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Landtag | 02.07.2021 | 13:05

Lavori Consiglio: Ordini del giorno al disegno di legge omnibus -1

Respinti i primi ordini del giorno al dlp 85/21, proposti da Gruppo verde e Fratelli d’italia, avviata la discussione di una proposta del Team K. L'esame degli ordini del giorno prosegue nel pomeriggio.

Nell’ambito della discussione del disegno di legge provinciale n. 85/21 (omnibus) Modifiche a leggi provinciali in materia di procedimento amministrativo, cultura, enti locali, uffici provinciali e personale, formazione professionale, istruzione, utilizzo delle acque pubbliche, agricoltura, tutela del paesaggio e dell’ambiente, territorio e paesaggio, servizio antincendio e protezione civile, difesa del suolo e opere idrauliche, ordinamento forestale, esercizi pubblici, commercio, appalti, artigianato, guide alpine e guide sciatori, igiene e sanità, banda larga, trasporti, assistenza e beneficenza, edilizia abitativa (presentato dalla Giunta provinciale su proposta del presidente della Provincia Kompatscher), sono stati discussi gli ordini del giorno.

Il Gruppo verde, rilevando che il regolamento di attuazione della legge sull’edilizia abitativa agevolata del 1998 assegnava punti in più alle coppie appena sposate, ha invitato a incaricare la Giunta a porre fine all’esplicito trattamento preferenziale riservato alle coppie sposate riguardo all’assegnazione dei punti per le agevolazioni edilizie, assegnando cinque punti a due persone con la stessa residenza che presentano una domanda di agevolazione edilizia. L’assessora, ha chiarito Brigitte Foppa, aveva già chiarito di voler intervenire in questo senso. L’ass. Waltraud Deeg ha chiarito che in linea di principio l’aspetto della norma andava chiarito e modificato, ma la proposta di Foppa non era sensata, perché sarebbe bastato abitare insieme per avere dei punti. Più sensato sarebbe stato pensare alle coppie di fatto. L’ordine del giorno è stato respinto con 12 sì, 19 no e 3 astensioni.

Fratelli d’Italia ha chiesto di aumentare lo stanziamento a copertura finanziaria dei costi fissi delle imprese, determinato con delibera di Giunta del 27.4.21 in 280 milioni €, qualora insufficiente a garantire il soddisfacimento degli obiettivi prefissati, e a comunicare agli interessati il piano di ripartizione delle risorse disponibili. Si era infatti notato che da aprile ad oggi le deleghe richieste dai soggetti abilitati erano in numero considerevole nell'ordine di svariate decine di migliaia (50-70mila) , mentre la media dell'importo del contributo calcolata con riferimento alle domande che saranno presentate da uno studio commercialistico risultava di circa 30-35.000 euro, per difetto. Stante ciò, se le domande fossero state anche solo 30.000, il contributo disponibile rispetto alla somma stanziata si sarebbe ridotto  in modo assai considerevole se non a poche miglia di euro per richiedente. L’ass. Philipp Achammer ha chiarito che non tutto quanto detto era corretto. Era stato messo a disposizione un totale di 380 milioni, di cui 100 per le piccole imprese, che probabilmente non sarebbero stati del tutto utilizzati. Si era cercato di calcolare bene i mezzi messi a disposizione, anche con la Camera di Commercio: la somma messa a disposizione avrebbe dato abbastanza spazio di manovra. L'ordine del giorno è stato respinto con 8 sì, 18 no e 8 astensioni.

