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Landtag | 09.10.2019 | 18:05

Lavori Consiglio: Etichette in tedesco, turismo di qualità

Mozioni di Süd-Tiroler Freiheit e Team Köllensperger. La seduta di oggi è terminata.

Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha presentato oggi in Consiglio provinciale la mozione n. 169/19: Etichettatura in lingua tedesca dei prodotti in commercio (emendata), con cui, evidenziando che  secondo il diritto comunitario in tutto il territorio dell'Unione Europea è vietato commercializzare prodotti alimentari con le etichette, ovvero le indicazioni prescritte, in una lingua non facilmente comprensibile dall'acquirente, e questo al fine di garantire il diritto dei consumatori, nonché che lo Statuto di autonomia prevede all'articolo 99 la parificazione della lingua tedesca a quella italiana, e che ciononostante gran parte delle merci acquistabili in provincia di Bolzano hanno etichette solo in lingua italiana, il che, in caso di determinati prodotti, comporta anche rischi per la salute che non sono da sottovalutare, chiedeva che  il Consiglio provinciale (1) ribadisse il diritto dei consumatori, ai sensi della vigente normativa europea, ad avere le indicazioni sui generi alimentari e su altri prodotti nella propria madrelingua, (2) si dicesse favorevole, dato che sul territorio provinciale la maggioranza della popolazione è di madrelingua tedesca, parificata all’italiano dall’articolo 99 dello statuto di Autonomia, all’indicazione in ogni caso in lingua tedesca delle informazioni obbligatorie sui prodotti nella provincia di Bolzano, (3) incaricasse la Giunta provinciale di presentare entro il 2020 un disegno di legge nel quale si prevedesse che in tutti i settori in cui è prescritto per legge l’uso della lingua italiana venga in ogni caso utilizzata la lingua tedesca ai sensi dell’art. 99 dello statuto, (4) che il Consiglio invitasse la Giunta a rivolgere con urgenza un appello all’europarlamentare della provincia di Bolzano, al parlamento e al Ministero competente affinché venissero creati i presupposti legislativi per l’indicazione obbligatoria degli ingredienti e delle informazioni sui prodotti non solo nella lingua dello stato, , ama in regioni con altri gruppi linguistici anche nella lingua di quest’ultimi.
Alessandro Urzì (L’alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha ricordato le sue numerose segnalazioni, anche in passato, della messa in vendita di prodotti senza indicazioni in lingua italiana, che è obbligo per una corretta commercializzazione in Italia. Ha aggiunto che vanno considerate le difficoltà per aziende che producono in Italia di prevedere una etichettatura in lingua tedesca solo per l’Alto Adige, il che ridurrebbe di molto le merci presenti sul mercato altoatesino, nonché che lui stesso aveva chiesto un’etichettatura in tedesco per le sigarette qui vendute: il consumatore tuttavia ha l’arma di acquistare ciò che non è di suo gradimento.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), cofirmatario, ha spiegato che la ditta Ravensburger non commercializza più in provincia di Bolzano perché non è in grado di rispettare la normativa vigente in Italia, e sottolineato che il gruppo linguistico tedesco, che è maggioranza sul territorio, deve essere in grado di ottenere prodotti con indicazioni nella sua madrelingua. per legge dovrebbe essere previsto che per i prodotti destinati al mercato della provincia di Bolzano siano obbligatorie indicazioni anche in lingua tedesca. In fondo, si tratta anche di prodotti che possono portare rischi per la salute.
Gerhard Lanz (SVP) ha invitato a considerare da un lato il diritto alle informazioni, collegato all’uso della madrelingua, e la gestione del mercato. Se si pretendono indicazioni in tedesco per l’Alto Adige si corre il rischio che non arrivino più certi prodotti. Egli ha chiesto poi che nel punto 2 si preveda un’etichettatura in lingua “italiana e tedesca”, perché essa deve essere obbligatoriamente anche in italiano: in questo caso l’avrebbe sostenuto, così come avrebbe sostenuto il punto (4).
Anche Carlo Vettori (Lega Alto Adige Südtirol) ha chiesto una modifica al punto (2), ovvero di introdurre la parola “anche” prima di “lingua tedesca.”
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha condiviso la richiesta di avere prodotti nella propria madrelingua, pur sottolineando che nella prassi, da decenni, si ha solo etichettatura italiana, e aggiunto che il punto più importante della mozione è il punto (3) relativo al disegno di legge.
Riccardo Dello Sbarba (Gruppo verde) ha ritenuto corretto che i prodotti fossero accompagnati da informazione nelle due lingue, e ha appoggiato la proposta del collega Vettori (“anche” in lingua tedesca). In quanto al punto (3) ha ipotizzato che la Provincia non avesse competenza nel settore, e pertanto non potesse legiferare
L’ass. Philipp Achammer ha ribadito il sostegno della Giunta all’uso della madrelingua, nonché che l’art.99 dello Statuto parifica il tedesco all’italiano, obbligando alla comunicazione in entrambe le lingue gli enti pubblici. La Giunta è favorevole all’intenzione della mozione, e condivide il comma 2, purché si introduca la parola “anche”. Il regolamento della UE parla di “una o più lingue ufficiali”, quindi aggiungere altre lingue è possibile, in Italia però il relativo decreto ha indicato solo la lingua italiana. Il comma 3 non è condivisibile perché bisogna procedere secondo le competenze, mentre può essere accolto il punto 4. Atz Tammerle ha ribadito che le indicazioni europee parlano sempre di “lingua ufficiale”, e il tedesco lo è, aggiungendo che nessuno può impedire di aggiungere una seconda lingua. La mozione è stata votata per punti separati, e sono stati accolti solo il punto (2) e il punto (4): le premesse sono state respinte con 5 sì, 18 no e 10 astensioni, il punto (1) è stato respinto con 6 sì, il punto (2) accolto con 26 sì e 7 astensioni, il punto (3) respinto con 4 sì, 24 no e 5 astensioni, il punto (4) approvato con 31 sì, 1 no e 1 astensione.

