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Consiglio | 16.01.2020 | 12:46

Lavori Consiglio: Limite ai posti letto negli esercizi ricettivi

Respinto disegno di legge del Gruppo Verde. La discussione.

La seduta di oggi del Consiglio provinciale di Bolzano è iniziata con la discussione del disegno di legge provinciale n. 3/18: Limite massimo dei posti letto negli esercizi ricettivi, presentato da Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde), il quale ha spiegato che negli ultimi anni il settore turistico ha avuto una crescita notevole, superando nel 2017 i 32 milioni di pernottamenti e i 7 milioni di ospiti: un risultato importante per l’economia altoatesina, che tuttavia comporta anche svantaggi, quali un aumento del traffico e del conseguente inquinamento, la realizzazione di sempre maggiori cubature con conseguente consumo di suolo e di ambiente naturale, l'aumento dei consumi energetici dovuti all'offerta di sempre più sofisticati servizi di benessere, la crescita dei prezzi delle abitazioni a livelli irraggiungibili per una normale famiglia. La corsa ad aumentare il numero e la dimensione delle strutture ha avuto negli ultimi anni ritmi impressionanti: solo tra il 2016 e il 2017 sono stati costruiti 260.000 m3 in più a fini turistici, più di quanto non si sia costruito negli ultimi 10 anni nel settore dell'edilizia sociale, mentre la crescita di dimensioni ha creato una polarizzazione tra imprese turistiche sempre più grandi e multiservizi, e una vasta platea di aziende familiari piccole e medie, cuore del turismo sudtirolese, che versano in crescenti difficoltà. Per questo si ritiene urgente correggere la nuova Legge “Territorio e paesaggio” nella parte dedicata al turismo ,almeno nei suoi difetti più macroscopici. Il disegno di legge che viene presentato, composto di un solo articolo, modifica gli articoli 34 e 35 della Legge provinciale 9/2018 al fine di reintrodurre il tetto massimo di posti letto fissato già nel 1997 (comma 3), limitare il periodo di validità dei programmi di sviluppo del turismo, alla fine del quale devono decadere tutte previsioni, autorizzazioni, diritti e titoli non utilizzati (comma 1) ed escludere qualsiasi deroga alle norme urbanistiche (commi 2 e 4).

Lo stesso Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha ricordato che sono depositate presso la Provincia la richiesta di circa 50 nuove zone turistiche e che la Giunta, subissata di richieste, ha posto un limite alla presentazione di nuove richieste introducendo il termine del 31 agosto 2019, ma già le 50 richieste comportano il consumo di ulteriori 35 ettari di suolo, pari a 50 campi di calcio. Un terzo di queste zone estendono esercizi giá esistenti, due terzi sono invece zone nuove. Per ora si parla di autorizzare le zone contigue ai centri abitati e di bocciare quella nel verde, in ogni caso si entra in un terreno delicato, perché le decisioni della politica vanno ben giustificate: sarebbe stata opportuna una disposizione transitoria alla legge territorio e paesaggio, ma non solo non si è fatto, si è oltretutto approvata una legge che sarebbe entrata in vigore due anni dopo, aprendo una zona grigia in cui può succedere di tutto, come dimostrano le domande arrivate fino a ora. La politica ha ammesso il rischio di bolla turistica e ora cerca di chiudere la porta della stalla quando ormai i buoi sono usciti. Le strutture a rischio sono proprio quelle che hanno caratterizzato l’offerta turistica in provincia di Bolzano, ovvero quelle piccole e medie, mentre quelle giá grandi si espandono: una polarizzazione che rischia di portare conflitto, così come quella tra zone turistiche. Quelle su cui c’è pressione turistica finiscono per svuotarsi della popolazione locale e diventare delle Disneyland, dei paradisi delle offerte artificiali che rischiano di snaturarsi e di perdere autenticità, anche architettonica. Eventi come il mercatino di Natale di Bolzano diventano momenti di estraniazione per la cittadinanza locale, che subisce il traffico , nelle zone altamente turistiche, il caro casa, me non guadagna nulla. Se i posti letto non vengono autorizzati, a un certo punto le autorizzazioni devono decadere. Inoltre, non è possibile che la già generosa legge territorio e paesaggio sia piena di deroghe. “Noi siamo per il turismo, non contro, molti di noi lavorano nel settore: ma anche il turismo deve avere una capacitá di visione di lungo periodo”,ha concluso Dello Sbarba.

