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Cunsëi | 08.03.2018 | 17:09

Lavori Consiglio: Variazioni al bilancio 2018 - 2, Parco nazionale dello Stelvio

Approvato il dlp 153/18, discusso e approvato il dlp 150/17.

È ripreso nel pomeriggio di oggi in Consiglio l’esame del disegno di legge provinciale n. 153/18:Variazioni al bilancio di previsione della Provincia autonoma di Bolzano per gli esercizi 2018, 2019 e 2020 e altre disposizioni”, presentato dalla Giunta su proposta del presidente della Provincia Arno Kompatscher.
Dopo l’approvazione del passaggio alla discussione articolata (18 sì, 9 ast., 1 no), sono stati esaminati i singoli articoli.
Approvato un emendamento che inserisce l’articolo 01, Variazioni allo stato di previsione delle entrate, sono stati approvati senza discussione e con emendamenti del pres. Kompatscher i successivi articoli.
In assenza di dichiarazioni di voto, il dlp 153/18 è stato approvato con 18 sì e 13 no.

È stato quindi avviato l’esame del disegno di legge provinciale n. 150/17:Parco Nazionale dello Stelvio”, presentato dalla Giunta provinciale su proposta dell’ass. Richard Theiner. Si tratta di una proposta che, dopo che nel 2016 è stato sciolto il Consorzio tra Stato, Regione Lombardia e Province Autonome di Trento e Bolzano istituito nel 1995 per la gestione del Parco, definisce la gestione amministrativa dell’area che si trova nel territorio provinciale, che comprende 10 Comuni, di cui 9 venostani e il Comune di Ultimo. La norma definisce la gestione delle diverse zone (riserve generali, riserve generali orientate, aree di protezione ed aree di promozione economica e sociale) tramite un Piano e un Regolamento.
Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha presentato in merito una relazione di minoranza.
Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha criticato che non si trattasse, come promesso, di “riportare a casa” il Parco, e che non si facesse riferimento all’esproprio avvenuto ai danni della popolazione. Le indicazioni europee e statali lasciano poco spazio di manovra. è un peccato che non sia possibile trattare diversamente le zone abitate, nonché che il parere del Ministero competente sia vincolante. I costi annuali stimati sono 1,35 milioni €, mentre quello delle Vedrette di Ries costa per esempio 500.000 €; la divisione in tre unitá amministrative fará aumentare la burocrazia. La soluzione migliore sarebbe stata la trasformazione in Parco naturale provinciale.
Josef Noggler (SVP) ha criticato l’affermazione di Dello Sbarba nella sua relazione di minoranza, ovvero che “abitare in un parco naturale è un privilegio”: lo può dire solo chi abita in cittá Il Parco nazionale è stato costituito dal fascismo nel 1935 senza coinvolgere la popolazione, ai fini di conservare flora e fauna e garantire il turismo, senza tuttavia tenere conto delle possibilità di sviluppo della popolazione che vi abita. Chi abita nei comuni venostani del Parco non lo considera certo una fortuna. al contrario degli altri PArchi nazionali europei, nel caso dello Stelvio si prevede che le aree insediate e coltivate facciano pienamente parte del parco, e questo si ripercuote sulle possibilità di sviluppo dei comuni. IL disegno di legge è stato presentato alla popolazione ma non ha minimamente tenuto conto delle sue esigenze, inoltre demanda troppo al successivo Regolamento e al PIano, e manca di una cartina in cui siano indicate le zone di tutela. Noggler ha chiesto poi quale sará il destino di masi ed esercizi ricettivi, anch’esso oggetto del regolamento: esso sarà ben diverso a seconda della zona in cui si troveranno le strutture, non nota fino a quando sarà stilato il regolamento.
Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha sostenuto che la norma di attuazione è un grandissimo passo avanti, con le deleghe che offre a Province autonome e Regione Lombardia, e tuttavia non ha trasformato le tre zone in Parchi provinciali/regionale: si mantiene una configurazione unitaria, vista dal punto di vista dell’ecologia, della ricerca e della scienza. Anche le vecchie centrali elettriche erano un’imposizione fascista, ma ora tutti sono ben contenti di averle; se si vuole riacquisire completamente il Parco, nel frattempo ci si deve muovere in questo quadro. La norma d’attuazione, tra il resto, è stata trattata da rappresentanti locali in Commissione dei Dodici: bisogna smettere di dare segnali negativi, e