Paul Köllensperger (Team Köllensperger) ha quindi presentato la mozione n. 175/19: Turismo di qualità: l’offerta di mobilità e le attrazioni hanno il loro prezzo,  con la quale chiedeva di due piccole ma efficienti misure che introducessero un miglioramento a garanzia del mantenimento di un turismo di qualità in provincia, con la gestione del flussi turistici e la possibilità di evitare l’overtourism, situazioni molto criticate dai residenti, ma anche dagli stessi turisti in visita, che cercano una situazione qualitativamente ottimale: egli quindi proponeva di impegnare la Giunta provinciale (1) a provvedere affinché d’intesa con i gestori dei mezzi di trasporto venga introdotto un prezzo adeguato per ogni corsa che i turisti effettuano nell’ambito dell’offerta pubblica di mobilità, e a emanare le necessarie disposizioni, e (2) a elaborare un progetto entro 12 mesi nell’ambito del quale effettuare il rilevamento dei luoghi turistici più attrattivi per i quali risulterebbe opportuno introdurre il pagamento di un biglietto d’entrata, soprattutto nei periodi di alta stagione estiva e invernale, e così favorire un turismo di qualità.
Helmut Tauber (SVP) ha segnalato che la guest card è molto variegata, come l’offerta turistica, e non è gratuita, pagando ogni azienda il suo contributo tramite l’imposta di soggiorno e un importo volontario. È vero che in periodi di forte turismo ci sono difficoltà, ma se si considerano i 365 giorni non è sempre così. “la mobilità non è gratuita”, ha ribadito Tauber.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha riferito di aver visto di persona gruppi di turisti in val di Funes che arrivano, non sanno neanche dove sono, cercano solo uno specifico panorama, fotografano e poi scappano, senza dare alcun valore aggiunto al territorio. Oltre all’overtourism, c’è quindi anche questa nuova forma di arrivi, che non ha nulla a che fare con il territorio e in merito al quale bisogna intervenire tempestivamente. La consigliera si è quindi detta d’accordo col punto (1), ma di dover approfondire quanto previsto al punto (2), perché non è giusto escludere chi non se lo può permettere.
Sandro Repetto (Partito Democratico-Liste civiche), rilevando che il turismo è fondamentale per la provincia di Bolzano, è necessario gestirlo al meglio, con un ragionamento di prospettiva e orientato alla qualità. Nell’ambito culturale non c’è questo tipo di prospettiva, che coinvolga sia lo sviluppo museale che gli spettacoli. Quando sarà aperto il tunnel del Brennero, tra  7-8 anni, circa 100 milioni di potenziali utenti potranno arrivare in provincia di Bolzano in pochissime ore, bisogna quindi investire nel collegamento alle valli con la ferrovia. La promuove un’iniziale riflessione in merito.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) ha definito “problematico” il livello che il turismo ha raggiunto in Alto Adige, aggiungendo che il problema va gestito e risolto con un occhio al futuro. ha quindi respinto il punto (1), perché va promosso l’utilizzo dei mezzi pubblici, e la guest card, diffusa anche in altre città europee, serve proprio a questo. In quanto al punto (2), Leiter Reber ha detto di capirne lo spirito, ma ha invitato a non favorire uno sviluppo à la Eurodisney.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha trovato nella mozione spunti accettabili ricordando che ai tempi in cui andava a scuola da Scena a Merano al venerdì, giorno di mercato, se il tempo era brutto il mezzo si riempiva di turisti, e non restava più posto per gli studenti. A scena ora c’è un bus per turisti e una tessera turistica che permette di utilizzare tutti gli impianti, nonché una combinazione tra ferrovia e zone sciistiche che funziona. È vero però che il turismo ha raggiunto i limiti, basti vedere la situazione del lago di Braies, dove si perde qualità di vita. Senza arrivare a un ticket, “non bisogna permettere che la nostra terra venga commercializzata con questi eccessi”. La STF non avrebbe votato a favore della mozione perché non combatteva il problema a monte; bisognerebbe prevedere un ticket congiunto per l’Euregio.
