsi dei carabinieri, streaming in lingua tedesca, dispositivi di protezione, tutela della proprietà agraria, SPRAR, educazione civica.

La prima interrogazione su tema d’attualità è stata presentata oggi da Sandro Repetto (Partito Democratico - Liste civiche), che facendo riferimento al fatto che nell’intesa del 2005 tra la Provincia e il Comune di Bolzano per l’utilizzo dell’areale ex caserma Mignone (del 24.03.05) si era stabilito che di competenza provinciale si sarebbe costruito, tra l’altro, il centro di degenza, il Distretto Socio-Sanitario, gli alloggi per anziani, ha segnalato che questi interventi sono solo sulla carta da ben 15 anni, e chiesto quando verrà realizzato il centro di degenza, posto che in incontri informali con il Comune di Bolzano era stato comunicato che c’è già un progetto esecutivo, se questa struttura sarà realizzata a totale carico della Provincia come previsto dall’intesa, quando sarà terminata la progettazione esecutiva dell’importante Distretto Socio-Sanitario di Oltrisarco e quando si prevedono i lavori, se è in programma la costruzione di alloggi per anziani e se l’ufficio del patrimonio ha previsto in tempi brevi la delibera concordata con il Comune di Bolzano per il passaggio della proprietà del Parco Mignone a titolo gratuito. L’ass. Massimo Bessone ha spiegato che le opere erano state decise, insieme ad altre, con il piano d’attuazione del 1999: tutte le opere erano state realizzate tranne due, io lungodegenti e il distretto. Il piano d’attuazione era stato interrotto in seguito a delibera del Comune di Bolzano, da anni a guida PD, votata all’unanimitá, che diceva che l’area lungodegenti non era più necessaria: “E questa delibera l’ha portata in Consiglio comunale proprio lei, consigliere Repetto”. È il Comune che deve far sapere se si vuole andare avanti, esistendo giá un progetto esecutivo approvato giá nel 2013. Ci sono 17,7 milioni già previsti, ma l’iniziativa per accedervi spetta sempre al Comune di Bolzano. In base all’accordo, il Comune partecipa alla spesa nella misura del contributo  del fondo regionale. IN quanto alla realizzazione del distretto, nel progetto interferisce la presenza della Scuola per le professioni sociali. Non è in programma la costruzione di alloggi per anziani. Il passaggio del Parco al Comune di Bolzano è già avvenuto con atto del dicembre 2019. Repetto ha replicato che effettivamente lui fece una delibera, in relazione a un promemoria della GIunta dle 2013 che diceva che i fondi venivano destinati alle case di riposo Grieserhof e Waldner, ma solo recentemente il Comune di Bolzano ha scoperto che c’era già il progetto esecutivo nel 2013: quel promemoria cozzava con esso. 

Nel corso degli ultimi 5 anni sono stati pubblicati diversi concorsi per il ruolo di sovrintendenti/maresciallo dei Carabinieri bilingui: lo ha ricordato Peter Faistnauer (Team K), sottolineando che in una terra di confine come l’Alto Adige, per i residenti ma anche per i turisti, la presenza di funzionari bilingui è di massima importanza per garantire la sicurezza pubblica. Il consigliere ha quindi chiesto quanti altoatesini di madrelingua tedesca e quanti di madrelingua italiana vi hanno partecipato, per ogni anno, tra il 2015 e il 2019, quanti di loro hanno infine preso servizio in Alto Adige, come i cittadini interessati sono stati informati dei concorsi, quante erano le candidature e in base a quali criteri sono stati scelti i candidati, quando il numero di richiedenti superava i posti disponibili. Il pres. Arno Kompatscher ha spiegato che non era stata ancora ottenuta una risposta dai funzionari responsabili del Commissariato del Governo.

I servizi streaming in provincia di Bolzano sono stati oggetto della successiva interrogazione, con cui Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit), segnalando che sempre più spettatori preferiscono seguire servizi video in streaming su netflix, Amazon Prime, iTunes ecc, e che proprio Netflix, che ha 182 milioni di utenti, trasmette una serie realizzata a Curon venosta, segnalava che il geoblocking impedisce a molti sudtirolesi di seguire contenuti streaming in lingua tedesca, e chiedeva se la Giunta non fosse dell’opinione che fosse ora di provvedere in questo senso e cosa intendesse intraprendere a questo scopo. Il pres. Arno Kompatscher ha detto che l’interrogazione metteva il dito nella piaga: giá nel 2016-17 insieme all'europarlamentare Dorfmann si era intervento a livello europeo, ma Commissione e Parlamento non avevano fatto propria la questione, inserita anche nel Minority Safe Pack. Il problema non è sentito solo dai sudtirolesi, si cerca di lavorare su alleanze, ma è difficile dire quando si risolverà il problema.

