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Landtag | 30.05.2019 | 12:44

Politika 19: elezioni a confronto

Presentato in Consiglio provinciale l’annuario della Società di Scienza politica dell’Alto Adige sulle elezioni provinciali e politiche del 2018 in Tirolo, Alto Adige, Trentino e Baviera.

La presentazione di Politika 2019: da sx, Engl, Pallaver, Renzler, Alber e Kager (foto: Consiglio/Werth).ZoomansichtLa presentazione di Politika 2019: da sx, Engl, Pallaver, Renzler, Alber e Kager (foto: Consiglio/Werth).

Cosa caratterizza le elezioni parlamentari del 2017/18 le elezioni provinciali del 2018  nelle vicine province di Bolzano, Trento, Tirolo e Baviera? Ci sono caratteristiche comuni, cambiamenti e novità condivise o differenze?

È quanto hanno analizzato gli autori di Politika 19, annuario della Società di Scienza politica dell’Alto Adige presentato oggi in Consiglio provinciale. “Quando le elezioni portano grandi cambiamenti, andiamo alla ricerca di spiegazioni: ci chiediamo come mai un partito ha guadagnato tanto consenso e un altro ha perso tanti elettori, oppure se è riconoscibile una certa tendenza e se questa continuerà in futuro. Politika 2019 vuole rispondere proprio a queste domande”, ha detto il segretario questore Helmuth Renzler accogliendo i curatori dell’opera Alice Engl, Günther Pallaver, Elisabeth Alber e Thomas Kager e ricevendo da quest’ultimo, in rappresentanza della casa editrice Raetia, un ringraziamento per l’ospitalità nel Parlamento provinciale.

Il capitolo relativo alle elezioni provinciali in Tirolo è stato illustrato da Alice Engl, che ha segnalato come, al contrario che in Baviera, dove c'è stato un crollo dei partiti di governo,  nel Land austriacio si è registrata continuità: le votazioni sono state caratterizzate dal bonus regalato alla ÖVP dalla visibilità del governatore Plattner, dai temi del traffico di transito e delle retribuzioni piuttosto che da quello dell’immigrazione: questo ha permesso alla ÖVP di recuperare gli elettori persi nel 2013 e ridotto l’influenza di nuovi attori politici come la Liste Fritz e NEOS. Nelle elezioni comunali a Innsbruck si è imposto per la prima volta un sindaco dei Verdi, grazie al suo atteggiamento critico e a una posizione liberale.

In Trentino, ha spiegato Elisabeth Alber,  le elezioni politiche del 2018 sono state un momento di cesura con il passato: per la prima volta dopo 20 anni, la provincia ha cessato di essere l’unica enclave del Nordest favorevole al centrosinistra, allineandosi alle dinamiche nazionali. Questo si deve in particolare all’ingresso delle logiche nazionali nella campagna elettorale, con il riflesso di temi quali sicurezza e immigrazione: il risultato è stato un centrosinistra spazzato via e la nazionalizzazione dell’elettorato, con la novità assoluta della Lega che in passato non aveva sfondato perché la propaganda favorevole al Nord non faceva breccia in una terra già autonomista. Il successo della Lega, cui hanno contribuito anche le divisioni nel centrosinistra, si è confermato alle provinciali dell’autunno 2018, dove il partito ha guadagnato 20 punti percentuali rispetto al 2013: “Per la prima volta, un’alternanza di governo netta”, il commento di Alber.

Per quanto riguarda l’alto Adige, come ha illustrato Günther Pallaver, un cambiamento significativo riguarda le provinciali del 2018: se nel 2013 l’elettorato italiano aveva regalato un seggio a quello di lingua tedesca, nel 2018 gli italiani che hanno scelto la SVP sono stati solo una minima parte, ed è calata la partecipazione al voto dell’elettorato di lingua tedesca; questo ha contribuito a un aumento dei consiglieri di lingua italiana da 5 a 8. I partiti italiani, in passato sottorappresentati, hanno trovato con la Lega una rappresentanza analoga a quella della DC nella Prima Repubblica. L’impermeabilità etnica riguarda anche il successo del Team Köllensperger: se nel 2013 il consigliere che ha dato il nome al Team era stato votato, come rappresentante 5 Stelle, anche dagli italiani, nel 2018 la sua formazione politica è stata scelta quasi esclusivamente dal gruppo tedesco. Il suo è un esempio di personalizzazione della politica, come già accaduto con Andreas Pöder, in Consiglio provinciale fino al 2018. La distanza tra primo e secondo partito si è ridotta notevolmente, dal 40% che nel 1993 separava SVP e MSI al 26,7%, che nel 2018 ha separato SVP e TK.  Nella campagna elettorale, infine, del 2018 si sono prepotentemente affacciati i nuovi media, come facebook, twitter e youtube: il partito “più digitale” è risultata essere la Süd-Tiroler Freiheit.

 


(MC)