Peter Faistnauer (Team Köllensperger) ha portato l’esempio della Card nominale in uso a Vienna, che oltre a consentire l’uso dei mezzi pubblici permette di accedere a 90 musei. Questo è più trasparente che inserire i costi in quelli della camera. Il consigliere ha quindi appoggiato la mozione, sottolineando però che “le carte vanno messe in tavola”.
Gerhard Lanz (SVP) ha sottolineato che le associazioni turistiche sanno certamente come gestire al meglio le loro offerte; quanto proposto dalla mozione avviene già, in parte: per le tre Cime si paga già un biglietto di 35 €, mentre al lago di Braies è stata introdotta una limitazione temporale. È meglio lasciare che siano gli attori del settore, in primis IDM, a gestire il settore al meglio.
Hanspeter Staffler (Gruppo Verde) ha riferito di aver notato che sui manifesti a Berlino la terra più pubblicizzata era l’Alto Adige, e questo mentre si lamenta un turismo eccessivo. Un vecchio albergatore gli ha detto di non capire più cosa succede, non avendo più il turismo un ciclo stagionale. Si sono superati i limiti, ma non bisogna agire sui sintomi, bensì sulle cause, sviluppando una strategia sostenibile e duratura.
Alessandro Urzì (L’alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia) ha riferito che si contrapponevano due visioni del mondo, quella di chi accetta la sfida e cerca di gestirla e quella di chi si chiude ai cambiamenti. Oggi è possibile prendere un aereo per dormire in una capitale e tornare il giorno dopo, ma non bisogna avere paura di guardare al futuro, senza dimenticare il passato e la propria identità. Un Alto Adige che cerca di gestire questo cambiamento è un Alto Adige che accetta la sfida. I principi della mozione sono condivisibili, egli l’avrebbe quindi votata.
L’ass. Arnold Schuler ha sottolineato che il turismo è un pilastro dell’economia altoatesina, e ha fortemente contribuito all’attuale ripresa economica. Esso contribuisce per 2,2 mld e al PIL, e garantisce 38.000 posti di lavoro a tempo pieno, con addirittura carenza di personale: si può essere quindi orgogliosi di quanto raggiunto in questo settore come in agricoltura. Ovviamente ci sono anche delle ombre, ma la mozione non presenta una soluzione complessiva a una tematica complessa. La politica è già intervenuta, per esempio con uno stop ai posti letto; la mobilità svolge sicuramente un ruolo importante, e nel settore ci sono stati sviluppi di cui si è avvantaggiata anche la popolazione, si pensi per esempio alla funivia a Naturno. In quanto al punto (1), i prezzi per le carte turistiche sono già adeguati, e devono essere moderati altrimenti non si raggiunge l’obiettivo auspicato, mentre il punto (2) è troppo specifico, attualmente si sta lavorando a una soluzione più completa. La responsabilità del grande traffico non è solo dei turisti, ma anche dei cittadini. Köllensperger ha replicato che î turisti possono anche pagare un prezzo adeguato per utilizzare i servizi pubblici; il turismo non è una prestazione sociale, pertanto un contingentamento si può prevedere, anche con il prezzo. La card per 24 ore di Salisburgo, ha segnalato, costa 26 €, la Brixencard ne costa 2. L’ass. Schuler ha ragione a richiamare una soluzione complessiva, ma questo non esclude la mozione in oggetto. Posta in votazione, la mozione è stata votata per parti separate e respinta: le premesse con 11 sì, 15 no e 5 astensioni, il punto (1) con 12 sì, 15 no e 4 astensioni, il punto (2) con 7 sì, 17 no e 7 astensioni.

La seduta di oggi è terminata.

(MC)