Dopo che Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha lamentato l’assenza di molti assessori nel corso della presentazione del disegno di legge, il pres. Noggler ha chiarito che l’assessore competente Schuler era assente giustificato e che avrebbe replicato il presidente Kompatscher.

Helmuth Tauber (SVP) ha ironizzato sulle esagerate esternazioni relative ai disagi che dal turismo ricadrebbero sulla popolazione, sostenendo poi che il turismo è un pilastro dell’autonomia, fonte di benessere: basta vedere da dove è partita la provincia 70 anni fa e qual è la condizione di benessere ora. Molte infrastrutture, anche di mobilitá, sono finanziate grazie al turismo, e non esiste un problema di overtourism, anche se è vero che c’è un problema di traffico. Chi vende il proprio alloggio per trasferirsi in zone limitrofe dove si può permettere un appartamento piú grande e comodo lo fa per decisione personale. È vero che non bisogna superare un certo limite, ma qui non esistono catene alberghiere ma per lo più strutture gestite da famiglie locali, portate avanti da generazioni con grande lavoro. La legge urbanistica stabilisce regole ben precise, mentre l’Unione Albergatori riflette su sostenibilità e qualità, caratteristica innegabile dell’offerta gastronomica. Un paio di regole sarebbero opportune relativamente al sistema Airbnb ecc, ma in linea di massima si è verificato uno sviluppo positivo e di qualità, anche perché il turista chiede più comfort rispetto a qualche anno fa, come fa ciascuno con la propria casa.

Brigitte Foppa (Gruppo Verde), cofirmataria del disegno di legge, ricordando l’attività della sua famiglia nel settore alberghiero, ha riconosciuto l’alta qualità dell’offerta turistica altoatesina e l’impegno di chi lavora nel settore. Ci sono 7,5 milioni di turisti e 230.000 posti letto, ha ricordato, e 33 milioni di pernottamenti: numeri veramente impressionanti se rapportati a quelli della popolazione locale, con una densità turistica che è la più elevata dell’arco alpino. Ciononostante negli ultimi mesi si sono accumulati i progetti, come quello che a Nova Levante su un prato in pendenza prevede un nuovo albergo grande 4 volte il progetto benko con 125 posti auto, che tra il resto toglierebbe la vista sul Catinaccio: investimenti di questo genere non partono da famiglie locali Costruire in questo modo è un danno irrevocabile al paesaggio. Ogni impresa è chiamata a riflettere sul limite della propria crescita. Un esempio è quello dei mercatini di Natale, dove vengono proposti per esempio würstel con i crauti che non erano un piatto tipico  tirolese. Facendo riferimento a un convegno dei Verdi a Merano, Foppa ha riferito che il sindaco di merano Rösch aveva sottolineato l’importanza del legame tra turisti e autoctoni, altrimenti si perde in genuinità. Porre un limite allo sviluppo permetterebbe anche alle zone in ritardo di recuperare lo svantaggio. La proposta di legge, ha ribadito Foppa, non è un attacco al turismo, ma un’opportunitá per il settore, anche a favore dell’assetto sociale, per evitare che si crei un sistema chiuso e artificiale.

Franz Locher (SVP) ha  sottolineato che in Europa ci sono 746 milioni di abitanti, e chi vive in una cittá molto grande, tra nebbia e inquinamento, desidera cambiare aria: se deve coprire centinaia di migliaia di km, però, contribuisce anche all’inquinamento atmosferico, mentre l’offerta turistica altoatesina offre loro una possibilità, anche grazie a un clima soleggiato. Molti vengono anche per ammirare il meraviglioso paesaggio, “e non vogliamo certo dire loro di restare in Stiria o in Svizzera”. Il turismo ha offerto una possibilità unica a persone che erano costrette ad emigrare, creando posti di lavoro: ora questo non si apprezza più. In quanto al gap est ovest citato dai consiglieri, è vero che bisogna compensare, ma c’è ancora possibilitá di sviluppo, non c’è la situazione che si trova, per esempio, a Roma. Se non si garantisce un’offerta adeguata, le persone andranno in vacanza altrove. Bisogna inoltre fare in modo che i turisti trovino nelle strutture alberghiere i prodotti locali, e ricordare il contributo del turismo allo sviluppo economico. Puntare a un limite di posti letto sarebbe sbagliato; è vero che ci sono periodi in cui si verifica un certo sovraffollamento, bisognerebbe per esempio intervenire con dei limiti sui passi, “e queste sono le regolamentazioni che possiamo e dobbiamo adottare, non il limite ai posti letto”. Il turismo invernale offre anche possibilità di lavoro ai contadini.