Ancora Fratelli d’Italia ha invitato a impegnare la Giunta provinciale (1) a sostenere l’inserimento nel Documento Unico di Programmazione e di pianificazione del Comune di Merano la progettazione, la realizzazione e la gestione coordinata dei lavori e delle opere necessarie risolvere il grave problema della falda di Sinigo, attraverso il ripristino del sistema di bonifica idraulica (drenaggi, canali di scolo, canali di drenaggio e pompe idrovore); (2) a creare un tavolo di coordinamento con compiti programmatici e gestionali con tutti gli attori competenti ed interessati; (3) a impegnare a tal fine l’indispensabile sostegno finanziario della Provincia. Alessandro Urzì ha chiarito che la questione era stata condivisa in sede comunale da diversi partiti, e che proprio da un documento sottoscritto anche da SVP, PD, 5 Stelle e Verdi, egli aveva tratto contenuti della sua proposta, che mirava ad ottenere il sostegno finanziario a livello provinciale, cosa fondamentale per procedere con le opere che tutti volevano a livello comunale. Se fossero mancati i soldi, l’impegno sottoscritto a livello comunale era carta straccia. Sandro Repetto (Partito Democratico -. Liste civiche) si è rammaricato che il documento fosse stato presentato, così come già una mozione sullo stesso tema, senza il coinvolgimento dei partiti sottoscrittori della proposta comunale, tra i quali non rientrava Fratelli d’Italia: la Giunta aveva già detto che non avrebbe accolto l'ordine del giorno; lui avrebbe sostenuto, ma bisognava chiedersi se faceva bene ottenere questo voto negativo solo per avere una passerella, o se non fosse stato meglio un confronto con la Giunta. Paul Köllensperger (Team K) ha condiviso questa posizione, ritenendo poco elegante portando a propria firma un documento scritto da altri. L’Obfrau meranese della SVP Zeller aveva parlato con l’ass. Schuler per il finanziamento, e c’era già stato un primo accordo: evidentemente quanto sottoscritto dalla SVP era aria fritta perché senza finanziamento il problema non veniva risolto. Giuliano Vettorato (Lega Salvini Alto Adige Südtirol), intervenendo come consigliere, ha detto che il problema della falda era annoso, ma l’iter doveva partire dal Comune; bisognava evitare le strumentalizzazioni, quindi  forse era il caso di ritirare la mozione. Bene era che molte forze politiche fossero d’accordo. Faceva sorridere che chi aveva scritto il documento condiviso fosse stato al Governo fino a ieri, ma la Provincia ci sarebbe stata. Urzì ha chiesto votazione per voto nominale. Riccardo dello Sbarba (Gruppo Verde) ha parlato di “corto circuito”, in quanto il documento era stato firmato dall’unica forza politica che non l’aveva sottoscritto a Merano: giravolte che si vedono soprattutto in campagna elettorale. I Verdi avrebbero sostenuto il documento, ma se esso fosse stato bocciato, sarebbe stato un passo indietro rispetto all’obiettivo, tuttavia, la storia non finiva qui, i verdi avrebbero mantenuto fermo l’impegno di portare avanti l’obiettivo come amministrazione comunale, e al momento opportuno anche in Provincia. La strategia scelta da Urzì però non era comprensibile, alla “tanto peggio tanto meglio”. Anche Rita Mattei  (Lega Salvini Alto Adige Südtirol) è intervenuta come consigliera, dicendosi perplessa dalla proposta: la problematica era ben nota, e l’ultima amministrazione comunale nulla aveva fatto per porvi rimedio, Ora ci si trovava in campagna elettorale per le comunali, e tutti i partiti si strappavano le vesti per far finta di risolvere un problema; mancava un progetto, e la Lega non era nemmeno stata interpellata pur essendo forza di maggioranza in Provincia. Quanto proposto comportava inoltre nei primi punti un’indebita ingerenza nelle competenze comunali. La falda di Sinigo è davvero un problema, e l’ordine del giorno proposto non crea i presupposti necessari per affrontarlo. Così come la questione era gestita, non solo da  Urzì ma anche da tutti i partiti a Merano, era una farsa. Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha sostenuto che si parlava come se in passato non fosse stato fatto nulla: era invece stato fatto uno studio di fattibilitá, che coinvolgeva tutti i soggetti interessati e proponeva tutte le misure necessarie. Esso prevedeva una spesa di 5-6 milioni solo per controllare la situazione, non per risolverla per sempre; era quindi necessario un finanziamento per intervenire, ma la precedente giunta comunale si era ben attivata. Carlo Vettori (Forza Italia Alto Adige Südtirol) ha ravvisato nell’ordine del giorno una strumentalizzazione ai fini della campagna elettorale meranese; se davvero si fosse voluta la presenza della Provincia, c’era un Commissario nel pieno dei poteri, al Comune di Merano, che avrebbe potuto richiedere l’intervento, avviando un iter che la prossima Giunta comunale avrebbe portato avanti. Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) ha rilevato che tutti erano d’accordo sul fatto che il tema della falda fosse subentrato alla ribalta per motivi elettorali: tutte le interrogazioni fatte in merito negli ultimi 5 anni non venivano da Urzì né dai gruppi al Governo provinciale, ma dal suo e da altri. però respingere l’ordine del giorno avrebbe fatto il gioco del collega Urzì: era invece opportuno restare ai fatti, altrimenti si sarebbe dimostrato che si votavano le cose solo se venivano dalla parte giusta. L’ass. Arnold Schuler ha evidenziato che il problema stava molto a cuore ai cittadini di Sinigo, e che era repsonsabilitá del Comune di merano far partire l’iniziativa: se ci sarebbe stato bisogno dell’aiuto della provincia, questa avrebbe dato una mano. Non si poteva sottoscrivere un documento che impegnava la Provincia a stanziare dei fondi per un Comune, anche perché sarebbe stato un precedente. Si sarebbe quindi stato contro l’ordine del giorno. Questo, votato per parti separate e nominalmente, è stato pertanto respinto: le premesse, punto (1) e punto (2) ciascuno con 11 sì, 15 no e 5 astensioni, il (3) con 11 sì, 17 no e 5 astensioni.

Il Team K ha chiesto che fosse modificata al più presto la legge provinciale 10 luglio 2018, n. 9, affinché anche in Alto Adige chi desidera attuare un intervento edilizio potesse beneficiare di tutti gli incentivi statali per interventi di demolizione e ricostruzione con aumenti di cubatura. Come ha spiegato Peter Faistnauer, solo in Alto Adige essa era infatti considerata alla stregua di nuova costruzione, il che rendeva inapplicabili le agevolazioni per il recupero edilizio, compreso il superbonus del 110%: egli si era augurato che si facesse un simile passo con la omnibus, e di fatto la maggioranza aveva previsto un emendamento al disegno di legge, forse però non all’articolo giusto. Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) si è chiesto perché si doveva respingere questa proposta, per approvate nel pomeriggio un emendamento del collega Noggler che proponeva la stessa cosa. Nessuno avrebbe perso nulla se si fosse approvata la proposta ora: sarebbe stata una best practice.

La discussione prosegue alle 14.30.

(MC)