incoraggiare le persone. Dello Sbarba ha riconosciuto che quello effettuato dall’assessore è stato un importante processo di partecipazione e coinvolgimento di vari soggetti. È vero che ancora non sono noti Piano e Regolamento, ma è vero che un Piano, fatto dall’ex direttore Wolfgang Plattner, giá c’è, così come c’è una cartografia: documenti realizzati non dal fascismo, ma da esperti locali, nell’ambito dei quali le persone hanno potuto vivere. Ci vuole un’intelligente gradazione delle tutele, differente tra fondovalle e montagna. La valle ribelle da cui viene Noggler si è distinta recentemente promuovendo un’idea di coltivazione rivoluzionaria cui ora aderiscono sempre più agricoltori e agricoltrici: sul libero pensiero della Val Venosta ha sicuramente influito anche il Parco nazionale. Dello Sbarba ha fatto riferimento al nuovo collegamento sciistico autorizzato dalla Giunta a Solda, che dovrebbe essere accompagnato dal nuovo concetto di “Solda senza auto”, criticando che nella delibera si parli solo di traffico calmierato. Ha infine definito la legge una buona via per lavorare sull’area del Parco, invitando a percorrerla con convinzione,
Secondo Maria Hochgruber Kuenzer (SVP), il minimo di autonomia nella gestione del Parco naturale va sfruttato, anche se è vero che le persone che si sono viste imporre il Parco sono infastidite da chi pretende di indicare loro cosa devono fare per tutelare la natura. LA consigliera ha riferito che in base a quanto detto dal sindaco di Martello il Comitato di gestione non si è mai incontrato dal 2010: “Questa non è co-partecipazione”. La gestione della parte provinciale del parco dipende da chi fará parte di questo Comitato, e sará opöortuno un coinvolgimento adeguato della Provincia, in modo che le vallate non siano ridotte a museo.
Ha quindi ripreso la parola Josef Noggler (SVP), rivendicando che i Venostani pensano con la propria testa e respingono l’idea che qualcuno decida sopra di loro. Il regolamento e la legge dovrebbero permettere di vivere e svilupparsi nel parco, ma cosí non è.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha ritenuto difficile ritenersi liberi se sul Parco la Provincia non ha libertà di decisione, e se non si tiene conto delle esigenze delle persone che abitano l’area. Il paesaggio alpino come si conosce oggi è il risultato del lavoro delle persone che vi abitano e che riescono a ottenere il massimo sempre nel rispetto della natura, con la loro sensibilità. Il problema è che si tratta di un Parco nazionale, con disposizioni statali imposte. Nessuno vuole grandi alberghi a 2000 mt, riproponendo quanto è avvenuto sullo Stelvio negli anni ‘60 o ‘70, ma permettere alle aziende agricole che sono nate lì di svilupparsi anche in futuro, tenendo conto che i passi sono sempre stati luoghi di collegamento. Bisogna fare in modo che il Parco nazionale dello Stelvio venga trasformato sul versante altoateisno in Parco naturale. Knoll ha sostenuto infine che anche dighe e centrali sono uno sfregio, e che non si può dire che i venostani sono con esse d’accordo.
L’ass. Richard Theiner ha ricordato che nel 2010, con gli allora parlamentari Zeller, Brugger e Thaler-Ausserhofer venne presentata al Ministro delle regioni la proposta di trasferire la competenza amministrativa del Parco alle Regioni, come avviene per il Parco degli Alti Tauri. Il ministro di allora, della Lega, non sapeva che fosse possibile, ma dopo molto lavoro di coinvolgimento e molta insistenza si è arrivati alla norma di attuazione: non si tratta di briciole, ma del massimo ottenibile. Theiner ha rivendicato di essere cresciuto all’interno del Parco, “pertanto so di cosa parlo”, e sará fatto tutto il possibile per aumentare la fiducia da parte della popolazione. Ci si è quindi confrontati con esperti, anche austriaci, per capire come gestire al meglio la competenza legislativa, e la legge è stata elaborata coinvolgendo Comuni, ambientalisti, contadini, economia, cacciatori e limandola finché non ci si è trovati d’accordo. All’interno del parco ci sono dei Comuni: se fosse possibile, li si estrapolerebbe, ma per ora non si può; si garantirà però che possano vivere nel Parco. Il Piano e il Regolamento non si possono stilare prima della legge, che è la loro base; Parchi nazionali vengono tuttora istituiti in Austria e Germania. 
L‘aula ha quindi approvato con 29 sì e 4 astensioni il passaggio alla discussione articolata.