Anche Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) si è detta contraria a un limite ai posti letto, invitando a non imputare tutti i problemi al turismo. Molto è stato giá fatto, anche per limitare il traffico, grazie alla Mobilcard che permette ai turisti di muoversi per tutto il lroo soggiorno senza auto. Attualmente si assiste a un cambio generazionale, e i giovani devono capire come gestire il futuro dei loro esercizi: a maggior ragione non ha senso un tetto massimo, quanto piuttosto una riflessione in merito nei singoli comuni; a Scena, per esempio, tale numero è invariato da anni. Molti approfittano del turismo, si pensi agli artigiani con le ristrutturazioni, o alle donne che trovano posti part time nelle receptions. È vero che ci sono sempre più soggiorni brevi, e che bisogna trovare una soluzione alle code dei weekend, bisogna pensare a una distribuzione sulla settimana grazie a offerte speciali dedicate: questa è una soluzione possibili, non introdurre un tetto massimo ai posti letto. Se i i verdi ora chiedono questo, chissà cosa chiederanno poi, magari ridurre il numero di trattori perché anche questi intralciano il traffico. Gli stessi albergatori si occuperanno di conservare in salute il sistema.

Peter Faistnauer (Team K), dopo un breve scambio con il pres. Kompatscher sul grado di attenzione di assesori/e e consiglieri/e nei confronti del dibattito, ha chiarito che nel ‘90 c’erano 3,6 mio. di arrivi con 23 milioni di pernottamenti, oggi ci sono più di 7 milioni di arrivi con 33 milioni di pernottamenti, 7 anni fa gli hotel 5 stelle erano 5, ora sono 31: i grandi tendono a scalzare i piccoli, bisognerebbe promuovere una collaborazione degli alberghi più piccoli come alberghi diffusi. Ci sono aree più o meno sviluppate turisticamente, le prime si trovano in 20 comuni, la situazione è eterogenea: è possibile discutere di un limite massimo di letti, permettendo uno sviluppo sostenibile nelle aree meno sviluppate. Bisogna chiedersi anche quanti posti letto sono stati trasformati in zone residenziali; la qualità va benissimo ma bisogna fare attenzione alla quantità, per evitare che grandi imprese si mangino quelle piccole.

Del tetto massimo di 229.000 del 1989 ha parlato Paul Köllensperger (Team K) chiedendosi come si può andare avanti se sono raddoppiati gli arrivi, e facendo riferimento anche ai controlli proprio sul numero dei letti. Bisogna frenare l’overtourism, ma permettere uno sviluppo sano del turismo. Il tetto massimo è una misura d’emergenza, ma non la soluzione del problema, perché anche le piccole strutture si devono adeguare agli sviluppi che si vedono a livello mondiale. Bisogna innanzitutto proteggere il paesaggio, perché è la ragione per cui i turisti arrivano, sviluppare strategia per aumentare la durata dei soggiorni, e limitare così il traffico e aumentare la spesa pro-capite dei turisti. È importantissimo anche andare verso un turismo verde, senza auto, come già si fa in Germania: l’alto Adige può essere pioniere in quest’ambito. Non c’è bisogno di nuove grandi strutture, che offrono anche servizi come il parrucchiere, ma di esercizi i cui gestori creano un contatto con gli ospiti. Ci vuole uno sviluppo intelligente, non con un tetto massimo, che può essere una soluzione transitoria, ma con un piano turistico adeguato. Il Team K voterà il passaggio della proposta alla discussione articolata, ma si impegnerà per modificare i singoli articoli.