Ha perso quindi la parola Brigitte Foppa (Gruppo Verde), che ricordando come nella seduta di giugno l’ass. Thomas Widmann avesse riferito che la fornitura di dispositivi di protezione per la cura di pazienti Covid fosse di competenza della Protezione civile nazionale, e che solo ins eguito alla messa a disposizione di materiale insufficiente l’Azienda sanitaria provinciale aveva comprato in proprio dei dispositivi di protezione, ha chiesto  in quale occasione e in base a quale iter era stata rivolta la relativa domanda alla Protezione civile e quale fosse stata la reazione, richiedendone la documentazione. L’ass. Arnold Schuler ha spiegato che la prima richiesta avvenne in seguito al decreto 39 del 25 febbraio del capo della Protezione civile, che metteva a disposizione di Regioni e Province autonome i DPI. La richiesta fu fatta sulla base di una stima dell'Azienda sanitaria, poi continuamente adeguate, furono poi definiti i luoghi della fornitura e la referente; il 3 marzo avvenne una prima modesta fornitura, di seguito ci sono state forniture quotidiane, sulla base delle stime aggiornate.  Il tutto si basa su tantissimi documenti e comunicazioni, “che attualmente vengono preparare per la commissione d’inchiesta e saranno messi a disposizione di tutti i gruppi consiliari”. Foppa ha constatato che dalla risposta risulta ancora più necessaria la commissione d’inchiesta sul tema.


Con la mozione 907 approvata il 19 aprile del 2018, il Consiglio aveva impegnato la Giunta provinciale a verificare se fosse possibile anche in Alto Adige un’iniziativa legislativa che regolarizzasse la responsabilità nell’utilizzo dei terreni, qualificando la violazione della proprietà agraria: lo ha ricordato Manfred Vallazza (SVP) spiegando che sarebbe in corso un’iniziativa legislativa in merito da parte del Consorzio dei Comuni e domandando come mai la Giunta non ha preso l’iniziativa, se essa si è confrontata con il Consorzio dei Comuni, quali limiti dovrebbe avere l'utilizzo di terreni agricoli e forestali per il tempo libero e come il legislatore può tutelare meglio questi beni. L’ass. Arnold Schuler ha chiarito che ci sono state iniziative in questa direzione, non tramite disegni di legge ma con regolamenti e discipline d’uso, anche per dare potere d’intervento ai sindaci; se ne è discusso anche con gli operatori turistici. Il tema sarà trattato ancora, ma una legge non è semplice: non è possibile recepire quella del Tirolo, dove la base legislativa è diversa. Lo stesso Consiglio provinciale e i consiglieri possono intraprendere un’iniziativa legislativa. Non ci sono stati contatti Col Consorzio dei Comuni.

Facendo riferimento a una risposta insoddisfacente dell’assessore competente a una precedente interrogazione in merito, in quanto questi aveva sostenuto che non si trattava di una competenza della Provincia, Sven Knoll (Süd-Tiroler freiheit) è tornato a chiedere informazioni relative al programma SPRAR, ritenendo che la pubblicazione dei relativi dati, ri recente, non fosse stata negata. Egli ha quindi domandato quanti richiedenti asilo sono ancora inseriti nei programmi SPRAR in provincia di Bolzano, quali Comuni porteranno avanti tale programma quest’anno e quanti lo concluderanno, e infine  quanto è stato pagato nel 2019 da Provincia e Comuni per le relative spese di accoglienza, cura e sicurezza. L’ass. Waltraud Deeg ha chiarito che la Provincia non è coinvolta dai programmi SPRAR, stipulati tra Stato e Comunità comprensoriali e/o Comuni, si è detta però disponibile a fornire l’elenco dei Comuni che partecipano, e che concluderanno nel 2023, ad eccezione del Burgraviato. Anche l’elenco delle cifre sarebbe stato fornito.

Rispondendo a una precedente interrogazione (106-19), l’Assessorato all’Istruzione e Formazione italiana, in riferimento alla necessità di insegnamento nelle scuole della materia educazione civica, sosteneva che “non è pertinente per la scuola di lingua italiana il termine "materia di educazione civica", in quanto la normativa nazionale vigente insiste sulle competenze chiave di Cittadinanza attiva: non " materie", quindi, ma pratiche e apprendimenti, plurali e trasversali, che riguardano più discipline.”: lo ha segnalato Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle), evidenziando che nel vocabolario Treccani il termine “pratica” assume il significato di: 1. Attività volta a un risultato concreto in un certo campo, in un certo settore; 2. Usanza, costume, consuetudine; 3. Relazione di familiarità continuata, di dimestichezza abituale con altra persona. Egli ha quindi riferito che le recenti notizie di cronaca, qualora confermate, metterebbero i vertici dell’Assessorato nella posizione di dover giustificare il ricorso alle “pratiche” intese come attività volta ad un risultato concreto attraverso un’usanza in una relazione di familiarità, con il rischio di trasmettere un messaggio errato sul funzionamento delle istituzioni e sulla parità di diritti di tutte le studentesse e studenti. Il consigliere ha chiesto quindi, qualora quanto affermato dalla stampa fosse corretto, che tipo di provvedimenti verranno presi per rafforzare la fiducia della popolazione nell’Assessorato all’Istruzione e Formazione italiana. L’ass. Giuliano Vettorato ha chiarito che con la “dimensione pratica” si intende la pratica legata alla conoscenza ed esercizio di azioni concrete di contenuto civico e morale, la voce numero 3 del dizionario ha tutt’altro significato. In quanto al tema a cui si allude, “sono in corso delle verifiche e vedremo”. Nicolini ha chiarito che è importante che la cosa non vada insabbiata, le pratiche emerse vanno chiarite definitivamente. L’ass. Vettorato ha replicato che dopo aver letto L’articolo alle 7, alle 9.03 ne aveva informato la GIunta, attivando le indagini e verifiche, ora in corso.

(continua).

(MC)