L’articolo 1 è stata approvato senza discussione (18 sì, 10 ast.).
All’articolo 2 sugli obiettivi, Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha posto un emendamento, al fine di garantire, tramite coordinamento tra le tre province, un sistema di tutela omogeneo. L’ass. Richard Theiner ha chiarito che è giá previsto un Comitato di gestione e indirizzo. Respinto l’emendamento, l’articolo è stato approvato con 21 sì e 9 no.
L’articolo 3 definisce le misure. Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha chiesto di fare un preciso riferimento alla mobilità pubblica, per quanto riguarda il flusso dei visitatori. L’ass. Theiner ha replicato che questo si vuole definire nel regolamento, e l’emendamento è stato respinto. Approvato invece l’articolo con 21 sì e 9 no.
L’articolo 4 riguarda il “Territorio del parco nazionale” ed iniziative “Parco Nazionale dello Stelvio”. Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha proposto con emendamento una definizione più esatta del territorio del Parco, di chi lo compone e quali sono i compiti. ,a esso è stato respinto. L’articolo è stato approvato con 18 sì e 13 astensioni.
Approvato senza discussione l’articolo 5 sui principi di gestione.
L’articolo 6 definisce composizione e compiti del Comitato di gestione. Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha proposto che l’esperto di scienze naturali sia nominato in collaborazione con l’ISPRA (“d’intesa” o “previo parere”), IStituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientali, sottolineando che una collaborazione con l’Istituto aiuterebbe la Provincia a far meglio valere le proprie ragioni a Roma, ma l’ass. Theiner ha ricevuto eccessiva la proposta. Ha poi accolto la proposta dell’ass. Schuler di inserire nel Comitato un rappresentante della Ripartizione Foreste, approvata anche dall’aula. L’articolo è stato approvato con 17 sì e 14 no
L’articolo 7 riguarda il Piano per il Parco nazionale. Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha chiesto uno specifico riferimento agli interessi rivolti alla tutela dell’ambiente e del paesaggio tra quelli di cui tenere conto, di aggiungere i valori “paesaggistici” a quelli naturali e ambientali, di aggiungere l’aggettivo “sostenibili” a quello “economici” relativo agli interessi da tutelare, e di specificare che fino alla prima approvazione del Piano si applicano le norme in vigore alla data di approvazione della norma di attuazione del 2016. La rielaborazione è da effettuare ogni 10 anni. Lo stesso termine è stato proposto con il suo emendamento dall’ass. Theiner, che ha accolto due delle proposte di Dello Sbarba al fine di considerare la realizzazione di un’economia sostenibile e la tutela paesaggistica. Gli altri sono stati respinti. L’articolo è stato approvato con 22 sí e 10 no.
L’articolo 8 riguarda il regolamento del Parco. Una proposta di precisazione giuridica da parte di Dello Sbarba è stata respinta in quanto il testo era stato concordato col Ministero, e l’articolo è stato approvato a maggioranza.
L’articolo 9 riguarda i Siti Natura 2000. Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha richiesto che fosse fatta anche una valutazione seria degli impatti ambientali cumulativi di vari progetti, non solo dei singoli progetti proposti. L’ass. Theiner ha chiarito che questo è già previsto, e Dello Sbarba ha ritirato l’emendamento. L’articolo è stato approvato con 13 astensioni.
L’articolo 10 riguarda il Nulla osta del Parco. Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha chiesto che per gli interventi che il sindaco può autorizzare sia previsto almeno il parere dell’Ufficio provinciale del Parco, seppur non vincolante. L’ass. Richard Theiner ha chiarito che si tratta di un importante passaggio, ovvero quello delle semplificazioni; il sindaco ha la possibilità, entro una determinata cornice, di muoversi senza richiedere un parere. questa strada è seguita anche all’estero. Respinto l’emendamento del Gruppo Verde, l’articolo è stato approvato con 16 sì e 10 astensioni.
Approvati senza discussione gli artt. 11, 12 e 13.
L’articolo 14 riguarda la sorveglianza, affidata a Ripartizione Natura e Paesaggio, Corpo forestale e polizia locale. Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha chiesto di affidarla al Corpo forestale della Provincia, come previsto dalla norma d’attuazione, dando a esso la possibilità di avvalersi della collaborazione con della polizia locale e della Ripartizione Natura e paesaggio. L’ass. Theiner ha riferito che l’articolo era concordato col Ministero, e l’emendamento è stato respinto. L’articolo è stato approvato con 17 sì e 14 astensioni.
Approvati gli articoli 15, 16 e 17.
L’articolo 18 riguarda l’entrata in vigore e le disposizioni transitorie. Riccardo Dello Sbarba (GV) ha chiesto come mai non è stata indicata la norma di attuazione del 2016, invece che la disciplina di tutela vigente alla sottoscrizione dell’intesa. L’ass. Theiner ha risposto che replicato che anche questo è stato concordato con il Ministero competente. L’articolo è stato approvato con 17 sì, 4 no e 10 ast.
Approvato infine l’articolo 19.

Nell’ambito delle dichiarazioni di voto, Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha di nuovo criticato l’idea di un Parco nazionale, ribadendo che si possono gestire meglio a livello provinciale, mentre in questo caso le decisioni restano in capo allo Stato. Ha invitato quindi a fare il possibile perché il parco diventi provinciale, e annunciato voto contrario.

Sigmar Stocker (Die Freiheitlichen) ha sostenuto che si sa che quando il Ministero decide le cose procedono lentamente. Ha annunciato astensione, perché ci sono elementi positivi ma  il suo gruppo vorrebbe che un’amministrazione autonoma in modo da poter procedere più velocemente.

Secondo Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) si tratta di una legge positiva, al cui interno c’è margine d’azione: la Provincia deve utilizzarlo per dimostrare di saper fare molto meglio dello Stato. Più che rispettare la volontá dello Stato, la Provincia dovrá rispettare le norme europee, contando sulla collaborazione paritaria di Trentino e Lombardia: ha ringraziato per l’accoglimento di due dei suoi emendamenti, tra cui quello a considerazione del paesaggio. Ha infine annunciato benevola astensione.

Il dlp 150/17 è stato approvato con 19 sì, 3 no e 10 astensioni.

(MC)