Un’economia funzionante è un pilastro dell’Autonomia, perché altrimenti tante prestazioni pubbliche non sarebbero finanziabili, ha detto Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen). Il settore turistico merita apprezzamento, così come vanno riconosciuti gli sforzi dei pionieri del settore; un limite massimo ai posti letto non è necessario, anche se è vero che in certe zone si è raggiunto un limite, e che qui bisogna intervenire pilotando lo sviluppo, per non scontrarsi con il rifiuto della popolazione. Non va però bene se il settore alberghiero distrugge il paesaggio con cui si fa pubblicità, così come non è accettabile che in un paese tutti i ristoranti siano chiusi nello stesso giorno e sia aperto solo l’albergo. la cittadinanza inoltre non capisce perché i limiti al traffico non valgono in prossimità dell’8 dicembre. Il territorio deve restare vivibile, non diventare una disneyland. La proposta dei Verdi non differenzia tra singole zone e comuni, mentre c’è bisogno di flessibilità e comprensione per la periferia;: i Freiheitlichen sono d’accordo sul primo comma dell’articolo 1, che limita il programma di sviluppo a 7 anni, ma la discussione generale coincide con quella articolata trattandosi di un unico articolo.

“Il limite massimo di posti letto non è la panacea è non è sufficiente per controllare il fenomeno del turismo di massa”, ha detto Hanspeter Staffler (Gruppo Verde), cofirmatario del disegno di legge, ricordando però che questa è una delle poche possibilità che ha il plenum. In tutta la provincia ci sono persone che ritengono che ci sia qualcosa che non va con il turismo. Il numero di pernottamenti dipende dai posti letto disponibili, dal numero di giornate utilizzate - 150 in Alto Adige, dalla durata del soggiorno: quest’ultima  dipende da questioni famigliari - non si può certo dire agli ospiti “quattro giorni sono pochi, rimanete 7 giorni”, perché sono gli ospiti che decidono; anche la quota di giornate utilizzate non è influenzabile dall’aula; l’unica cosa che si puó determinare è il limite di posti letto, intervenendo con l’urbanistica, che determina lo sviluppo in una certa direzione.Il turismo è caratterizzato da una forte ripresa, con la nascita di hotspot e grande traffico. C’è stata un’azione massiccia di Alto Adige Marketing; sarebbe necessario ora cambiare la strategia pubblicitaria, riflettere sul sostegno ai film, ridurre gli hotspot e rivedere la cultura degli events. Il primo intervento possibile è tuttavia intervenire sull’urbanistica.

Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha evidenziato che la visione dle turismo dei verdi è legata alla loro visione dle mondo, che egli rispetta, ma non condivide, perché evidenzia l’esistenza di una società che sa guardare al futuro adeguandosi e una societá che si chiude guardando al passato. C’è un potenziale di sviluppo, segnalato dall’ass. Schuler, che questo dlp vorrebbe evitare: egli non avrebbe quindi sostenuto il disegno di legge, pur comprendendone le migliori intenzioni. Il consigliere ha poi fatto riferimento alla questione del turismo mordi e fuggi, come quello che porta pullman di turisti per gite giornaliere al mercatino, e rilevato che qui come negli hotspots - con, per esempio, il tornello alla chiesa in alta Val di Funes, che parrebbe un intervento speculativo, del resto legittimo secondo Urzì - si trova una grande sfida per il turismo. Giustissima è la tutela dell’ambiente naturale, ma un’eccessiva cautela a volte appare fortemente condizionata da alcune lobbies, dagli agricoltori alle altre categorie economiche. A proposito di turismo, va considerato il fenomeno meno gestibile e controllato dell’affittanza privata, al quale si oppone il sistema economico di potere, che si rivolge non contro i macro, ma contro i microportatori di interesse, che non hanno certo gli stessi grandi interessi speculativi; evidentemente manca la lobby dei cittadini, ai quali vanno dati maggior ruolo e potere. Egli voterà contro il disegno di legge.                        

Il pres. Arno Kompatscher ha annunciato che la maggioranza non avrebbe sostenuto il disegno di legge. Come è stato detto, il turismo è importante per l’economia locale, anche quella periferica, crea posti di lavoro e porta infrastrutture utilizzate anche dai residenti. In quanto all’overtourism, di questo si discute non solo in Alto Adige, ma anche altrove, per esempio relativamente ai flussi in città come Venezia, Parigi, Amsterdam, Londra, Majorca: bisogna differenziare, senza farsi prendere dalle emozioni, bisogna verificare se il problema esiste e in quale forma. Il settore non è lasciato al mercato libero, ma viene disciplinato, sempre con l’obiettivo di mantenere un equilibrio: si tratta di trovare gli strumenti giusti, strumenti nuovi perché gli sviluppi sono nuovi. Si tratta di capire come gestire gli hotspots turistici, senza divieti assoluti ma con interventi organizzativi: è in corso lo sviluppo di progetti, diversi per ogni hotspot ma con caratteristiche comuni: utilizzo di mezzi pubblici, richiesta di corrispettivo economico - per esempio per lo stesso trasporto in loco ma anche per servizi aggiuntivi, e contingentamento. IL secondo tema è il traffico: va promosso l’arrivo con mezzi pubblici, non individuali, e questo deve essere parte dell’offerta turistica. Anche i posti letto vanno considerati, così come bisogna considerare che anche in aree altamente sviluppate ci sono periodi di sovraffollamentoi e periodi morti: quetso dipende dall’offerta. Mobilità, determinazione del periodo, imposta di soggiorno fanno quindi parte di questo concetto. Mettere un limite ai posti letto non va bene, si sarebbe per esempio ben contenti di uno sviluppo turistico in zone meno sviluppate, come la Val Martello, per offrire posti di lavoro in loco, non certo per offrire opportunitá ad aziende internazionali con strutture da 500 posti. La nuova legge urbanistica va proprio in questa direzione, limitando lo sviluppo in aree fortemente sviluppate e creando ooportunitá per aree deboli. Le 50 richieste arrivate secondo le norme attuali saranno valutate secondo criteri precisi, escludendo le zone verdi e proposte con più di 140 letti. Con la nuova norma si vogliono favorire anche in futuro le imprese famigliari, nell’interesse del turismo altoatesino; ci saranno anche norme quadro per favorire il passaggio generazionale.  Piuttosto che determinare un numero limite di letti, sono opportune misure differenziate. Egli condivide l’intenzione del disegno di legge, ma non le soluzioni trovate. Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha ringraziato Kompatscher per la risposta, ritenendola differente da quella di chi, come Tauber e Locher, il quale è stato sindaco per molti anni dell’unico comune altoatesino senza piano paesaggistico, negano il problema. Il tetto al numero di letti non è la bacchetta magica, ma una meta massima all’interno della quale distribuire le quote: non sostituisce tutte le altre proposte fatte, ma rappresenta un limite su cui calibrarle. Negli ultimi anni sono stati fatti passi indietro, sono stati cancellati i divieti sui passi, sono state permesse aree turistiche: i segnali non vanno certo nella direzione di una gestione del fenomeno. L’overturism, secondo l’Eurac, è determinato non da numeri, ma si verifica quando i benefici del turismo non sono sufficienti a compensare i disagi per la popolazione locale: in alcune aree questo è indubbio. La fortuna del turismo sta anche nel consenso sociale, che non bisogna distruggere. Dello Sbarba si è detto infine soddisfatto di aver sollevato il problema e di tenerlo vivo, e ha rivendicato che il suo Gruppo individua e discute i temi del futuro, come fece parlando di cambiamento climatico già in una conferenza del 2007, suscitando l’ostilità delle associazioni turistiche. Egli ha quindi chiesto la votazione separata dei 4 commi del dlp. Il primo mette una scadenza al programam di sviluppo del turismo, il secondo e il zterzo eliminano le deroghe contenute nella lp 9/8, il terzo introduce il numero limite di letti. Il pres. Kompatscher ha chiarito che tutti i programmi che non hanno giá avuto un’autorizzazione urbanistica decadono con la nuova norma.

Il disegno di legge 3/18, Limite massimo dei posti letto negli esercizi ricettivi, è stato posto in votazione e respinto: il comma 1 con 12 sì, 17 no e 1 astensione, il comma 2 con 10 sì, 19 no e 1 astensione, il comma 3 con 4 sì, 20 no e 6 astensioni, il comma 4 con 10 sì, 16 no e 4 astensioni. In seguito a richiesta di Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) sulla legittimità del voto separato per commi, di cui si potrebbe abusare in caso di disegni di legge con un solo articolo e molti commi, il pres. Kompatscher ha risposto invitando il collegio dei capigruppo di occuparsi della questione, e che la gestione odierna non deve rappresentare un precedente. Il pres. Josef Noggler ha fatto riferimento al Regolamento (art. 77), in base al quale se un singolo comma fosse stato approvato ci sarebbe poi stata una votazione finale sulla legge.

È quindi iniziato il tempo riservato alla maggioranza.

(MC)